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lunedì 31 maggio 2010

Hayabusa è in arrivo.

Mentre mancano due settimane al ritorno previsto sulla Terra, l'esploratore di asteroidi giapponese Hayabusa è nel bel mezzo di una serie di correzioni di traiettoria impresse dal suo motore a ioni superstite che la indirizzeranno entro uno stretto corridoio di rientro verso l'Australia.
L'agenzia spaziale giapponese (JAXA) ha comunicato che il veicolo è perfettamente in rotta per raggiungere il 13 giugno la Woomera Test Facility in Australia meridionale dove rientrerà alle 14:00 UTC, quindi nelle tarde ore serali in ora locale.

Il veicolo madre rilascerà circa tre ore prima del rientro la capsula di ritorno dei campioni di 40 cm di diametro mentre si troverà a circa 40'000 km di distanza dalla Terra. Durante l'attraversamento atmosferico dovrà sopportare i circa 2'700°C dell'attrito con l'aria, ma il piccolo guscio sarà protetto da uno scudo termico in fibra di carbonio. Infine i paracadute lo depositeranno dolcemente al suolo.

A causa dell'esaurimento dei propellenti chimici, i tecnici hanno dovuto utilizzare i propulsori a ioni che hanno alta efficienza ed affidabilità, ma bassa spinta. Normalmente vengono usati per lunghe accelerazioni dolci che possono durare anche migliaia di ore, ma qui sono stati usati per tutto.

Nelle tre accensioni programmate per queste ultime correzioni di rotta, durate ciascuna diversi giorni, l'ultimo motore a ioni operativo (su quattro che ne aveva) ha funzionato egregiamente sopperendo ai propulsori tradizionali ormai esausti.
La sonda ha completato giovedì scorso la sua terza accensione che in circa 100 ore ha variato la traiettoria di Hayabusa di 17,5 km/h. In questo modo la rotta è ora allineata con un punto teorico posto a circa 200 km al disopra della superficie terrestre.

Secondo i dati della Japan Aerospace Exploration Agency, la sonda si trova attualmente a circa 3,5 milioni di km dalla Terra e in queste due settimane correggerà la sua rotta almeno altre due volte.
La prima è prevista il 6 giugno e piegherà la traiettoria in modo da spostare il punto di tangenza e centrare l'Australia, dopodiché l'ultima correzione farà l'allineamento finale compensando ogni piccolo errore rimasto. Verrà eseguita tre giorni prima del flyby finale.

Hayabusa ha le dimensioni di una piccola utilitaria è stata lanciata dal Giappone nel 2003 ed ha impiegato tre mesi nell'esplorazione dell'asteroide Itokawa nel tardo 2005. Benché non sia certo che la capsula di rientro contenga dei campioni dell'asteroide, il Falco Pellegrino (questo è il significato del nome in Giapponese) è comunque una missione eccezionale dato che è la prima che esegue il viaggio di andata e ritorno da un asteroide.
Questo a patto che questo impavido viaggiatore da 200 milioni di dollari riesca a completare indenne queste ultime due settimane di viaggio.

Ganbatte Hayabusa!!
(Buona fortuna Falco Pellegrino!!)

Nelle due rappresentazioni artistiche, in alto la sonda e in basso il rientro della capsula dei campioni.
Fonte: JAXA.

venerdì 28 maggio 2010

STS-135 C'è ancora chi ci crede.

Il Senatore Bill Nelson ha preparato una mozione per spingere la NASA ad effettuare la STS-135.

Dato che Atlantis sarà ora preparato per la eventuale STS-335 (LON-335 - Launch On Need), la possibile missione di soccorso per l'ultimo volo Shuttle, la proposta sarebbe quella di far volare comunque quell'ultima missione, a prescindere da eventuali problemi ad Endeavour. Un motivo in più sarebbe la presenza di tutto lo stack (composto da serbatoio esterno e SRB) già previsto ed un potenziale carico composto da un MPLM pieno di rifornimenti ed esperimenti.
La missione potrebbe essere eseguita con un equipaggio ridotto a 4 elementi in modo da rendere inutile un'ulteriore missione di soccorso: se Atlantis non fosse in grado di rientrare in modo sicuro, i 4 componenti dell'equipaggio sarebbero recuperati da due missioni Soyuz che salirebbero con il solo comandante a bordo.

La proposta di Nelson opterebbe per un lancio nell'estate del 2011, anche per ridurre il periodo in cui gli USA non avranno un accesso diretto allo Spazio, sempre però nell'ottica che prosegua il progetto Ares I.
La copertura economica sarebbe assicurata dallo stanziamento di 600 milioni di dollari inserito nel budget NASA 2011 da una delle proposte Obama (ormai su questo aspetto la confusione regna sovrana).
Altro motivo a favore sarebbe una maggiore copertura della ISS per quanto riguarda eventuali pezzi di ricambio che si dovessero guastare prima del lancio di STS-135, cosa che piace molto ai tecnici della ISS.

Purtroppo l'ostacolo principale all'effettuazione di questa missione sono proprio i soldi. Calcoli eseguiti dai manager del programma Shuttle hanno stabilito che il prolungamento del programma oltre la sua data prevista di chiusura (che ricordo era il settembre 2010), costerebbe alla NASA dai 150 ai 200 milioni di dollari al mese, a causa del mantenimento in attività di tutto il sistema di servizi connessi. E a questo bisognerebbe ancora aggiungere il costo del lancio.

Non è la prima volta che salta fuori questa proposta, ma non era ancora successo nel Senato americano.
Chissà…

Nell'immagine lo stemma commemorativo dei 30 anni di missioni Shuttle.
Fonte: NASA.

Lanciato Delta IV.

Finalmente è riuscito a partire il nuovo satellite GPS, il primo della serie 2F. I sistemi di navigazione satellitare sono ormai utilizzati da oltre un miliardo di persone al mondo ed è quindi un mercato enorme. Si va dalle imbarcazioni, agli aeromobili e sistemi di puntamento, ma lo sviluppo più importante è avvenuto da quando i ricevitori civili sono scesi di prezzo.

Ormai con un centinaio di euro è possibile acquistare un navigatore completo di mappe e quindi sempre più persone lo utilizzano quotidianamente.

"La fase 2F incrementerà la potenza del segnale, la precisione e le capacità del sistema e creerà il nucleo centrale della costellazione GPS per gli annia venire" ha detto il Col. David Madden, ilo comandante del reparto GPS appatenente all'U.S. Air Force. Negli ultimi trent'anni sono stati inseriti in orbita oltre 60 satelliti, i primi dei quali hanno testato il sistema e quelli successivi lo hanno reso operativo.

