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Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
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lunedì 29 agosto 2011

La ISS senza equipaggio?

Secondo Michael Suffredini, manager NASA delle operazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere una possibilità tutt’altro che remota.

I fatti purtroppo non portano a nulla di buono. Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, avanza la possibilità di far compiere ad Energia, l’azienda che costruisce i componenti Soyuz, almeno due test senza equipaggio per accertarsi che i possibili problemi siano stati superati. Questi test dovrebbero avvenire dopo aver appurato le cause del problema verificatosi durante l’ultimo lancio Progress, quindi si parlerebbe di alcuni mesi senza lanci abitati. La prima conseguenza è proprio la presenza umana a bordo della ISS, vincolata a sua volta alla presenza delle capsule Soyuz, le quali hanno una permanenza certificata nello Spazio di 210 giorni massimi. Questo vorrebbe dire che entro fine novembre le due capsule ormeggiate al complesso spaziale dovrebbero rientrare, portando con sé a Terra gli astronauti che le occupano.

Viene da sé che la Stazione resterebbe senza equipaggio, ma è una situazione perfettamente percorribile, dato che tutte le funzioni principali potrebbero essere svolte dai sistemi automatici di bordo e alcune anche dai centri di controllo di Terra.
Appena le condizioni lo permetterebbero, ovviamente, l'equipaggio tornerebbe.

Ricapitolando.
La Soyuz TMA-21, salita il 4 aprile, dovrebbe rientrare l’8 settembre, ma la sua certificazione è valida fino alla fine di ottobre, ragion per cui la missione di Andrey Borisenko, Alexander Samokutyaev e Ronald Garan potrebbe essere estesa fino ad allora.
La Soyuz TMA-02M, lanciata il 7 giugno con Michael Fossum, Sergei Volkov e Satoshi Furukawa sarebbe certificata fino a fine gennaio, ma il rientro deve avvenire di giorno, soprattutto a causa delle condizioni meteorologiche delle steppe del Kazakhstan, dove le capsula solitamente rientra. Quindi, a causa dell’inclinazione orbitale della Stazione, si viene a creare una situazione per cui il rientro diurno è impossibile dal 19 novembre a fine dicembre, ma gennaio, meteorologicalmente parlando, è un pessimo mese…
Ergo, se un equipaggio non sarà salito a bordo della ISS in tempo utile, quasi sicuramente il 16 novembre ci sarà il rientro della seconda capsula, lasciando la stazione, per la prima volta in 11 anni, in volo automatico senza equipaggio.

Sarebbe un problema non da poco, soprattutto per quello che riguarda la ricerca e gli esperimenti che si stanno eseguendo a bordo, ma sarebbe inevitabile. Questo significherebbe anche il ridimensionamento della missione della capsula Dragon SpaceX, che deve raggiungere la ISS a fine novembre: è indispensabile la presenza a bordo dell’equipaggio, dato che l’attracco sarebbe manuale ed eseguito con il braccio robotico, senza contare che il materiale presente a bordo deve essere scaricato a mano!

Speriamo bene; i due lanci di test sono già in calendario (un Globalstar a inizio ottobre e il successivo Progress già in preparazione), ma soprattutto perché i successivi passi per l’esplorazione spaziale dipendono dalla Stazione.

domenica 28 agosto 2011

Meteora? Mah...


Faccio solo una breve disamina sul filmato della meteora su Cuzco, in Perù.
Ho estratto un fotogramma di quel filmato e lo vedete qui:

Se devo essere sincero non mi pare proprio una meteora e i motivi sono molteplici:
1- un bolide (come dovrebbe chiamarsi una meteora di quelle dimensioni) è molto veloce, si parla di km/s, quindi avrebbe attraversato il cielo di Cuzco in pochi secondi;
2- l'attrito atmosferico tenderebbe a surriscaldare la roccia, spaccandola e producendo frammenti che dovrebbero allontanarsi seguendo proprie traiettorie e soprattutto diverse velocità;
3- la scia finale è molto stranamente simmetrica, composta da due strisce esattamente identiche che vengono spostate dai venti in quota allo stesso modo;
4- il colore rossastro della scia non deriva dal fatto che è infuocata, ma dal fatto che le immagini sono riprese al tramonto, con la luce rossastra del Sole. Se fosse infuocata, il fuoco si spegnerebbe dopo poco, lasciando una scia bianca, grigia o al limite nera;
5- oltre ad intravedersi una fusoliera scura, il comportamento della scia è stranamente simile a quello di un aereo di linea, con la prima parte deviata proprio dalla fusoliera e, allontanandosi, si riunisce seguendo l'aerodinamica di un aeromobile.

