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mercoledì 27 giugno 2012

Notiziario

Si è liberato il pannello solare del satellite Intelsat 19, rimasto bloccato in posizione ripiegata dopo il lancio del primo giugno. Lo sblocco è avvenuto il 12 giugno, poco dopo aver raggiunto la sua posizione sull’orbita geostazionaria. Intelsat sta eseguendo tutti i controlli di sicurezza, ma pare che il pannello sud, quello che si è aperto in ritardo, sia in perfetta efficienza, permettendo così il funzionamento di tutti i 58 transponder di bordo. Un problema simile era avvenuto sullo stesso tipo di vettore e su un satellite simile, il Telstar 14, durante un lancio avvenuto nel 2004. I tecnici stanno indagando e utilizzano anche i tracciati dei microfoni e dei sensori di pressione che sono solitamente presenti all’interno delle stive di carico. La vita prevista per Intelsat 19 è di sette anni.

Il team del telescopio spaziale Kepler ha pubblicato su Science Express la scoperta di un sistema planetario assai peculiare. Chiamato Kepler-36, è costituito da due pianeti in orbita ad una piccola distanza l'uno dall'altro e vicino alla loro stella. Fin qui nulla di notevole, ma la cosa interessante è che uno di loro è un pianeta roccioso e l'altro è un gigante gassoso come Nettuno. Il mondo interno, chiamato Kepler-36b, è un pianeta con 1,5 volte la massa della Terra e si trova in un'orbita con un "anno" di 14 giorni, mentre Kepler-36c, è un Nettuno caldo con un diametro di 8 volte e una massa 3,7 volte più grande della Terra. La temperatura media di entrambi i pianeti è molto elevata e sicuramente mostrano sempre lo stesso emisfero verso la stella.
[David Aguilar, Harvard-Smithsonian]
Ma la cosa buffa è che le orbite di Kepler-36b e Kepler-36c sono estremamente vicine (17,6 e 19,2 milioni di km rispettivamente), così quando i due mondi sono in congiunzione, un evento che si verifica circa ogni 97 giorni terrestri, la distanza che li separa è di soli 2,4 milioni di chilometri, cioè sole cinque volte la separazione tra la Luna e la Terra. Come risultato, Kepler-36b è sottoposto a enormi forze di marea, che probabilmente causano periodici episodi di vulcanismo globale. Come bonus, se potessimo vedere il cielo dall'emisfero notturno di Kepler-36b si potrebbe godere di uno spettacolo degno dei migliori film di fantascienza: il gigantesco disco di Kepler-36c, che sarebbe due volte e mezzo più grande della nostra Luna si staglierebbe nel cielo di un pianeta sconvolto da eruzioni vulcaniche. È anche interessante notare che Kepler-36b avrebbe circa la stessa dimensione della Luna se visto da Kepler-37c.
Nessuno sa come due pianeti così diversi siano stati in grado di finire in orbite così vicine e relativamente stabili. Un mistero planetario che resta ancora da risolvere.