Il Delta IV preparato dalla United Launch Alliance era allestito nella configurazione Medium+, con una coppia di booster a propellente solido.
Il lancio è avvenuto alle 0300 UTC e la potenza esuberante del Delta IV ha permesso di eseguire un inserimento nell'orbita prevista a 20'200 km di quota grazie a tre accensioni dell'upper stage e senza bisogno di utilizzare i propulsori del satellite. Il veicolo da 121 milioni di dollari ha raggiunto la sua posizione orbitale nel giro di tre ore e mezza.

La Boeing sta costruendo una dozzina di satelliti della serie 2F in modo da rimpiazzare quelli della vecchia serie non appena termineranno la loro vita operativa. La costellazione è composta da 39 unità e i nuovi elementi come quello partito stamattina avranno una vita utile più estesa, superando i 15 anni operativi.

Statistiche del vettore:
- 349° lancio Delta dal 1960
- 13° missione Delta 4 dal 2002
- 11° lancio Delta 4 da Cape Canaveral
- 6° volo per la configurazione Medium+ 4,2
- 6° lancio Delta 4 curato da ULA
- 2° lancio Delta 4 di quest'anno
- 61° lancio di un satellite GPS
- 50° lancio GPS su un vettore Delta
- 1° satellite GPS Block 2F

Qui trovate la scheda tecnica e il video del lancio.

In foto il lancio.
Fonte: ULA.

giovedì 27 maggio 2010

Notiziario.

Il test eseguito dall'U.S. Air Force per testare il motore Scramjet è riuscito. Il primo di quattro prototipi del X-51 Waverider è stato sganciato alle 1700 UTC di ieri mercoledì 26, dal bombardiere B-52H che lo trasportava appeso sotto l'ala sinistra. Per il primo tratto un missile tattico ha portato il veicolo a Mach 4,5 e dopo essersi sganciato ha lasciato che il motore Scramjet dell'X-51 iniziasse a consumare il kerosene avio JP-7 senza apporto di ossigeno se non quello atmosferico. L'accensione è durata moltissimo, oltre 200 secondi e la velocità è aumentata a oltre Mach 5.
Quindi il sistema funziona ed ora i test vanno avanti con gli altri tre prototipi.

In foto il B-52H che trasporta il piccolo prototipo.
Fonte: U.S. Air Force.


Alla torre di lancio 37B della Cape Canaveral Air Force Station è nuovamente tutto pronto per il lancio del Delta IV con il nuovo satellite di navigazione di nuova concezione il GPS 2F-1. Il decollo (siamo al quarto tentativo) è previsto per le 0300 UTC di domattina e si spera che questa sia la volta buona.

Nuova data stabilita per la partenza del Falcon 9 con la capsula Dragon. Il Flight Termination System è ancora sotto analisi da parte dei responsabili del Range alla base di Cape Canaveral e quindi il direttore del lancio ha deciso di spostare al 2 giugno la probabile partenza.
Speriamo.

mercoledì 26 maggio 2010

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STS-132 Fine missione.

Lo Space Shuttle Atlantis ha terminato oggi 26 maggio la sua 32esima ed ultima missione con un dolce atterraggio in Florida, completando così un onorato servizio durato un quarto di secolo.
Avvicinandosi da sud, il comandante Kenneth Ham ha preso i comandi a circa 15'000 metri di quota sopra lo spazioporto ed ha guidato Atlantis in una virata di 320 gradi per allinearsi alla pista numero 33 della Shuttle Landing Facility.
Mentre scendeva con un angolo di 21°, Ham ha tirato su il muso della navetta mentre il pilota Dominic "Tony" Antonelli estendeva il carrello permettendo un tranquillo touch-down alle 1248:11 UTC.

La durata della missione è stata di 11 giorni, 18 ore, 28 minuti e 2 secondi, eseguendo così 186 orbite complete e percorrendo oltre 7,8 milioni di chilometri.

Momento dolceamaro per i tecnici che attendevano il rientro di Atlantis, soprattutto perché, iniziando da questo atterraggio, si avranno soltanto più "ultime volte": la navetta Atlantis ha toccato Terra per non lasciarla più.

Discovery sarà la prossima, a settembre od ottobre, mentre ad Endeavour toccherà il capitolo finale, alla fine di quest'anno o più probabilmente all'inizio del prossimo.

In teoria Atlantis potrà eseguire una ulteriore missione, ma solo se dovrà eseguire la missione di salvataggio per Endeavour nel caso che quest'ultimo si trovasse in grosse difficoltà durante la sua missione. In effetti l'orbiter appena rientrato tornerà nell'OPF per iniziare la preparazione per un volo che non verrà mai compiuto.
Quindi la prossima destinazione per Atlantis sarà un museo.

Varato dalle officine di Palmdale il 6 marzo del 1985, Atlantis ha effettuato la sua prima missione il 3 ottobre dello stesso anno eseguendo la STS-51J. Nella sua carriera ha eseguito cinque missioni militari, sette verso la Stazione Spaziale Russa MIR e 11 verso la ISS. Ha lanciato due sonde planetarie, la Magellano verso Venere e Galileo verso Giove, ha depositato in orbita il Compton Gamma Ray Observatory e l'anno scorso ha visitato il telescopio spaziale Hubble per la sua ultima missione di manutenzione.

Ha trasportato complessivamente 191 membri d'equipaggio durante 300 giorni in orbita e percorrendo oltre 190 milioni di chilometri.

Bentornato a casa, Atlantis.
Bentornato sul nostro pianeta per rimanerci per sempre…

In foto Atlantis pochi secondi prima di toccare la pista al Kennnedy Space Center.
Fonte: Stephen Clark - Spaceflight Now.

martedì 25 maggio 2010

AstronautiCAST.

Fra poco in diretta su
http://www.astronauticast.com/live

Non mancate...

STS-132 Flight Day 11 e 12.

Durante il giorno di volo numero 11 è stato eseguito il controllo dello scudo termico di Atlantis con la solita cura nel verificare i bordi d'attacco delle ali e il muso. Stavolta hanno potuto utilizzare il braccio robotico con tutti i sensori dell'OBSS dato che il problema al cavo attorcigliato è stato risolto nel corso di una EVA a bordo della Stazione.

Oggi, Flight Day 12, è già giunta la notizia che l'analisi dei dati inviati a Terra è stata completata e il rivestimento di Atlantis è stato validato per la sua ultima planata. Tutti i preparativi per la chiusura della missione sono stati completati e non resta che un'ultima dormita nello Spazio.

Le occasioni di rientro per domani sono 2.
La prima corrisponde ad una accensione deorbitante di 3 minuti e 10 secondi alle 1141:49 UTC che rallenterà l'orbiter di 373 km/h. L'ingresso nell'atmosfera discernibile, la cosiddetta "Interfaccia di Rientro" avverrà circa alle 1216 UTC, corrispondente ad un atterraggio sulla pista 33 del Kennedy Space Center alle 1248:14 UTC (le 14:48:14 italiane).
La seconda corrisponde all'orbita successiva, la 187, quindi un'accensione alle 1317:24 UTC e l'atterraggio alle 1422:58 UTC (le 16:22 italiane).

