Time machine.

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Tutti i lanci in video:


Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
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sabato 31 ottobre 2009

Ares I-X News 8.

Nonostante alcune anomalie Ares I-X è stato un successo, la NASA continua a ripeterlo.

Il booster però è stato ripescato e presenta una vistosa ammaccatura su un lato. Dato che, pare, i tre paracadute da 50 metri di diametro si sono dispiegati male (in un primo tempo si pensava che fosse uno non aperto, ma da analisi più approfondite è stato accertato che ben due si sono afflosciati durante la discesa), la velocità di impatto con la superficie dell'Oceano Atlantico deve aver superato abbondantemente i 20 metri al secondo previsti, provocando i danni. I controlli si stanno concentrando sui cavi di sospensione a cui sono agganciati i paracadute stessi.

I danni al Pad di lancio sono inoltre stati valutati come superiori alla media dei lanci Shuttle. Nonostante la navetta abbia ben due booster in funziona contemporaneamente, la spinta asimmetrica data dal singolo razzo deve aver comportato degli squilibri del flusso degli scarichi nel canale di sfogo.

Per quanto riguarda il possibile ricontatto fra i due stadi subito dopo il distacco, esistono online diverse elaborazioni sui filmati che mostrano il momento in cui avviene la separazione e a seconda del punto di osservazione può sembrare o no che sia avvenuto. I dati definitivi sono nei registratori di dati presenti nel quinto segmento 'posticcio' del primo stadio.
La NASA dovrebbe, a breve, rendere pubblici i vari risultati.

In foto l'ammaccatura ripresa durante il recupero del booster.
Fonte NASA.

Newsletter. Nuovo numero.

E' uscito il nuovo numero della Newsletter che traduco e distribuisco via e-mail, versione italiana del Jonathan's Space Report.

Siamo giunti al numero 4 e come al solito la precedente uscita la trovate a questo indirizzo.
Per iscrivervi l'indirizzo e-mail a cui mandare la richiesta è questo.

Fatemi sapere eventuali problemi.



A chi si è già iscritto e non ha ancora ricevuto le Newsletter, consiglio vivamente di controllare la cartella dello Spam (o posta indesiderata).

Many thanks to Jonathan McDowell.

venerdì 30 ottobre 2009

STS-129 News 7.

La missione STS-129 è stata assegnata definitivamente per il lancio il 16 novembre alle 1928 UTC.
A bordo dello Shuttle sono state installate delle telecamere che riprenderanno il comportamento delle rampe di schiuma isolante montate sul serbatoio per proteggere le varie sporgenze.
Anche un piccolo problema alla toilette di bordo (Waste Collection System) sta per essere riparato.
La struttura di servizio rotante è stata rimossa per poter caricare al suo interno il Payload Canister che contiene il carico da inserire nella stiva dell'orbiter. Atlantis porterà sulla ISS una quindicina di tonnellate di materiali e verranno eseguite 3 EVA.

In foto Leland Melvin (a sx) e Mike Foreman durante una sessione di training allo Space Vehicle Mock-up Facility del Johnson Space Center.
Fonte: NASA/JSC.

giovedì 29 ottobre 2009

Lancio Ariane V.

È partito alle 2000 UTC dallo spazioporto di Kourou nella Guiana Francese il sesto lancio di quest'anno per il vettore europeo Ariane V.
Nella sua veste dotata di Upper Stage ECA, Ariane ha portato in orbita due satelliti per telecomunicazioni.

NSS 12 della SES Group pesa 5620kg e trasporta 40 transponder in banda C e 48 in banda Ku. Si occuperà di trasmettere direttamente alle abitazioni di Europa, Medio Oriente, Africa, Asia ed Australia dalla posizione geostazionaria dei 57° est. È stato prodotto dalla Space Systems/Loral.

Thor 6 della Telenor Satellite Broadcasting AS pesa 3050kg e trasporta 36 transponder in banda Ku che irradieranno il pianeta dalla posizione di 1° ovest.