Il comitato del programma scientifico dell'Agenzia spaziale europea (ESA) ha approvato la costruzione dell’osservatorio spaziale Euclid per lo studio dell'energia oscura e della materia oscura. Euclid è una missione ESA di tipo M che verrà lanciata nel 2020 e sarà dotata di un telescopio del diametro di 1,2 metri per l'osservazione di supernovae più giovani e più deboli. Misurando la luminosità di queste supernovae possono studiare come è cambiato il ritmo di espansione dell'universo dopo il Big Bang e, quindi, determinare se il valore dell'energia oscura è rimasta costante (costante cosmologica) o meno, un requisito fondamentale per chiarire la sua natura misteriosa.
Euclid è una missione che raccoglie l’eredità di altre due missioni, DUNE (Dark Universe Explorer) e SPACE (Spectroscopic All Sky Cosmic Explorer). DUNE era incaricata di misurare l'energia oscura e gli effetti della lente gravitazionale debole causato da materia oscura e barionica (o "normale"), mentre SPACE era stata destinata alle oscillazioni acustiche dei barioni. Con un peso di circa 2160 kg al lancio, Euclid sarà in grado di indagare queste aree scientifiche e avrà due strumenti principali per raccogliere immagini nel visibile (VIS, 550-900 nm) e in infrarossi (NISP, 920-2000 nm) dove potrà eseguire studi fotometrici e spettroscopici. Entrambi gli strumenti hanno un ampio campo visivo (circa 0,75° quadrati) e una risoluzione di 0,1 secondi d'arco nel visibile e 0.3 secondi nell'infrarosso. Osserverà l'Universo dal punto di Lagrange L2 del sistema Terra-Sole (SEL-2) dopo essere stato lanciato dalla Guyana francese con un razzo Soyuz-2.1B (STB). Avrà una durata di circa sette anni e gli Stati Uniti potrebbero partecipare a questa missione con una ventina di milioni di dollari, anche se la comunità scientifica americana ritiene che la priorità rimane la missione WFIRST, con obiettivi molto simili a quelli di Euclid. A causa della crisi economica, WFIRST non sarà lanciato prima del 2024, a meno che non vengano riconvertiti i telescopi per scopi militari di recente trasferiti alla NASA (vedi notiziario precedente). WFIRST ha uno specchio primario di 1,5 metri e gli obiettivi scientifici più ambiziosi di Euclid.

[NASA]
Il telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope array), è stato lanciato da un vettore Pegasus rilasciato da un aereo madre direttamente nella stratosfera. È partito alle 1600 UTC del 13 giugno e il 20 giugno ha esteso il traliccio principale lungo circa 10 metri che supporta due dei rivelatori a raggi X in grado di osservare e studiare gli oggetti celesti sulla banda X compresa fra i 5 e gli 80 keV, zona dello spettro che è stata molto trascurata fino ad ora. Si riuscirà così ad avere una mappa completa dei buchi neri, anche quelli che risultano invisibili ad energie minori. Anche l’ASI è coinvolta nel progetto dato che concede le antenne della base di Malindi per la ricezione del flusso dati dal nuovo telescopio.

sabato 23 giugno 2012

Notiziario

Rientrato dopo una perfetta missione, OTV-2, il secondo esemplare del piccolo spazioplano militare statunitense chiamato X-37B, ha battuto il suo record di permanenza in orbita con ben 468 giorni trascorsi dal lancio.
[U.S.Air Force]
Il rientro, completamente automatico, è avvenuto il 16 giugno scorso sulla pista numero 12 di Vandenberg alle 1248 UTC. Nel frattempo il primo esemplare (rientrato nel dicembre 2010) raggiungerà Cape Canaveral per essere inserito nuovamente nella stiva di un Atlas 5 per la sua seconda missione, dopo aver subito un’accurata revisione. Il lancio è previsto per ottobre di quest’anno.

L’Enterprise, primo Shuttle della flotta, è stato posizionato nella sua sede definitiva, sul ponte di volo della portaerei Intrepid, sede del museo Sea, Air and Space di New York. Unica nota stonata è stato un lieve danno ad un’ala della navetta a causa di un urto contro un ponte durante il trasporto, avvenuto per mezzo di una chiatta mentre c’era un forte vento. Comunque nessun danno grave che non possa essere riparato direttamente sul posto.

Dopo la perdita di Envisat, il GMES (Global Monitoring for Environment and Security, monitoraggio globale per la sicurezza e l’ambiente) si trova a corto di dati proprio a causa del fatto che la maggior parte delle informazioni provenivano dalla grande sonda orbitale ormai inutilizzabile. Di conseguenza diventa di massima importanza il ripristino della sorveglianza orbitale e per questo il sistema Sentinel dovrà occuparsi di ristabilire il flusso dati di monitoraggio. I tempi per l’avvio e la messa in servizio dei satelliti Sentinel sono stati ridotti di molto, arrivando a preparare ben tre lanci nel 2013, ma purtroppo devono ancora essere preparate e finanziate le infrastrutture di Terra per la gestione di questo nuovo sistema. E con le incertezze economiche attuali, proprio i finanziamenti sono il problema più grande. GMES intanto sta cercando di compensare la mancanza di informazioni con strumenti montati su altri satelliti già presenti in orbita.