Le previsioni meteo non sono delle migliori con un 50:50 di probabilità di NO GO. Si prevede nuvolosità diffusa con possibilità di rovesci temporaleschi entro i 50 km dalla Shuttle Landing Facility, condizioni in violazione delle regole NASA.
Per giovedì le previsioni sono leggermente migliori con meno nubi, ma potenzialmente i rovesci sono sempre possibili. Le due occasioni previste sono per le 15:13 italiane e la seconda per le 16:48.

L'orbiter ha scorte per restare in orbita fino a sabato e da giovedì si inizierà a prendere in considerazione anche le due piste di scorta, Edwards in California e White Sands, in New Mexico. Comunque le previsioni migliorano decisamente per venerdì.

In foto Atlantis sullo sfondo del modulo Rassvet da lui consegnato alla Stazione Spaziale.
Foto di Soichi Noguchi (@Astro_Soichi su Twitter).

lunedì 24 maggio 2010

STS-132 La missione continua.

Flight Day 7.
Giornata di riposo dopo le fatiche della missione: due eva sono già di per sé molto pesanti.
Gli astronauti hanno aperto il modulo Rassvet, non per accedervi, ma per eseguire delle rilevazioni ambienntali, dopodiché è stato richiuso. Verrà riaperto dall'equipaggio della ISS una volta che Atlantis avrà lasciato la Stazione.
Prima di iniziare il periodo di sonno Garrett Reisman e Michael Good si sono accomodati nel modulo Quest per la preparazione all'attività extraveicolare del giorno dopo in modo da abituarsi alla pressione ridotta che dovranno usare all'interno delle tute.

In foto la stiva dello Shuttle ormai vuota.
Fonte: NASA.



Flight Day 8.
Terza ed ultima EVA effettuata in quest'ottavo giorno di missione.
Durata dalle 1028 UTC alle 1714 UTC (per un totale di 6 ore e 46 minuti) l'attività extraveicolare ha visto i due astronauti che completavano la sostituzione delle batterie dal traliccio P6.
Altri lavori minori hanno poi impegnato Reisman e Good per la parte finale della passeggiata, compreso una verifica ad un circuito di raffreddamento e il recupero dalla stiva dell'Atlantis di un PDGF (Power and Data Grapple Fixture) da installare in una EVA che verrà eseguita dall'equipaggio della stazione.

In foto Michael Good durante le operazioni all'esterno della Stazione.
Fonte: NASA.



Flight Day 9.
Finite le operazioni extraveicolari è ora di risitemare tutto in vista della partenza.
Le batterie esauste e altri elementi sono stati quindi ricaricati sullo Shuttle pronti a tornare a Terra.
In seguito è stato effettuato un collegamento radio con alcune scuole, attività sempre gradita per gli equipaggi della Stazione.

La giornata è poi terminata con un po' di franchigia, utile per riposarsi in attesa del distacco dalla Stazione.

In foto il braccio robotico della Stazione inserisce nella stiva di Atlantis il pallet con i ricambi da riportare a Terra.
Fonte: NasaTV.



Flight Day 10.
Lo Space Shuttle Atlantis ha lasciato la Stazione Spaziale Internazionale per l'ultima volta.
In quest'ultima delle 11 missioni effettuate da questo orbiter tutte le operazioni previste sono state eseguite perfettamente ed ora non resta che rientrare fieramente a casa per essere consegnato definitivamente alla Storia.

Alle 1243 UTC, dopo la cerimonia di saluto, sono stati chiusi i boccaporti di comunicazione e alle 1522 UTC i due vascelli si sono separati definitivamente. Pochi minuti per effettuare una circumnavigazione della Stazione e Atlantis si è infine allontanato.

In foto l'addio di Atlantis alla ISS poco prima di allontanarsi per l'ultima volta.
Fonte: NasaTV.

domenica 23 maggio 2010

Notizie da Marte.

Traguardo storico superato dal rover Opportunity mentre intravede a 13 km di distanza il bordo del cratere verso cui è diretto. Il 20 maggio ha superato il record di durata della missione su Marte, detenuto dal lander Viking 1, che era rimasto attivo per sei anni e 116 giorni (20 luglio 1976 - 13 novembre 1982). Attualmente il detentore è proprio Opportunity dato che Spirit, arrivato sul Pianeta Rosso tre settimane prima di lui, è in ibernazione dal 22 marzo scorso e potrà diventare lui il detentore del record non appena si risveglierà. Dato che il solstizio su Marte si è verificato il 13 maggio scorso, ci potrebbe volere almeno un mesetto prima che ciò accada.
Tenendo presente che la missione dei rover marziani doveva durare solo 90 giorni, questo risultato è un premio incredibile per tutti coloro che hanno progettato, realizzato e manovrato i due rover in tutti questi sei anni. C'è qualche timore per Spirit, ma il team è fiducioso. A questo scopo la Deep Space Network è all'erta per un eventuale segnale che dovrebbe giungere in banda X.
L'odometro di Opportunity, il 12 maggio, al Sol 2239, segnava 20'672,90 metri percorsi.

In foto il percorso di Oppy sulle dune di Marte.
Fonte: JPL.


Ben diversa la situazione per quanto riguarda la sonda Phoenix che non ha risposto neanche al quarto ed ultimo turno di 60 ascolti da parte dell'orbiter Mars Odyssey. Dal 17 al 21 maggio scorsi, Odyssey ha inutilmente sintonizzato le antenne riceventi sulle frequenze di chiamata del lander che però sono rimaste silenziose. Dato che l'irraggiamento solare è al massimo possibile per la zona in cui è sceso Phoenix, abbiamo ora la certezza che non si risveglierà più a causa dei danni che il lander ha subito dal ghiaccio di diossido di carbonio che si è formato durante la lunga notte invernale.
Stavolta la missione è definitivamente terminata.

Lo sapevamo che non ce l'avrebbe fatta a risvegliarsi, ma in fondo un po' ci credevamo.
Ricordiamoci che con i suoi 151 Sol di missione ha superato abbondantemente il limite di 90 che era prestabilito e i dati che ci ha inviato sono attualmente in elaborazione.
Comunque è un peccato, sarebbe stato un bel colpo di scena...

Nella doppia foto allegata un'immagine del lander ripresa dalla fotocamera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter nel 2008, all'inizio della missione, confrontata con quella ripresa pochi giorni fa, dove non appaiono praticamente più i pannelli solari, motivo principale per l'assenza di energia a bordo di Phoenix.
Fonte: JPL.

sabato 22 maggio 2010

Notiziario.