La traiettoria finale del vettore è stata la seguente:
- Perigeo: 250,1 km rispetto ai 249,8 km previsti
- Apogeo 35'961 km rispetto ai 35'947 km previsti
- Inclinazione: 5,98° rispetto ai 6,00° previsti
Dati che evidenziano l'estrema precisione ottenuta da questo lancio.

Ulteriori informazioni e il video del lancio qui.

In foto il lancio.
Fonte: Arianespace.

mercoledì 28 ottobre 2009

Ares I-X Test eseguito con successo.

E' partito quest'oggi alle 11:30, ora della Florida, dopo un'interminabile serie di rinvii in attesa delle migliori condizioni per il lancio.
Il test è stato un pieno successo, più delle aspettative della NASA.
Il distacco dalla rampa è stato nominale, con lo spostamento per allontanarsi dalla torre di servizio, il momento di massima pressione dinamica è stato superato brillantemente, qualche brivido alla separazione del primo stadio, quando l'upper stage si è disassato rischiando di essere colpito dal booster.
Altri momenti di brivido ci sono stati quando non si sapeva se si erano aperti i paracadute del booster, ma le notizie rassicuranti sono poi giunte, anche se solo due dei tre paracadute si è aperto.
La rampa di lancio ha subito alcuni danni, fra cui una perdita di tetrossido d'azoto che comporta l'isolamento della zona. Squadre attrezzate con tute protettive dovranno mettere in sicurezza il Pad.

Anche in conferenza stampa hanno confermato le ottime impressioni e confermato anche che qualche problemino c'è stato (come la rotazione fuori assetto del secondo stadio), ma che erano comportamenti previsti da alcune simulazioni eseguite a Terra.

Ora tutti i dati raccolti dagli oltre settecento sensori montati sul vettore saranno analizzati ed entreranno negli archivi del programma Constellation, pronti per essere usati per la prosecuzione dello sviluppo di Ares I o per altri vettori se il Congresso americano deciderà per l'archiviazione del progetto.

Qui trovate ulteriori informazioni e il video del lancio.

In foto il lancio.
Fonte: NASA.

Ares I-X Lancio, 2° tentativo.

Siamo di nuovo qui.
Il countdown è fermo a T-4' e l'orario ufficiale di lancio previsto è stato spostato alle 13:30 italiane.
A causa di 4 fulmini caduti stanotte intorno al Pad, i tecnici hanno appena terminato i controlli al vettore e l'area è stata evacuata.
I sensori di sommità non dovrebbero aver subito problemi a causa dei pochi millimetri di pioggia caduti stanotte e quindi siamo GO su tutto, meteo compreso.
I commentatori parlano di lancio non prima delle 9:00 locali (equivalenti alle 14:00 qui da noi), ma non c'è ancora nessuna conferma ufficiale.

Nuova ora di lancio ufficiale: 9:15 locali = 1315 UTC = 14:15 Italiane.

Il meteo non collabora.
Nuova ora di lancio ufficiale: 10:30 locali = 1430 UTC = 15:30 Italiane.

Ancora problemi con la statica (triboelectrification). Non è il meteo 'normale' a preoccupare, infatti è una stupenda mattinata.
La situazione dovrebbe cambiare fra le 10:30 e le 10:45 locali.
Nuova ora di lancio ufficiale: 11:00 locali = 1500 UTC = 16:00 Italiane.

Migliorata la situazione 'elettrica', ma stanno arrivando dei cumuli sul launch pad.
Nuova ora di lancio ufficiale: 11:08 locali = 1508 UTC = 16:08 Italiane.

Ancora un NO GO.
Nuova ora di lancio ufficiale: 11:20 locali = 1520 UTC = 16:20 Italiane.

Altro rinvio.
Nuova ora di lancio ufficiale: 11:30 locali = 1530 UTC = 16:30 Italiane.

Countdown ripartito...

martedì 27 ottobre 2009

Ares I-X News 7.

Oggi al Kennedy Space Center, in occasione del lancio dell'Ares I-X si sono inanellate una tale serie di coincidenze sfortunate da sfiorare il Guinness dei Primati.