La NASA ha acquisito alcuni satelliti spia per poterli riciclare come telescopi spaziali. I satelliti di tipo Keyhole dell’NRO, risalenti ad una decina di anni fa, scandagliavano la superficie terrestre con potenti gruppi ottici che arrivavano ai 240 cm di diametro e almeno un paio di esemplari sono costruiti e giacciono in un magazzino in attesa di entrare in servizio. Considerando che sono oggetti di almeno una dozzina di anni più recenti di Hubble, è chiaro che le loro prestazioni sia ottiche che elettroniche, sono superiori a quelle del vecchio HST. Con queste premesse la NASA ha così intenzione di rimpiazzare missioni cancellate per mancanza di fondi, la prima delle quali è WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope), destinata alla ricerca nell’infrarosso di pianeti extrasolari e allo studio dell’energia oscura e delle galassie. Ovviamente la sonda andrebbe revisionata e modificata e questo è il punto dolente: se si trovassero i fondi per le modifiche, WFIRST potrebbe partire nel 2019, ma attualmente le casse per questo tipo di missioni sono vuote.

martedì 19 giugno 2012

Newsletter, nuovo numero

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (47/660), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

A questo indirizzo trovate i numeri arretrati.

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Ed è completamente gratuita!

Solstizio estivo

Domani, 20 giugno, alle 2309 UTC (le 01:09 italiane del 21 giugno), per l'emisfero Boreale avremo il Solstizio Estivo del 2012.
Il Sole raggiunge la massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica.

[Wikipedia]
In pratica a mezzogiorno il Sole raggiunge nel nostro emisfero il punto più alto e si ha il giorno più lungo dell'anno (e di conseguenza la notte più corta), inoltre il Sole passa allo Zenith sul tropico del Cancro.
All'interno di tutto il circolo polare artico il Sole non tramonta e all'interno di tutto il circolo polare antartico non sorge.

Per l'emisfero Australe inizia invece l'inverno.

Dal giorno successivo per noi cominciano ad accorciarsi le giornate.

Buona Estate a tutti!!!

lunedì 18 giugno 2012

Nove astronauti su due Stazioni

La Cina ha nuovamente messo una serie di paletti storici nella sua scalata verso lo Spazio.
Sabato 16 giugno alle 1037 UTC è partito da Jiuquan un vettore Lunga Marcia 2F che trasportava la capsula Shenzhou 9, con 3 taikonauti a bordo.
[CCTV/CNTV]
Cosa c’era di speciale? La prima donna astronauta cinese: Liu Yang, 33 anni, pilota dell’aviazione cinese è la prima cinese a raggiungere lo spazio. Ma non basta. La missione prevede il raggiungimento e l'attracco alla stazione spaziale cinese sperimentale Tiangong 1, un modulo laboratorio in orbita dal settembre 2011, prima vera stazione del grande paese che è già stata raggiunta da una capsula automatica, la Shenzhou 8, nel novembre scorso.
L’astronave ha già raggiunto il suo obiettivo a cui ha attraccato oggi alle 0607 UTC e l’equipaggio ha aperto il boccaporto entrando nel “Palazzo Celeste” (questo significa Tiangong) nell’ordine: il veterano Jing Haipeng, comandante, poi Liu Wang, il pilota e infine, dopo qualche minuto, anche Liu Yang. Resteranno ormeggiati per una decina di giorni eseguendo una serie imprecisata di esperimenti e controlli sulla Stazione Spaziale e rientreranno a Terra il 29 giugno.
Attualmente quindi ci sono sei astronauti sulla ISS e tre taikonauti sulla Tiangong 1.
Complimenti alla Cina che continua nel suo programma spaziale con passi lenti e ben distesi…

domenica 10 giugno 2012

Notiziario


[IREA-CNR-Google-ASI]
Grazie alla costellazione di quattro satelliti COSMO-SkyMed, la Protezione Civile riesce a seguire l’evoluzione della situazione nelle zone terremotate dell’Emilia. Misurazioni successive hanno evidenziato che una vasta zona di terreno si è sollevata di circa 12 centimetri in seguito alla serie di sismi che hanno interessato la regione. Questi dati sono importantissimi per aumentare le nostre conoscenze su questi fenomeni e per identificare con precisione le zone colpite dal movimento tellurico.