Rinviato a lunedì mattina il lancio del Delta IV che avrebbe trasportato in orbita il satellite per la navigazione di nuova generazione GPS 2F-1.
Questa mattina, a quattro minuti dal lancio, è stato bloccato il conteggio alla rovescia a causa di una perdita del collegamento con i dati telemetrici di bordo. Purtroppo non era un problema risolvibile nei 18 minuti di durata della finestra di lancio e quindi si è preferito rinviare.
La nuova finestra stabilita per il lancio inizia alle 0317 UTC e termina alle 0335 UTC di lunedì 24 maggio.

Ed è stato nuovamente rinviato anche il lancio del Falcon 9, sempre per problemi nella definizione del Flight Termination System.
La nuova data è "non prima del" 27 maggio, anche se il rientroprevisto dell'Atlantis per il 26 renderebbe necessario uno slittamento di almeno un giorno a causa del tempo di riconfigurazione dei sistemi di tracking e comunicazione fra diverse operazioni che si attesta sulle 48 ore.
Non c'è comunque ancora una comunicazione ufficiale della SpaceX che attende il completamento delle analisi al FTS da parte dell'Air Force.

Il Pentagono ha invece stabilito la data di lancio per il test del nuovo motore SCRamjet sviluppato dalla Pratt & Whitney Rocketdyne. I prototipi, 4, chiamati X-51A, verranno testati il 25 maggio dalla Edwards Air Force Base in California ed eseguiranno un test di lunga durata sul funzionamento di questi nuovi motori in grado di sprigionare grandi spinte utilizzando l'ossigeno atmosferico come comburente. Questa tecnica permetterebbe di risparmiare moltissimo nel peso dei vettori e di conseguenza ottenere impulsi specifici più alti. Per i lanci orbitali si tratta di un risparmio relativo che però interviene nella prima parte del viaggio quando il vettore è più pesante e subisce la maggiore resistenza all'avanzamento. Gli scopi dei Pentagono sono ovviamente bellici in quanto puntano ad avere dei velivoli in grado di colpire molto rapidamente e con poco preavviso. Gli Scramjet promettono spinte da motori a razzo senza avere le complicazioni dell'ossigeno liquido a bordo.
Vedremo: anche questo è progresso tecnologico, del resto i militari i soldi li hanno e quindi è giusto che li spendano anche in ricerca che può avere ritorni civili.

Nell'immagine una rappresentazione artistica dell'X-51A agganciato all'ala di un B-52H.
Fonte: Pratt & Whitney Rocketdyne.

Lanciato il cinquantesimo Ariane 5.

Dopo una lunga attesa ha finalmente lasciato la rampa ELA-3 di Kourou il vettore Ariane 5 numero 50. Il lancio è avvenuto alle 2201 UTC del 20 maggio.
Una serie di problemi hanno ritardato questo lancio e per cinque mesi siamo rimasti con il dubbio di riuscire a vedere nuovamente salire in cielo l'orgoglio europeo che ha quindi ristabilito la sua leadership nel posizionamento commerciale di satelliti in GEO.

Il carico odierno per il grande vettore alto 50 metri era composto da due satelliti per telecomunicazioni.

Il primo, ASTRA 3B di 5470 kg, è stato rilasciato dopo 27 minuti dal lancio e si occuperà della ritrasmissione a Terra di segnali televisivi direttamente agli utenti finali. È uno dei più grandi mai costruiti da Astra, si posizionerà nello slot storico di questo operatore satellitare, vale a dire i 23,5° di longitudine Est e per i prossimi 15 anni irradierà Europa e Medio Oriente dal Portogallo al Mar Nero. Verrà anche utilizzato per connessioni internet bidirezionali per il servizio in banda larga ASTRA2Connect. Dovrà rimpiazzare due vecchi satelliti (ASTRA 1E e ASTRA 1G) lanciati negli anni '90 che verranno ancora sfruttati per altre missioni. Il suo carico è composto da 60 transponder in banda Ku e 4 in banda Ka. Attualmente SES ASTRA ha un parco satelliti sullo slot 23,5°E che gestisce oltre 400 canali radiotelevisivi con una copertura di quasi 3 milioni di ricevitori in tutto il vecchio continente.

Il secondo, basato sul bus Spacebus 3000B2 e rilasciato a 33 minuti dal lancio dopo aver sganciato la copertura Sylda che lo separava dal suo compagno di viaggio, è un satellite militare tedesco, il COMSATBw 2, di circa 2440 kg di massa. Costruito dalla Thales Alenia Space su commissione EADS Astrium, si posizionerà sui 13,2° di longitudine Est ed avrà anch'esso una vita stimata di 15 anni.
Compagno di un identico veicolo, assicurerà le comunicazioni con i vari contingenti militari tedeschi sparsi nel mondo e trasporta sistemi di trasmissione sia in SHF che in UHF.

Questo successo, il trentaseiesimo consecutivo, ridà fiducia ad ArianeSpace e la sprona a mantenere i programmi previsti per quest'anno che diventano particolarmente impegnativi dopo il ritardo complessivamente accumulato. Da oggi a fine anno si dovrà tenere un ritmo molto alto, quasi un lancio al mese. Infatti il prossimo è previsto già per la fine di giugno.
In bocca al lupo, Ariane!

A questo indirizzo trovate la scheda tecnica e il video del lancio.

In foto il lancio.
Fonte: ArianeSpace.

venerdì 21 maggio 2010

Lanciato il Venus Climate Orbiter.

È partito dalla rampa numero 1 del poligono giapponese di Tanegashima alle 2158:22 UTC di ieri sera, 20 maggio.
Il vettore, H-IIA F.17 modello H2A202, alto 53 metri, è un due stadi con due booster alti 15 metri e trasportava nella stiva di carico anche altri satelliti.
I vari veicoli imbarcati a bordo del grande razzo erano i seguenti:
- Akatsuki (in giapponese "Alba" anche chiamato Planet C e Venus Climate Orbiter) è una sonda che raggiungerà il pianeta Venere fra sei mesi e eseguirà una serie di osservazioni ed esperimenti scientifici (sei gli strumenti a bordo) che permetteranno di conoscere più a fondo la meteorologia di questo tormentato pianeta.
- IKAROS (Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation Of the Sun) test di vela solare. Costato 16 milioni di dollari e di dimensioni di 14m x 14m, ha un velo sottilissimo in resina poliammidica dello spessore di soli 7,5 micron e dovrebbe "gonfiarsi" al vento solare sfruttandone la pressione per muoversi.
- WASEDA-SAT2, KSAT, UNITEC-1 e NEGAI sono 4 satelliti scientifici e tecnologici inviati per le università giapponesi.

Qui trovate la scheda tecnica e il video del lancio.

In foto il lancio.
Foto: JAXA.

giovedì 20 maggio 2010

Raffica di lanci.