Ora guardate questa foto:
se confrontate le due immagini, a parte le differenze di definizione e di condizioni dei venti in quota, non sono stranamente simili?
Forse anche troppo! Si distinguono addirittura i due motori di sinistra...

La Repubblica ha così raccolto una bella bufala, collezionando una figuraccia! Complimenti!

mercoledì 24 agosto 2011

Fallito lancio Progress

Il quarantaquattresimo lancio della capsula automatica Progress, è oggi fallito causando la distruzione del veicolo e di tutto il contenuto.
Dopo quarantatrè missioni perfettamente riuscite, è successo quello che nessuno si aspettava, e cioè un problema di approvvigionamento per la ISS. Bentinteso, non siamo in alcuna situazione critica, dato che nella serie di spedizioni dei rifornimenti verso la Stazione è comunque prevista la possibilità di un mancato arrivo, ma diciamo che gli astronauti si sono giocati il jolly...

Il lancio sembrava rientrare nella solita routine dei decolli di vettori Soyuz da Baikonur, ma all’avvio del terzo stadio, accensione che doveva durare per quattro minuti, è giunto al controllo dei motori il comando anticipato di spegnimento. Dato che il veicolo non aveva ancora raggiunto un’orbita stabile si è verificata una rovinosa caduta verso terra e uno schianto in territorio russo. Pare che i detriti siano caduti nel Distretto Choysky della Repubblica russa di Altai, al confine con Mongolia e Cina; la detonazione all’impatto è stata talmente potente da infrangere i vetri delle abitazioni a chilometri di distanza! Fortunatamente nessuno è stato colpito o ferito dai detriti.

A bordo erano presenti circa tre tonnellate di rifornimenti così suddivisi:
- 1260 kg di rifornimenti “secchi” (cibo, vestiti, attrezzature, ricambi)
- 930 kg di propellenti
- 420 kg di acqua
- 50 kg di ossigeno e aria

La Progress M-12M è partita alle 1300:11 UTC e il suo volo è durato meno dei nove minuti necessari per raggiungere l’orbita. I contatti dal centro controllo sono andati persi dopo 325 secondi di volo e da lì non si hanno avute altre conferme, tanto meno il segnale di separazione della capsula.

La Progress 44P doveva attraccare alla ISS venerdì, dopo un paio di giorni di inseguimento orbitale.

Una commissione d’inchiesta è subito entrata in azione per stabilire in modo preciso le cause del disastro e per confermare l’affidabilità dei vettori: principalmente per chiarire se possano esserci eventuali rischi per gli equipaggi che utilizzano un vettore molto simile a quello che oggi ha fallito il lancio. In caso di rinvii nel prossimo lancio previsto per il 21 settembre, verrà anche ritardato di conseguenza anche il rientro dell’equipaggio precedente, attualmente ancora previsto per l’8 settembre. E questo è il punto dolente della situazione attuale: un solo vettore disponibile per raggiungere la ISS, ma con questo fallimento, non c’è più modo di arrivarci finché non si trova una spiegazione ed una eventuale soluzione al problema.

Queste sono le statistiche con cui dovrà fare i conti l’astronautica:
- Primo fallimento Progress verso la ISS
- Primo fallimento su 116 di una missione verso la ISS
- Primo fallimento in assoluto di un cargo Progress dal 1978 (135 missioni)

P.S.: dopo tutte le accuse di scarsa sicurezza verso lo Shuttle e la conseguente chiusura del programma, il primo lancio Soyuz/Progress del dopo-Shuttle fallisce… sembra una beffa…

domenica 21 agosto 2011

Astrogation news.

Discovery e Endeavour sono stati spostati fra VAB e Orbiter Processing Facility e si è così verificata una curiosa situazione in cui le due navette si sono incrociate sulle strade nei pressi del VAB. I due velivoli, ormai menomati di molte parti necessarie per il volo, hanno così preso parte ad un surreale balletto in cui ci si poteva chiedere chi avesse la precedenza.
La preparazione per l’esposizione nei musei prosegue quindi secondo i programmi e Discovery sarà il primo a lasciare il KSC la prossima primavera alla volta dello Smithsonian di Washington.