La SpaceX sta continuando lo sviluppo della versione abitata della sua capsula Dragon e in una delle tante simulazioni, sono state fatte accomodare all’interno del mockup la bellezza di sette persone. Ebbene, gli astronauti hanno trovato “confortevole” la disposizione e l’assetto che si dovrebbe assumere all’interno della capsula. Ovvio che gli spazi a disposizione non sono neanche minimamente paragonabili con quelli che avevano a disposizione nello Space Shuttle, ma nel Dragon manned pare si stia meglio che in altre capsule molto più blasonate…

Un lancio cinese è stato eseguito alle 1556 UTC del 26 maggio ed è avvenuto dallo spazioporto di Xichang, nella provincia di Sichuan. Un vettore Lunga Marcia 3B ha portato in orbita equatoriale un satellite militare per telecomunicazioni sviluppato dalla China Academy of Space Technology e basato sul bus DFH-4 cinese. È stato l’ottavo lancio cinese e il ventottesimo in assoluto di quest’anno.
Sempre la Cina ha lanciato il 29 maggio dal poligono di Taiyuan un altro satellite militare di sorveglianza (classe Yaogan numero 15) su un’orbita a 1200 km di quota e 100° di inclinazione, per mezzo di un vettore Lunga Marcia 4C. Il payload è composto da fotocamere radar in grado di sondare il terreno di notte e anche con qualsiasi condizione meteorologica.

Continuano i lavori per il James Webb Space Telescope. I vari strumenti giungono al Goddard Space Center dove il grande satellite viene assemblato. Uno degli strumenti, MIRI (Mid-InfraRed Instrument), è stato trasportato dall’Europa ed è atterrato a Washington il 29 maggio per essere poi trasportato via terra. Composto da una fotocamera ed uno spettroscopio, MIRI si occuperà di cercare ed osservare la luce delle prime stelle che si sono formate nell’universo e per far questo dovrà guardare ad almeno 13 miliardi di anni luce di distanza. Il sensore, in grado di leggere frequenze con lunghezza d’onda fra i 5 e i 28 micron, deve essere raffreddato a 7 K (-266°C) e questo perché il sensore deve essere ad una temperatura inferiore rispetto all’oggetto da osservare; sarà quindi il componente più freddo in assoluto del JWST.

È stato firmato il primo contratto commerciale per il Falcon 9 Heavy, il fratello grande del vettore che ha portato in orbita la capsula Dragon. Intelsat, la più grande azienda mondiale di comunicazioni satellitari, ha comprato il suo primo volo dall’azienda di Elon Musk, un lancio che dovrebbe avvenire fra il 2017 e il 2018. Il Falcon 9 Heavy, composto da tre fusoliere affiancate del Falcon 9 (con un totale di 27 motori Merlin in accensione al decollo), permette di portare in orbita 53 tonnellate in orbita bassa o 13 tonnellate e mezza in traiettoria trans-marziana. Il lancio di test è previsto per il 2013 e questo nuovo vettore promette dei costi estremamente concorrenziali: pare che si attestino su valori compresi fra gli 80 e i 125 milioni di dollari, vale a dire circa un terzo del Delta 4 Heavy che, oltretutto, è meno potente. Se riesce a rispettare questi numeri previsti oggi, SpaceX è destinata ad un futuro estremamente brillante.

Dopo aver trascorso oltre 15 mesi in orbita sembra che sia giunto il momento per il rientro dell’OTV-2, il piccolo spazioplano automatico che ha superato tutte le previsioni di resistenza in missione. Questo annuncio rilasciato alla fine di maggio, pone fine alle dicerie che facevano illazioni sul mancato rientro del piccolo velivolo: essendo la missione segreta e dato che da tempo l’X-37B non eseguiva cambi di orbita, c’era chi affermava che in realtà c’erano stati dei problemi e l’Air Force non riusciva più a riportare a Terra il veicolo. I preparativi sono in corso e comunque la data precisa non è stata comunicata, ma è stato solo genericamente annunciato in rientro intorno alla metà di giugno. Atterrerà sulla pista in cemento lunga circa 5 km posta nella base di Vandenberg, in California.