Il Vettore era pronto in rampa e il conto alla rovescia in corso. Già le previsioni meteo non erano delle migliori, ma problemi di venti in quota prima, venti al suolo poi, senza contare un radar del tracking di terra che si è bloccato, una nave che ha violato la zona proibita (il cui comandante rischia ora 6 anni di carcere e 250'000$ di multa), il cappuccio in stoffa delle cinque sonde montate sulla sommità del razzo che non voleva saperne di staccarsi, una seconda imbarcazione, un nave da crociera della Carnival che ha costantemente seguito il limite della zona protetta ed infine l'eccessiva elettricità statica dell'atmosfera, hanno portato all'annullamento del lancio per oggi.
Col passare del tempo abbiamo assistito ad uno stillicidio di rinvii, fino allo 'scrub' finale che ha rimandato a domani il possibile lancio.

Per domani 28 ottobre, si ha un 60% di meteo favorevole e speriamo che non piova visto che il cappuccio dei sensori di sommità non si può reinserire dato che si trova a 93 metri di altezza e l'eventuale acqua che dovesse entrare potrebbe fare danni.

Domani tutti online per un nuovo tentativo.
Diretta NasaTV e SpaceFlightNow dalle 11:00 italiane (1000 UTC) e finestra di lancio dalle 13:00 alle 17:00 italiane.

In foto il momento in cui il 'calzino' che ricopriva il tubo sensori al culmine del razzo si è incastrato e non voleva saperne di togliersi. Quando iniziavano a convincersi a lasciarlo appeso si è staccato fra gli applausi del Launch Control.
Fonte: NasaTV.

Ares I-X Lancio.

Siamo alla resa dei conti...
Tutte le varie operazioni sono state eseguite secondo programma e giunto alla pausa di 20 minuti che interrompe il conteggio a T-4', si è deciso di posticipare il lancio.

Nuova ora di lancio: 8:29 EDT = 1229 UTC = 13:29 CET.

Si stanno verificando i venti in quota: potremmo essere al limite del carico strutturale sopportabile dal vettore.

Probabile un nuovo rinvio, anche a causa di problemi di comunicazione.

Nuovo orario di lancio: 9:24 EDT = 1324 UTC = 14:24 CET.

La copertura dei sensori non si toglieva e quindi c'è un altro ritardo.
Nuovo orario di lancio: 9:44 EDT = 1344 UTC = 14:44 CET.

Altro ritardo. Una nave è entrata nella zona riservata per il rientro e dovrà essere accompagnata fuori...
Nuovo orario da stabilire.

Nave accompagnata fuori zona.
Nuovo orario di lancio: 9:49 EDT = 1349 UTC = 14:49 CET.
Countdown ripartito.

Interrotto a T-2'39"
Problema di elettricità statica in quota.
Da decidere se si lancia ancora oggi o se si rinvia a domani.

Rinviato a domani, stessa ora.

lunedì 26 ottobre 2009

Impatto in Lituania?

Si è rapidamente diffusa la notizia di un possibile impatto meteorico in Lituania.
Il cratere formatosi è di 25 metri di diametro e 5 di profondità.
C'è anche un video che mostra le immagini riprese poco dopo l'impatto.

E allora, cos'è successo?
Gli alieni lunari ci hanno restituito il Centaur con gli interessi?

Niente di tutto questo.
Si tratta sicuramente di un falso costruito ad arte per guadagnare qualcosina, infatti ci sono notizie che parlano di un biglietto da pagare per andare a vedere il cratere.
In realtà il cratere è stato creato manualmente ed in alcune foto si vedono anche i segni della pala.
Inoltre la misura del meteoroide necessario per scavare una buca simile sarebbe tale da... non scavare nulla. Infatti dopo la prima fase di surriscaldamento, il masso avrebbe avuto il tempo di raffreddarsi e rallentare attraversando gli strati più bassi dell'atmosfera.
Anche l'ipotesi satellite è da scartare per gli stessi motivi, senza considerare che non esistono tracciati radar dell'oggetto che avrebbe dovuto scavare il cratere.