Nonostante il fallimento dell’upper stage avvenuto un anno fa, il satellite militare Advanced Extremely High Frequency 1 (AEHF 1) sta lentamente raggiungendo la sua posizione prevista.
L’idea di partenza era il raggiungimento della quota geostazionaria a 35'800 km e inclinazione di 4,8° nel giro di circa 100 giorni, eseguendo dei semplici aggiustamenti. Purtroppo il Liquid Apogee Engine ha fallito le accensioni lasciando il satellite su un’orbita di 270 x 49'800 km x 22,1°, ma il team di controllo non si è dato per vinto e, sfruttando i propulsori di manovra elettrici ad effetto Hall alimentati dai pannelli solari, hanno iniziato una serie di accensioni che hanno portato, dopo un anno di lavoro, ad un incoraggiante risultato di 35'200 x 43'900 km x 5,1°. Rispetto al motore dell’upper stage, si tratta di un ventesimo della spinta prevista, ma grazie anche al motore elettrico che necessita di pochissimo propellente, si potrà arrivare a posizionare il satellite sulla giusta orbita. Il propellente residuo sarà sufficiente per completare la vita prevista del veicolo, stimata in 14 anni.

Completati i test funzionali sul rover Curiosity (il Mars Science Laboratory – MSL). Ora si passerà alla preparazione per l’inserimento nell’ogiva dell’Atlas 5 che si occuperà di lanciare il grande rover verso Marte, con partenza prevista per il 25 novembre prossimo alle 1521 UTC dalla base di Cape Canaveral.

Lanciato dalla base di Taiyuan alle 2257 UTC del 15 agosto un satellite cinese per l’osservazione e lo studio degli oceani. Il vettore Lunga Marcia 4B ha inserito il veicolo su un’orbita di circa 900 km e inclinazione di 99°. Haiyang 2A si aggiunge ai sui due predecessori partiti nel 2002 e nel 2007.

Tutto bene a bordo di Juno, la sonda partita il 5 agosto da Cape Canaveral. Tutti i test di bordo sono stati completati e solo le temperature di alcuni componenti sono sotto controllo, anche se non destano preoccupazione, dato che sono eventualmente presenti dei riscaldatori pronti a correggere eventuali punti freddi. I suoi enormi pannelli solari sono composti da 18'600 celle.

Proseguono i preparativi per il lancio del primo veicolo privato che dovrà raggiungere la ISS. Mentre a Cape Canaveral si testa il caricamento dei propellenti a bordo del Falcon 9, la capsula Dragon sta per affrontare i test nella camera termovuoto nella sede SpaceX di Hawthorne, in California. Se tutto andrà secondo i piani, il lancio avverrà il 30 novembre prevedendo un arrivo della capsula alla Stazione per il 9 dicembre, quando il braccio meccanico la raccoglierà e la aggancerà al complesso orbitale. Resterà così alcune settimane attraccata, dopodiché effettuerà un rientro controllato e grazie al suo scudo termico ammarerà nel Pacifico dove verrà recuperata.

Un satellite del sistema GPS, disattivato un paio di anni fa è stato riattivato per rimpiazzare un'altra unità giunta al termine della vita utile. Il GPS 2A-22 era stato disattivato perché sostituito da un nuovo satellite lanciato da poco, ma dopo questi due anni di riposo è stato riavviato per compensare la disattivazione forzata del GPS 2A-27 lanciato nel settembre 1996. In questo modo il satellite 22, di tre anni più vecchio, ha dimostrato di poter sopportare un carico di lavoro ben più lungo rispetto ai sette anni per cui era stato costruito. La costellazione è composta di 24 satelliti attivi posti su sei piani orbitali diversi ed è presente una serie di unità di riserva, della quale era entrato a far parte anche il satellite 22, anche se all’insaputa dei controllori di volo che ne avevano decretato lo spegnimento due anni fa.

Un vettore Dnepr ha inserito in orbita ben sette piccoli satelliti appartenenti ad organizzazioni di quattro continenti. Il lancio è avvenuto alle 0712 UTC del 17 agosto partendo da un silo sotterraneo nei pressi di Yasny, Russia meridionale. Il vettore è proprio uno dei missili balistici intercontinentali dell’Unione Sovietica, riconvertito per usi pacifici, così come il silo sotterraneo da cui è partito. I satelliti erano il NigeriaSat 2, il NigeriaSat X (Nigeria), Sich 2 (Ucraina), RASAT (Turchia), due AprizeSat (USA) e l’italiano EduSat dell’Università di Roma.