È previsto per questa sera, 20 maggio, il lancio della sonda giapponese Akatsuki diretta verso l'orbita di Venere. Il vettore è il H-IIA al suo diciassettesimo lancio e, partendo dal poligono di Tanegashima, porterà in orbita una serie di altri satelliti minori fra cui Ikaros, un dimostratore di vela solare.
L'ora a cui è previsto il lancio è le 2158 UTC, equivalenti alle 23:58 italiane.

A questo indirizzo il link per seguire il lancio in diretta.


Domani sera 21 maggio è previsto il lancio di un Ariane 5 dal poligono europeo di Kourou nella Guyana Francese. Porterà a bordo due satelliti per telecomunicazioni, l'Astra-3B e il COMSATBw-2. È il primo lancio per ArianeSpace di quest'anno ed avverrà fra le 2201 e le 2244 UTC (fra le 0:01 e le 0:44 di sabato mattina da noi).

Per seguire il lancio trovate il collegamento qui.


Sempre sabato mattina fra le 0329 e le 0348 UTC (fra le 5:29 e le 5:48 italiane) ci sarà anche il lancio di un Delta IV dalla rampa 37B della Cape Canaveral AFB.
Il carico è composto da un satellite per navigazione di nuovo tipo siglato GPS 2F-1. Fra le novità di questa nuova classe di veicoli occorre ricordare la maggior precisione, un miglioramento degli orologi di bordo, una vita più lunga e la possibilità della riprogrammazione dei calcolatori di bordo per eseguire degli aggiornamenti delle procedure per seguire l'evoluzione della tecnologia di navigazione.
Questo primo elemento del peso di 1560 kg eseguirà una serie di test per collaudarne le funzionalità e l'affidabilità.

Diretta su NasaTV (qui i link ai vari flussi a diverse velocità di linea).

In foto il vettore all'interno della torre di servizio fotografato da me il 12 maggio scorso dal Memorial della tragedia dell'Apollo I alla rampa 34.

STS-132 Primi giorni di missione.

Flight Day 1.
Il lancio è avvenuto alla perfezione, lo sappiamo già.
Si tratta della 32esima ed ultima missione per lo Space Shuttle Atlantis che conclude la sua carriera durata 25 anni con questa missione di 12 giorni sulla Stazione Spaziale.

Le 2000 tonnellate (300 elefanti, come ha letto mia figlia da qualche parte) dello Stack al lancio accelerano ad oltre 160 km/h in meno di otto secondi, ed è un'accelerazione verso l'alto!

La 132esima missione Shuttle deve consegnare un piccolo modulo russo ed una serie di ricambi per la Stazione Spaziale Internazionale.

Il modulo Rassvet doveva essere lanciato per mezzo di un vettore russo, ma hanno poi optato per il trasporto con STS.

Verranno eseguite 3 escursioni extraveicolari ed il rientro è previsto per il 26 maggio prossimo.

Fra l'altro sembrava necessaria una manovra di "avoidance" della ISS a causa di un detrito in avvicinamento, ma calcoli più precisi hanno scongiurato il pericolo e la conseguente manovra.

In foto il lancio ripreso da mia figlia...
© 2010 Viviana Morielli. ;)



Flight Day 2.
Giornata dedicata al controllo dello scudo termico, complicato da un guasto al Laser Dynamic Range Imager e all'Intensified TV Camera dell'OBSS.
Il controllo missione ha quindi chiesto all'equipaggio di utilizzare il Sensor Package n°2, composto dal Laser Camera System e da una fotocamera digitale.

La definizione di questo sistema di backup è inferiore ai dispositivi principali, ma la verifica verrà supportata da ispezioni più approfondite una volta giunti sulla ISS.
Il problema è legato ad un difetto ad un cavo di connessione.

Nell'immagine il dettaglio del cavo guasto.
Immagine, fonte NASA.



Flight Day 3.
Siamo all'attracco.

Il 16 maggio alle 1428 UTC, Atlantis si è ormeggiato al molo PMA-2 della ISS dopo la solita rotazione (la capriola) per permettere agli astronauti della Stazione di riprendere le foto di tutte le parti del rivestimento termico.

Alle 1618 UTC venivano aperti i portelli e i due equipaggi si sono potuti incontrare scambiandosi calorosi saluti.

Si è poi iniziato lo scarico della navetta rimuovendo dalla stiva la struttura ICC-VLD e posizionandola sulla ISS per mezzo dello SSRMS.

A fine giornata gli astronauti Garrett Reisman e Steve Bowen sono entrati nel modulo Quest per la preparazione alla prima EVA.

In foto una delle immagini di Atlantis durante la capriola.
Immagine, fonte NASA.



Flight Day 4.
Giornata dedicata alla prima escursione della missione.

Gli astronauti hanno installato una nuova antenna ed una piattaforma per DEXTRE.

Iniziata alle 1154 UTC e terminata alle 1919 UTC, è durata sette ore e 25 minuti superando così le 900 ore dedicate alla costruzione e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale.

L'installazione della nuova antenna SGANT non è stata completata a causa di un problema ad un computer.

In foto uno dei due astronauti al lavoro.
Immagine, fonte NASA.



Flight Day 5.
Eseguito il montaggio del nuovo modulo Rassvet di nove tonnellate alla porta nadir del modulo Zarya, la stazione spaziale ha ora superato le 370 tonnellate di massa.

Alle 1220 UTC del 18 maggio il volume disponibile sulla stazione veniva così ulteriormente aumentato grazie all'aggancio fisico di questo nuovo modulo.

È stata anche effettuata la preparazione per l'attività extraveicolare soprattutto per la revisione delle nuove procedure inviate agli astronauti per tentare di riparare il problema ai sensori del braccio Boom Sensor System.

In foto un momento dello spostamento di Rassvet.
Immagine, fonte NasaTV.



Flight Day 6.
Evento principale di questo sesto giorno nello spazio è stata sicuramente la seconda EVA della missione.

Stephen Bowen e Michael Good sono usciti alle 1038 UTC ed hanno subito completato i task della precedente escursione ed hanno riparato il cavo difettoso nel sistema di verifica dello scudo termico.
Sono poi passati alla sostituzione delle batterie al Nickel-Idrogeno dei tralicci principali, recuperando quelle vecchie per riportarle a Terra.
In questa prima fase ne sono state sostituite 3.

L'attività extraveicolare numero 145 per la costruzione della ISS si è poi conclusa alle 1747 UTC con una durata di sette ore e nove minuti.

Nell'immagine Mike Good alle prese con le batterie.
Immagine, fonte NasaTV.

Newsletter - Nuovo numero.

Il numero 627/14 è appena stato inviato agli abbonati.

Questo numero è stato chiuso con un po' di ritardo a causa della mia "missione" in USA.
Ora dovrò darmi da fare per rimettermi "in pari".

Ricordo che l'iscrizione alla Newsletter è totalmente gratuita e senza impegno: basta una email per iscriversi ed una email per cancellarsi.

A questo indirizzo trovate i numeri arretrati.