Il primo giugno dalla piattaforma oceanica della Sea Launch è partito un vettore Zenith 3SL che ha portato in orbita il satellite per telecomunicazioni Intelsat 19. Decollato in orario alle 0523 UTC, dopo circa un’ora dal lancio il satellite veniva rilasciato concludendo così la missione del vettore. Al momento però del dispiegamento dei pannelli solari, uno dei due non si è disteso e il centro di controllo sta ancora cercando di trovare una soluzione. Non è a rischio l’intera missione, ma, dimezzando la potenza disponibile a bordo, il funzionamento del satellite non sarebbe certamente ottimale.

[NASA]
La NASA ha cancellato una missione: la Gravity and Extreme Magnetism (GEMS) non ha superato la fase di conferma del budget e non verrà effettuata. Il problema che ha causato l’annullamento del progetto è il solito: dopo la prima approvazione, il successivo sviluppo della sonda ha evidenziato un aumento di costi e quindi, essendo il budget NASA ormai ridotto all’osso, si è preferito annullare l’intera missione.
Nonostante GEMS facesse parte del programma Small Explorer e costasse “solo” 119 milioni di dollari (vettore escluso), l’aumento previsto era compreso fra il 20 e il 30%, ma il conseguente ritardo che ne derivava ha fatto temere per altri ulteriori aumenti. L’eventuale ok alla prosecuzione dei lavori avrebbe portato l’ente spaziale statunitense ad iniziare la parte di realizzazione vera e propria della sonda e dei suoi vari strumenti puntando ad un eventuale lancio previsto per il novembre 2014.
Peccato, un altro passo nell’esplorazione spaziale è stato cancellato con un colpo di spugna...

lunedì 4 giugno 2012

SpaceX: Dragon, missione compiuta

Il 31 maggio alle 1542 UTC la capsula Dragon C2+ è ammarata nell'Oceano Pacifico dopo una missione perfetta durata quasi dieci giorni. Il Dragon C2+ è la prima capsula da carico privata ed è stato il primo veicolo statunitense a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo il pensionamento dello Shuttle. Inoltre è la prima nave della SpaceX e del programma COTS della NASA che interagisce con la ISS.

Il Dragon C2+ è rimasto agganciato alla ISS per un totale di 5 giorni, 16 ore e 5 minuti ed è stato il secondo volo orbitale per questo tipo di veicolo dopo la missione Dragon C1 del dicembre 2010. La missione C2+ (COTS Demo C2/C3) ha permesso di convalidare la fattibilità del progetto e le tecniche di avvicinamento con la ISS. La prossima missione di Dragon, di nome SPX-1 (nota anche come CRS-1), partirà per la ISS il 24 settembre e, a differenza del volo di prova, SPX-1 sarà una missione operativa della CRS/COTS per portare rifornimenti alla ISS. La NASA ha firmato un contratto con SpaceX per il trasporto di carichi, per un totale di 12 missioni nel programma CRS/COTS. Dopo il lancio perfetto del 22 maggio, il Dragon C2+ è stato catturato con il braccio robotico della ISS dall'astronauta Don Pettit il 26 maggio alle 1356 UTC.