È fallito invece il lancio del giorno dopo, avvenuto alle 0928 UTC dalla base di Jiuquan nel nordovest della Cina. Il satellite presente a bordo, quarto della serie scientifica Shijian 11 non ha raggiunto l’orbita in cui si prevedeva l’avrebbe inserito il vettore Lunga Marcia 2C.
Questo fallimento non pare però impensierire l’agenzia spaziale cinese che continua la preparazione al lancio ormai prossimo della prima stazione spaziale, Tiangong 1 (Palazzo celeste). Il vettore per il modulo Tiangong da 8700 kg, il lunga marcia 2F, è derivato proprio dal 2C che ha appena fallito, ma la cosa, pur se sotto indagine, non appare importante.
Si tratta del primo fallimento cinese da oltre due anni, anni che hanno visto una frequenza record di lanci dal grande paese orientale.

E se Atene piange, Sparta non ride. Nello stesso giorno, alle 2125 UTC, un vettore Proton partiva dal cosmodromo di Baikonur con il satellite per telecomunicazioni Express AM4. Pareva che andasse tutto bene, quando è successo qualcosa fra la quarta e la quinta accensione dello stadio orbitale Breeze M. Il satellite di 5850 kg doveva subire altre quattro spinte prima di essere liberato su un’orbita ellittica di trasferimento geosincrono. Purtroppo la perdita di collegamento con il gruppo Breeze-Express non permette neanche di tentare altre strade per recuperare il satellite e anche se sembra che sia stato identificato l’upper stage, non si riesce a determinare se l’Express AM4 sia stato sganciato o meno. Le ricerche sono in corso, anche per determinare la natura del problema che ha colpito il Breeze M.

Proseguono i preparativi per l’ultimo lancio dalla storica rampa 17B di Cape Canaveral. Partirà l’8 settembre a bordo di un Delta 2 la coppia di satelliti GRAIL (Gravity Recovery And Interior Laboratory) destinata a generare una mappa gravitazionale ad alta definizione della Luna. Si tratterà del lancio numero 110 per i Delta 2 dalla rampa 17 e non essendoci altri lanci in programma per questo vettore dalla base aerea della Florida, rappresenterà un nuovo finale di programma.
Il complesso di lancio 17 è stato costruito nel 1956 per i vettori balistici a raggio intermedio Thor e comprendeva due rampe. Le operazioni di questi giorni comprendevano il montaggio sul vettore dei due satelliti e l’inizio dei test di integrazione.

Ulteriori informazioni su queste notizie le trovate nella newsletter e su AstronautiNEWS.

giovedì 18 agosto 2011

Newsletter - Nuovo numero.

Ho inviato agli abbonati il nuovo numero della Newsletter (32/645), l'edizione italiana del Jonathan's Space Report contenente un sunto di tutti gli ultimi avvenimenti in ambito astronautico.

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Ed è completamente gratuita!

venerdì 12 agosto 2011

Notiziario spaziale

Lanciata la sonda Juno.
Il lancio di Juno è avvenuto dopo diversi ritardi dovuti prima ad una fuga di elio dai sistemi di pressurizzazione del pad e poi dall'intrusione di un natante nella zona di sicurezza controllata dalla marina statunitense sotto la rigida supervisione dell'ufficiale addetto al range. I ritardi hanno spostato il lancio di circa un'ora, ma alla fine il vettore Atlas V ha lasciato lo Space Launch Complex 41 della base aerea di Cape Canaveral alle 12:25:00,146 locali (le 1625:00,146 UTC) di venerdì 5 agosto.
Juno è stata iniettata nela sua traiettoria che la porterà in orbita attorno a Giove il 4 luglio 2016, esattamente come previsto, grazie al lavoro egregio fatto dai tecnici della ULA (United Launch Alliance) che ha gestito il lancio.
La sonda ha molti strumenti, alcuni dei quali progettati e costruiti in Italia e la sua fonte primaria di energia è composta da tre pannelli solari lunghi oltre nove metri.
In questi cinque anni la sonda raggiungerà l'orbita di Marte per poi tornare verso Terra per sfruttare l'effetto fionda ed essere lanciata definitivamente verso il gigante gassoso.
Inutile aggiungere che la NASA ripone molte speranze in questa missione il cui costo si posiziona sugli 1,1 miliardi di dollari.
Goodspeed Juno!