Grazie a tutti per il continuo sostegno.

sabato 15 maggio 2010

STS-132 Partita!

E io c'ero!
L'ultimo lancio dello Space Shuttle Atlantis è avvenuto perfettamente e senza alcun tipo di ritardo. La navetta è salita in orbita nel solito tripudio di fumo e fiamme, spinta da un bagliore accecante e seguita da un rombo cupo e scoppiettante.

Tutte queste sono le sensazioni che si percepiscono nel momento in cui si avviano i motori e quando si alza la nube di vapore degli SSME, lo Shuttle sembra scomparire per poi sbucare dopo pochi secondi e catapultarsi nel cielo mentre un brivido vi corre per la schiena: "Non è vero, ma sono qui e quelle sono 2000 tonnellate che portano 6 persone ed alcune tonnellate di carico per la Stazione Spaziale Internazionale, la nostra casa nello Spazio".

Sono ormai passate alcune ore e ripensandoci non mi sembra ancora vero.
Il fumo e quella luce simile a quella del Sole che nessuna ripresa televisiva potrebbe riprodurre. Atlantis che percorre un arco in cielo fino a diventare una stella luminosa nel cielo azzurro e che si divide in tre, prima di scomparire alla vista.
Un sogno realizzato: vedere dal vivo uno spettacolo che è più di un semplice avvenimento, ma è una vera e propria esperienza sensoriale che coinvolge tutta la persona.
I preparativi, essere spostati da una struttura all'altra, giungere nel punto prefissato e attendere pazientemente in mezzo a migliaia di altre persone provenienti da tutto il mondo.
E infine agli ultimi trenta secondi dal lancio tutti tacciono, se è possibile anche gli uccelli e si sente solo più la voce del commentatore che dagli altoparlanti scandisce il conto alla rovescia.
"Thirty seconds... and counting...
Twenty seconds... and counting...
Fifteen seconds...
Twelve...
Eleven..."
E tutto il coro che cresce man mano che si avvicina il momento fatidico fino al decollo vero e proprio che, in mezzo alle urla da stadio degli astanti, fa quasi strizzare gli occhi per il fastidio, soprattutto perché nel frattempo ci siamo tolti gli occhiali da sole per vedere meglio.

Lo Shuttle sale, sale sempre di più e nel giro di una trentina di secondi giunge il rombo cupo dei motori che ti prende lo stomaco. E dire che siamo a circa 10 km di distanza!

Fantastico!
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono sentire sulla propria pelle quell'emozione che provano ogni volta che vedono le immagini di un motore a razzo in funzione.

Qui trovate la scheda tecnica e il video del lancio.

In foto la sequenza del lancio di oggi ripresa personalmente da mia moglie. Da semplice "simpatizzante" per l'astronautica, oggi ha avuto un brivido che probabilmente la renderà ancora più mia complice in questa passione.

venerdì 14 maggio 2010

Saluti dalla Florida.

Eccomi qui.
La preparazione al lancio prosegue perfettamente.
AstronautiCAST e CoelumStream seguiranno in diretta il lancio con i commenti in italiano.
Un saluto a tutti e...

GO ATLANTIS!

lunedì 10 maggio 2010

Notiziario.

A Kourou nel Guyana Space Center stanno assemblando il primo vettore Soyuz che partirà dal poligono europeo. Spacchettati dagli imballi utilizzati per la spedizione dalla Russia alla Guyana Francese, due missili Soyuz 2-1a vengono montati dai tecnici rigorosamente in orizzontale, alla maniera russa. In posizione verticale verrà solo montato il carico, una volta che il vettore verrà issato nell'Integration Gantry.
La nuova rampa è in costruzione e si prevede che venga terminata entro luglio.
I molti ritardi che ha subito la costruzione della rampa hanno costretto l'ESA a rimandare il lancio inaugurale che deve portare in orbita il satellite per telecomunicazioni inglese HYLAS. In base alle attuali previsioni, questo lancio avverrà a settembre di quest'anno.

Per la STS-132, la preparazione prosegue senza intoppi ed oggi arrivano al Kennedy Space Center i sei componenti dell'equipaggio per la preparazione finale al lancio.
Domani 11 maggio alle 21:30 italiane ci sarà la "Call to Stations", la chiamata alle postazioni che avvia solennemente l'inizio del countdown fissato per mezz'ora dopo, cioè le 22 italiane (le 16 della Florida).

E a proposito di STS-132, domattina parto per la Florida per godermi - spero - questo ultimo lancio dello Space Shuttle Atlantis.

Dita incrociate e Godspeed Atlantis...

sabato 8 maggio 2010

Notiziario.

Problemi per la Voyager 2. La sonda ha iniziato alcuni giorni fa ad inviare dati corrotti. In realtà non tutte le informazioni provenienti dal lontanissimo veicolo sono illeggibili, ma soltanto le informazioni scientifiche.
La Voyager 2 si trova a qualcosa come 92 unità astronomiche dal Sole, equivalenti a 13,8 miliardi di chilometri. Le comunicazioni impiegano 12,71 ore a raggiungerla e altrettanto per tornare indietro.
L'anomalia è sotto studio e dopo aver messo la sonda in una modalità di invio dei semplici dati diagnostici, i tecnici stanno tentando la riparazione.
Sono 33 anni che viaggia nello spazio e sarebbe un peccato perderla ora che sta uscendo dalla eliosfera (la zona d'influenza del nostro Sole).

Atlantis prosegue la preparazione al lancio ed è stata chiusa definitivamente la stiva per la missione. Intanto si è saputo che uno dei problemi a cui si è discusso molto alla FRR finale è stato il difetto alle campane dei motori che presentano curiosamente una grande quantità di microfori. I motori di Atlantis hanno le campane riparate, ma sono state elaborate diverse teorie sulla causa di queste micro fratture.

Al Kennedy Space Center è stato abbattuto l'edificio che aveva accolto il centro controllo missione dei lanci Mercury e dei primi Gemini.
La struttura non aveva più ricevuto manutenzione da anni e quindi si trovava in condizioni pericolose e rischiava il crollo. È un pezzo di storia che scompare, ma con la penuria di finanziamenti si sta cercando di recuperare tutti i soldi possibili. Le attrezzature dell'epoca sono state recuperate e installate in un altro locale e possono ancora essere visitate dai turisti che si recano al KSC; anche se non sarà la stessa cosa.

In foto l'edificio poco prima dell'inizio dei lavori di demolizione.
Fonte: NASA.

giovedì 6 maggio 2010

Testato il LAS di Orion.

Il test effettuato oggi 6 maggio nella base di White Sands Missile Range, nel New Mexico, è costato 220 milioni di dollari ed è riuscito alla perfezione.
Si trattava del collaudo della torre di fuga d'emergenza per la nuova capsula Orion (il LAS, Launch Abort System) ed è stato effettuato partendo da terra.