Il Dragon C2+ ha trasportato all'interno della capsula 520 kg (460 kg di carico utile) per la Stazione Spaziale Internazionale, mentre ha riportato a Terra 660 kg (620 utili), composti soprattutto dai risultati degli esperimenti e diverse attrezzature, quelle portate sulla Stazione da più tempo. Essendo un volo di prova, non è stato inserito alcun carico nella stiva non pressurizzata, ma nelle future missioni il Dragon trasporterà molto più materiale, anche se, stranamente, l'esatta portata di Dragon non è stata resa pubblica e rimane riservata, contrariamente ad altre navi simili, come nel caso di HTV, ATV, Soyuz e Progress. Il veicolo spaziale Dragon ha una massa di 4,2 tonnellate a secco, quindi dato che il Falcon 9 ver. 1.0 può mettere in orbita bassa circa 8 tonnellate (la ver. 1.1 raggiungerà la capacità di 10,5 tonnellate in LEO) si possono provare a fare un po’ di conti. La NASA ha ufficialmente dichiarato che il Dragon è in grado di trasportare fino a 3,3 tonnellate di carico alla ISS, combinando la capacità di cargo pressurizzato (all'interno della capsula) e non pressurizzato (nel "rack" della sezione posteriore). Tuttavia, da fonti non ufficiali, pare che il Dragon non sia in grado di portare tutto questo materiale all'interno della capsula e in attesa di cifre ufficiali, la capacità effettiva di trasporto all'interno della capsula è stata stimata, dopo la sottrazione del peso del carburante, in circa 2,5 tonnellate. In particolare, si ritiene che la massa totale del Dragon nella release C2+ sia nel range di 5-6 tonnellate.
Questa missione è stata la prova completa per il sistema di capsule Dragon e sono stati convalidati tutti i dispositivi di bordo, fra cui le comunicazioni UHF, le manovre connesse con l'approccio e l'attracco con la ISS, il sistema di navigazione RGPS, il LIDAR e il sistema di navigazione autonomo che utilizza immagini a infrarossi. Fatta eccezione per alcuni problemi minori (relativi al LIDAR e al GPS della Stazione) che si sono verificati durante la fase di avvicinamento, la missione si è svolta senza incidenti. Il sistema LIDAR di Dragon, appropriatamente chiamato “Eye Dragon”, è stato inavvertitamente colpito da un riflesso laser della superficie lucida del modulo giapponese Kibo che ne ha confuso i sensori costringendo a ritardare l’attracco. È anche stato collaudato il funzionamento dei pannelli solari e del sistema di comunicazione in banda S attraverso i satelliti della NASA TDRS. L'equipaggio della ISS ha scaricato la capsula in circa una giornata e il braccio robotico SSRMS ha utilizzato Dextre per simulare le manovre di estrazione del carico dalla sezione non pressurizzata. Il 31 maggio il braccio robotico della ISS ha separato il Dragon dalla Stazione alle 0807 UTC, dopo la depressurizzazione del giunto e lo sgancio delle chiusure del sistema ACBM che lo assicuravano alla porta nadir del modulo Harmony (Nodo 2) e, una volta allontanato dalla ISS è stato rilasciato alle 0949 UTC. I propulsori del Dragon hanno quindi spinto via lentamente la capsula fino a una distanza di 200 metri dalla ISS, momento in cui il centro di controllo di Houston ha restituito il comando della missione al centro di controllo SpaceX in California.

Alle 1440 UTC, la capsula ha chiuso il portello sensori per il rientro e alle 1451 UTC il Dragon ha acceso i suoi motori Draco per 9 minuti e 50 secondi, con un Delta-V di 100 m/s, per ridurre il perigeo e uscendo così dall'orbita. Alle 1509 UTC la sezione posteriore con i pannelli solari si è separata dalla capsula che è passata su alimentazione interna a batterie. Il rientro è iniziato ufficialmente alle 1525 UTC, mentre alle 1527 UTC il plasma del rientro atmosferico formato intorno alla capsula ha bloccato per circa sei minuti il segnale GPS e le altre telemetrie. Il Dragon è protetto al rientro da uno scudo ablativo PICA-X, basato sul materiale PICA (Phenolic Impregnated Carbon Ablator) della NASA utilizzato nelle missioni Apollo. Durante il rientro, i motori del Dragon hanno lavorato per ottimizzare il punto di ammaraggio della capsula.

Alle 1535 UTC il paracadute pilota si è aperto mentre la sonda era circa a 13,7 km di quota e i tre paracadute principali si sono dispiegati alle 1536 UTC. L'ammaraggio si è verificato nel Pacifico (27,00°N, 120,81°W) al largo delle coste della penisola messicana di Baja California alle 1542 UTC, con due minuti di anticipo.
Dragon è poi stato ripescato dalla nave American Islander ed è stato inviato alle strutture SpaceX in Texas per il completamento della missione e la rimozione del carico interno.

Complimenti a SpaceX per aver completato una missione veramente impeccabile.

[Immagini SpaceX e NasaTV]