Opportunity ė arrivato.
Dopo tre anni di viaggio sulle spoglie lande marziane, il rover Opportunity è giunto al cratere Endeavour, suo obiettivo primario dell'attuale missione dell'unico MER ancora in attività.
Panorama visto da Oppy (NASA/JPL)
Ora il piccolo robot inizierà un periodo molto intenso di analisi e ricerche, oltre a prepararsi per trovare un posto sicuro dove posizionarsi per poi trascorrere il prossimo inverno marziano: il solstizio estivo è avvenuto nel maggio scorso e quindi l'autunno è alle porte, anche considerando che le stagioni sul pianeta rosso durano il doppio rispetto al nostro pianeta. A gennaio saranno otto anni che Opportunity lavora su Marte e se pensiamo che il progetto iniziale dei MER prevedeva una missione della durata di novanta giorni, ci rendiamo conto di quanto buono sia il progetto di queste macchine.

Lanciato vettore Ariane.
Dopo un ritardo di cinque settimane è finalmente partito il vettore europeo che era stato fermato in rampa per un problema ad una valvola dei propellenti. Partito sabato scorso dallo spazioporto di Kourou alle 2252:37 UTC, ha trasportato in orbita due satelliti, uno europeo ed uno giapponese, dedicati alla trasmissione televisiva direttamente nelle case degli utenti finali.

Fallito esperimento americano.
Il DARPA, organismo militare statunitense ha lanciato giovedì 11 un vettore Minotaur IV che trasportava a bordo il veicolo sperimentale Hypersonic Test Vehicle 2, secondo esemplare di sistema di rientro orbitale in grado di effettuare un intervento fulmineo su qualsiasi punto del nostro pianeta piombando a terra da quote orbitali. Il lancio è avenuto come previsto alle 1445 UTC dalla base aerea di Vandemberg, in California e l'ammaraggio era previsto presso la base Ronald Reagan Test Range, all'atollo Kwlajein. Purtroppo dopo la prima fase di volo e il completamento della missione del Minotaur, con la separazione dell'HTV2, è iniziata la fase di rientro e dopo nove minuti di volo si sono persi i contatti con il veicolo militare. Ogni tentativo di ripristinare le comunicazioni è stato vano e, nonostante i numerosi veicoli che stavano seguendo l'esperimento, non è stato possibile rintracciare HTV2 e nemmeno capire cosa possa essere successo. Questo era il secondo tentativo per questo tipo di veicolo, dopo un primo tentativo avvenuto nell'aprile 2010. Allora HTV ha perso l'assetto subito dopo il distacco disintegrandosi col rientro atmosferico. È per questo motivo che l'esemplare partito oggi aveva subito un notevole aggiornamento con una più precisa definizione del centro di gravità ed il montaggio di una serie  di motori di controllo dell'assetto, cose che purtroppo sono risultate insufficienti per il completamento della missione. Il prossimo tentativo è previsto per il 2013 sempre su un vettore Minotaur, che ricordo deriva dai vecchi missili balistici intercontinentali Minuteman.

martedì 9 agosto 2011

Space Shuttle Missions Database. Versione 1.8

New edition!
Ecco una nuova edizione del database delle Missioni Shuttle. 
Purtroppo sappiamo bene che questo database è giunto al termine della sua "evoluzione", intesa come aumento del numero di missioni, ma il programma Space Shuttle è una tale miniera di informazioni che l'aggiornamento mi impegnerà ancora per parecchio tempo.

Ad esempio, come preannunciato durante l'ultima puntata di AstronautiCAST, in questa edizione ho inserito la lista completa delle "Wakeup Call", i brani musicali che hanno svegliato gli astronauti nei vari giorni di tutte le missioni.

Ormai sono ben oltre le 70'000 informazioni e molte sono ancora da scovare nei vari siti NASA.
Potete scaricare gratuitamente a questo indirizzo
 lo zip che contiene il file in formato Excel (xls) e in formato OpenDocument di OpenOffice (ods).

Ovviamente i lavori per la prossima edizione sono già iniziati, con l'aggiunta di altre informazioni. A questo proposito, i vostri commenti, consigli o link a documenti che contengono dati da inserire su questo lavoro sono, come sempre, molto graditi.

Grazie a tutti.

martedì 2 agosto 2011

Notiziario spaziale

Per celebrare il termine del programma Space Shuttle ho avuto l’onore di scrivere l’editoriale della rivista Coelum, dove scrivo anche, tutti i mesi, una rubrica di Astronautica.
Il testo lo trovate qui: editoriale Coelum numero 151.