Il simulacro della capsula agganciato al LAS è partito alle 1300 UTC ed è schizzato verso l'alto con un'accelerazione bruciante. Pensate che in due secondi e mezzo era già a circa 700 km/h imprimendo un'accelerazione di circa 16g. Per salvaguardare l'incolumità di un possibile equipaggio, i parametri di spinta verranno rivisti per evitare di superare un'accelerazione di 10 g. I motori del torrino sono a propellente solido e generano una spinta di 225 tonnellate. Il motivo di un allontanamento così rapido è dato dal fatto che il LAS deve intervenire in caso di guasto al vettore o, peggio, in caso di esplosione dello stesso. Un'accelerazione di questo tipo garantisce una via di fuga sicura.

La spinta è durata solo sei secondi al termine della quale il simulacro si trovava già a 1200 metri di quota. La sua parabola lo ha portato fino a 1800 metri, dopodiché Orion si è separato dal LAS (che ha altri piccoli motori per allontanarsi) ed ha iniziato la discesa con l'apertura dei paracadute pilota ed infine dei tre paracadute principali del diametro di 35 metri ciascuno, che hanno depositato dolcemente la capsula al suolo.
Il simulacro è stato costruito appositamente per questo test e non verrà più utilizzato.

Resta importantissimo questo test in quanto il tipo di sistema di fuga collaudato può essere utilizzato per qualsiasi capsula, quindi anche altri modelli o Orion stesso montato su un altro vettore diverso da Ares I ormai cancellato.

In foto un'immagine del lancio.
Fonte: NASA.

mercoledì 5 maggio 2010

Che succede all'Astronautica?

Lo Shuttle è agli sgoccioli e per chi, come me, ha visto viaggiare per anni questa fenomenale macchina non può seguire impassibile il suo pensionamento.
La notizia di oggi è che è stato confermato il giorno di lancio per l'Atlantis, in seguito alla Flight Readiness Review, la riunione dei vertici del programma Shuttle per la verifica delle condizioni in cui si trova la navetta, la Stazione e tutte le infrastrutture.
Questa è una buona notizia che mette ulteriore tristezza verso un sistema di trasporto fenomenale, "azzoppato" da due incidenti che potevano essere evitati con un poco di fretta e superficialità in meno. Di fatto il pensionamento dello Space Shuttle giunge ora che l'affidabilità e la sicurezza di questi camion spaziali sta raggiungendo il massimo livello.
Peccato.
Se ci pensavano prima ora non saremmo qui a piangere sul latte versato e su tutto il latte che non potremo più gustare.

Contemporaneamente con l'ultimo discorso di Obama, proprio al Kennedy Space Center, abbiamo scoperto che il programma "erede" (notate le virgolette) delle navette, vale a dire il Constellation, dopo essere stato dato per defunto, rispunta fuori con il recupero della capsula Orion come scialuppa di salvataggio per la ISS. Nello stesso momento Obama ha parlato di un finanziamento extra di quaranta milioni di dollari per i lavoratori della Space Coast, senza specificare come verrà utilizzato.
Comunque, Presidente, se avanzasse un milioncino, lo mandi pure all'associazione ISAA che sappiamo cosa farne: si garantirà anche una cronaca costante di tutte le attività della NASA direttamente nel Bel Paese.
Ci faccia un pensierino…

Scherzi a parte, ultimamente abbiamo avuto una serie di problemi che hanno coinvolto l'intero pianeta astronautico, problemi che hanno fatto da degno contorno a questo vuoto che si percepisce in casa NASA.

È di ieri la notizia di un problema segnalato da Intelsat che avrebbe perso il controllo del satellite Galaxy 15 costruito dalla Orbital Sciences. E fin qui dispiace, ma la cosa più ridicola è che in realtà il Galaxy 15 sta ancora funzionando solo che non riceve più i comandi di guida. Il risultato è che continua a fare il suo lavoro, con tutti i transponder attivi, ma si sta spostando verso un altro slot e per la precisione verso il satellite AMC-11.
Quale sarà il risultato? Galaxy 15 inizierà a interferire con le trasmissioni di AMC-11 causandone l'impossibilità all'uso. In questo modo con un solo guasto andrebbero fuori uso due satelliti. Bingo! Ma a quel punto inizia il divertimento. In base ai calcoli, il 23 maggio avremo l'oscuramento di AMC-11, ma Galaxy 15 continuerà a spostarsi passando il 13 luglio nella zona del Galaxy 13, il 30 luglio su Galaxy 14 e a metà agosto andrà a rompere le scatole a Galaxy 18. Se tutto andrà come dovrebbe, il Galaxy 15 finirà quindi nel "cimitero" dei 105 gradi ovest dove ci sono già oltre 160 satelliti zombi e dove dovrebbe terminare la sua catena di disastri, ma si spera di riuscire a spegnerlo prima. Comunque alcuni tentativi eseguiti fra ieri e oggi non sono andati a buon fine. Ricordate i Ghostbusters? Incrociare i flussi non è buona cosa…

Ritornando sulla Space Coast, troviamo sulla rampa 41 della Cape Canaveral Air Force Base un nuovissimo vettore, il vanto della SpaceX, azienda privata fondata da Elon Musk che spera di entrare alla grande nel mercato del trasporto spaziale. Le ambizioni sono alte: il vettore leggero Falcon 1 che ha eseguito già alcuni lanci (con esiti inizialmente non incoraggianti) e il vettore pesante Falcon 9, attualmente pronto per la missione test.
O meglio, quasi pronto. Ha appena subito altri due rinvii del primo lancio inaugurale a causa delle perplessità degli ufficiali di controllo della base riguardo il Flight Termination System, il sistema di autodistruzione del veicolo se il test non andasse a buon fine e SpaceX perdesse il controllo del vettore. Il primo tentativo era programmato per il 29 novembre scorso e via via si è rimandato al 9 febbraio, 3 marzo, 8 marzo, 26 aprile, 8 maggio, 11 maggio ed ora 16 maggio (ma si parla di 23 maggio o addirittura metà giugno).
Per carità, è il veicolo del futuro, ma sarebbe anche bello vederlo volare…

Ma i problemi che affliggono l'occidente spaziale hanno contagiato anche altre parti del globo, infatti il primo lancio commerciale eseguito quest'anno dall'agenzia indiana ISRO doveva collaudare un nuovo stadio a propellenti liquidi, ma a causa di una perdita di pressione nel motore, il vettore PSLV ha pensato bene di deviare la sua rotta e invece di salire nello spazio esterno ha preferito una bella nuotata in mare. Si sa che i satelliti non gradiscono l'acqua e quindi quel carico sarà difficilmente recuperabile.

Ma anche l'Europa ha poco da ridere. Il primo lancio da eseguire quest'anno per l'Ariane 5 era già stato programmato ad aprile, quindi decisamente avanti nell'anno. Intanto il lancio inaugurale di Vega, il nuovissimo vettore leggero a tre stadi per piccoli carichi sviluppato da Arianespace ha subito anch'esso un ritardo e manca ancora una data ufficiale per il primo lancio. Esattamente come il suo fratello maggiore Ariane, ulteriormente ritardato a data da destinarsi. Certo, meglio così che mandare i satelliti ai pesci…

E se pensate che sia finita qui, non vi ricordate del primo lancio del Minotaur IV? Quello che ha portato ad alta quota l'HTV-2? Certo, il vettore ha funzionato, ma l'HTV si è dissolto nel nulla 9 minuti dopo il lancio. Così anche per i militari ci sono delle belle gatte da pelare. Come dicevano i vecchi: Se Atene piange, Sparta non ride.

A noi appassionati rimane una sensazione di disfatta, soprattutto per quelli sulla quarantina che hanno "subito" un fuoco di fila di promesse e grandi speranze tutte puntualmente disattese: nel 2010 niente auto volanti, voli di linea con l'orbita e missioni umane sui satelliti di Giove, ma un vuoto che potremmo definire spaziale…

Per riuscire a vedere le grandi missioni umane?
Un solo augurio: Lunga Vita e Prosperità…

In foto un lancio da Cape Canaveral.
Fonte: NASA.

martedì 4 maggio 2010

Notiziario.

Domani si terrà la Flight Readiness Review definitiva della missione STS-132 quando verrà stabilita definitivamente la data di lancio. Ovviamente mi auguro che venga confermata quella prevista dato che martedì partirò per la Florida.
La preparazione di Atlantis sta proseguendo secondo il programma stabilito.

I rover marziani MER sono in opposte situazioni. Mentre Spirit è offline dal 22 marzo e si spera che possa riprendersi dopo i problemi di approvvigionamento elettrico che sta sperimentando, Opportunity sta intravedendo il bordo del suo prossimo obiettivo: il cratere Endeavour. Il suo viaggio prosegue spedito anche se capita di interrompere gli spostamenti a causa di slittamenti strani o di apparenti ostacoli, problemi che vengono puntualmente superati al movimento successivo.
Mancano solo più un paio di settimane al solstizio invernale e dopo si potrà tornare gradualmente al funzionamento nominale, soprattutto per Spirit che si trova nella situazione peggiore. Essendo insabbiato non può in nessun modo orientarsi a favore della luce solare, mentre per Oppy, in caso di penuria di energia, si potrebbe interrompere il suo trasferimento sfruttando il fianco a favore di una delle molte dune di sabbia che attraversa.
Opportunity il 28 aprile ha prodotto 245 Wh e il suo odometro segnava 20596,37 metri.

In foto il profilo del cratere Endeavour visto in lontananza.
Fonte: JPL.


Altro rinvio per il lancio di Falcon 9. Ora la prima possibilità disponibile è per il 23 maggio e se ci fosse un ulteriore ritardo passeremo direttamente a dopo il 28 maggio dato che il 26 è previsto il rientro di Atlantis.

lunedì 3 maggio 2010

La marea nera influisce sulla NASA.

Allo stabilimento Michoud Facility della Lockheed Martin hanno da poco terminato la costruzione del penultimo serbatoio esterno del programma Shuttle, quello che servirà al Discovery a settembre per eseguire la sua ultima missione.
La chiatta Pegasus si trova in Louisiana dove è stata caricata con l'enorme "siluro", ma contrariamente al solito, non sarà la Freedom Star, una delle due navi della NASA che si occupano di recuperare gli SRB dopo le missioni, a trasportarla al KSC, bensì un rimorchiatore commerciale che eseguirà la prima parte delle 900 miglia di viaggio prima di passare il carico al vascello tradizionale.
Questo a causa della chiazza di petrolio che si sta allargando nel Golfo del Messico. La Freedom Star per evitare rischi inutili si trova ora nel porto di Gulfport in Mississippi pronta ad incrociare, nella mattinata di martedì, la rotta della chiatta per subentrarne nel trasporto.

La partenza è prevista per questa sera, lunedì 3 maggio.
Dato che il tempo a disposizione è veramente molto, non ci dovrebbero essere problemi con le tempistiche di preparazione delle varie missioni, anche se qualsiasi intoppo porta sempre un po' di preoccupazione nella dirigenza del Programma Space Shuttle.

Qui si sta parlando dell'External Tank n° 137 che in un primo tempo era assegnato alla STS-134 quando doveva essere eseguita a luglio, mentre ora è destinato alla STS-133 in partenza a settembre. Il prossimo serbatoio che verrà terminato, fra circa un mese, sarà il n° 138, ultimo esemplare, ora assegnato all'Endeavour per la STS-134 di novembre.

In foto il caricamento dell'ET sulla chiatta Pegasus a Michoud.
Fonte: Lockheed Martin.

sabato 1 maggio 2010

Notiziario.

Anche i satelliti sono stati allertati per seguire la grande chiazza di petrolio scaturita dall'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon avvenuta dopo l'esplosione del 20 aprile a circa 80 km dalla riserva naturale del delta del Mississippi. Questo incidente si sta manifestando come uno dei più devastanti disastri ecologici. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la NASA hanno già raccolto diverse immagini dall'orbita per seguire l'evoluzione della gigantesca chiazza oleosa che si sta allargando nel Golfo del Messico e che pare stia aumentando ad un ritmo di almeno 800'000 litri al giorno.

In foto un'immagine dei satelliti del Nasa Earth Observatory.

Il cargo Progress partito mercoledì scorso ha attraccato oggi alle 1830 UTC sotto i comandi del comandante della Stazione Oleg Kotov. Il motivo per cui è stato disattivato il dispositivo di attracco automatico è dovuto ad un malfunzionamento che ha obbligato Kotov a prendere il controllo del sistema TORU alle 1812 UTC ed eseguire un ormeggio manuale. Tutto bene e il veicolo lungo otto metri è ora saldamente agganciato alla ISS.

Ancora un ritardo per il lancio inaugurale del nuovo vettore Falcon 9 della SpaceX. Ora siamo ad un possibile lancio per l'11 maggio, anche se manca ancora l'approvazione del Flight Termination System (sistema di autodistruzione del razzo) da parte dell'Air Force Eastern Range. Le norme che regolano l'interruzione di missione in caso di malfunzionamento del vettore sono molto precise e attualmente la discussione si incentra sulle possibili conseguenze di un fallimento del lancio.
Inoltre il lancio si sta avvicinando temporalmente al decollo dell'Atlantis ed essendo il vettore SpaceX in partenza dalla rampa 41 della base aerea di Cape Canaveral occorre tenere presente che il tempo minimo fra due lanci in quella zona è di 48 ore. Nei prossimi giorni dovrebbero essere sistemate tutti questi interrogativi.