Una delle centinaia immagini di Vesta che ci giungono dalla sonda Dawn.
La sonda Dawn è finalmente giunta in orbita attorno all’asteroide Vesta. Ci sta mandando una grande quantità di immagini uniche che stanno rapidamente cambiando le nostre conoscenze su Vesta e su tutti gli asteroidi.

Stabilito il punto di discesa su Marte per il rover Curiosity. Il 25 novembre MSL partirà per il pianeta rosso e atterrerà il 6 agosto 2012 nel cratere Gale, una gigantesca caldera da impatto costellata da crateri minori e con montagne che salgono fino a 4500 metri. Mars Science Laboratory ha 17 macchine da presa e oltre una dozzina di strumenti che lo portano ad essere fra gli esploratori robotici più ambiziosi e costosi della storia con i suoi 2,5 miliardi di dollari di costo.

Con la demolizione della rampa 39/B quasi completata, la NASA ha annunciato che le due storiche rampe saranno preparate per i prossimi lanci al difuori dell’orbita terrestre. Anche l’inizio dello smontaggio della 39/A, che doveva essere imminente, non verrà eseguito per mancanza di fondi e la struttura verrà quindi messa in sicurezza per preservarla il più possibile. Fra le proposte NASA vi è anche la messa a disposizione delle rampe per le missioni private.

SpaceX ha annunciato la sua intenzione di precorrere i tempi portando la sua capsula Dragon ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale già dal suo prossimo volo, previsto per il 30 novembre, accorpando così le due missioni che avrebbero permesso una maggiore gradualità nel raggiungere il grande complesso orbitale. Dal canto suo la NASA ha dato il parere favorevole.

Plutone ha una quarta luna. Scoperta dal telescopio spaziale Hubble è molto piccola, con un diametro compreso fra 13 e 34 km. non si sa molto di più e per ora è stata battezzata P4, in attesa di darle un nome vero e proprio.

Siamo all’inizio di un possibile accordo fra NASA ed ESA per la prosecuzione dei voli dell’ATV verso la ISS. Nei piani ESA c’è un termine posto al 2017 per le missioni della capsula europea, ma con l’estensione al 2020 dello sfruttamento della Stazione, la NASA si è trovata a dover far fronte ad una mancanza di rifornimenti. Saranno così preparate altre cinque missioni ATV, pagate dal contributo ESA nei confronti della ISS; in questo modo la NASA non sborsa denaro e l’ESA avrà la possibilità di finanziare il progetto ISS in “natura”.

Tutto pronto per il lancio di Juno, la sonda diretta verso il sistema gioviano. Mancano poche ore ormai al lancio, previsto per le 17:43 italiane di venerdì prossimo su un vettore Atlas V. La missione del costo di 1,1 miliardi di dollari porterà la sonda in orbita intorno al pianeta gigante nel luglio 2016.

Da quando i programmi Atlas di Lockheed Martin e Delta di Boeing sono stati fusi nella United Launch Alliance, le due linee di produzione di vettori sono state ottimizzate, così come i sistemi di trasporto. Per la prima volta, ad esempio, una sola chiatta attraccata a Port Canaveral ha trasportato un Delta 4 ed un Atlas 5 contemporaneamente. Dovranno essere preparati per due lanci che avverranno in novembre, rispettivamente il quarto SATCOM e MSL.

Il telescopio spaziale Herschel ha rilevato intorno a Saturno un grande toroide di vapor d’acqua. In base alle rilevazioni della sonda Cassini si è constatato che la nube di vapore è alimentata dai geyser presenti nel polo sud di Encelado. Ogni secondo circa 250 kg di acqua vengono espulsi dalla luna e si disperdono intorno a Saturno. Inoltre si spiegherebbe perché negli strati alti dell’atmosfera di Saturno sia presente una certa quantità di acqua, rilevata nel 1997 dall’Infrared Space Observatory dell’ESA e di cui non si riusciva a spiegare la presenza. Probabilmente il vapore presente in orbita e precipitato da questo toroide che circonda il pianeta, arriva a mescolarsi con l’atmosfera. È il primo caso di una luna che modifica l’atmosfera del suo pianeta.

La storica stazione di tracciamento Merritt Island Launch Annex è stata chiusa con una cerimonia ufficiale dopo 45 anni di onorato servizio. MILA, durante la sua lunga carriera, ha seguito i lanci avvenuti da Cape Canaveral e dal Kennedy Space Center e soprattutto tutti i lanci e i rientri sul KSC delle navette.