Quindi tutta l'operazione è un bufala bella e buona.

Ecco il video.



Aggiornamento.
Si è trattata di una mossa pubblicitaria della compagnia telefonica Tele 2.
Ora il Governo Lèttone sta avviando una procedura per chiedere i danni causati dalla mobilitazione di forza pubblica.

Ares I-X News 6.

Manca poco al lancio di Ares I-X e le previsioni meteo per domani danno solo un 40% GO a causa di precipitazioni nella zona del Pad. Per mercoledì si sale al 60%, mentre per giovedì si sale al 70%.

Il Mission Manager Bob Ess, a domanda diretta, ha risposto: "Se sono ottimista? Certo! Mi giocherei la casa? No! Sappiamo benissimo che questo è il volo di un prototipo e quindi rischioso. Possono verificarsi guasti e avarie, ma è proprio per questo che si eseguono i voli test, per imparare."

E per quanto riguarda eventuali danni al Pad 39/A dove sta riposando Atlantis, la NASA ha calcolato una probabilità di inferiore ad 1 su 1000 che un guasto anche catastrofico al nuovo vettore possa coinvolgere lo Shuttle.

Il lancio è sempre previsto per le 8:00 locali di domattina, 27 ottobre, equivalenti alle 13:00 italiane. Al KSC le operazioni inizieranno alle 00:30 locali con la Call to Stations e alle 01:00 inizierà il countdown di 7 ore.

In diretta su NasaTV.

In foto gli Space Cannon inondano di luce il pad 39/B con le loro lampade Xenon.
Foto: NASA.

L'HTV si prepara a lasciare la ISS.

L'HTV giapponese, attualmente ancora ormeggiato alla Stazione Spaziale, viene progressivamente riempito con gli scarti e l'immondizia prodotta a bordo.
Il prossimo 30 ottobre il grande modulo mollerà gli ormeggi e completerà la sua missione distruggendosi sopra l'Oceano Pacifico meridionale il 4 novembre. Le intenzioni sono di stipare oltre 700 kg di scarti prima di sganciare HTV.

Augustine Commission: rapporto finale.

Abbiamo il rapporto finale della Augustine Commission.
Trovate il file pdf completo qui (8 MByte).
Il titolo è già una bella premessa "Cercando un Programma Spaziale per il Volo Umano degno di una Grande Nazione".

Sfogliando le 157 pagine di questo rapporto vediamo in sostanza confermate tutte le premesse che erano state svelate in questi mesi e pare ormai assodato che:
1- ci sarà un aumento degli stanziamenti
2- Ares I è destinato a non diventare operativo.

Rimane la discussione aperta per ciò che riguarda Ares V, il lanciatore pesante, dato che secondo quanto affermato da più parti, il sistema Side-Mount (lo Shuttle-C, quello ridotto e a perdere) sarebbe praticamente da scartare a causa delle linee di produzione dei serbatoi ormai smantellate e di conseguenza lo sarebbe anche il sistema Jupiter (con il carico montato in cima al serbatoio) derivando dalla stessa 'famiglia'.

Dal canto suo Charlie Bolden, come grande capo della NASA, ha avviato al Marshall Space Flight Center (MSFC) una ricerca per studiare l'impatto su tutta la filiera di sviluppo e produzione che un eventuale avvio del sistema Side-Mount o Jupiter avrebbe nell'ambito spaziale americano.
È un passo molto importante, soprattutto in funzione della possibilità che il tutto venga riavviato in una logica di massimi risultati con il minimo impegno: sfruttando tutta l'esperienza maturata con quasi trent'anni di lanci con le navette, sarebbe relativamente semplice sviluppare un programma basato su un'estensione dei voli Shuttle fino al 2015 (2 lanci all'anno per mantenere il collegamento con la ISS e non dipendere dai Russi) e lo sviluppo del nuovo HLV Shuttle-based.

Sempre in quest'ottica il percorso esplorativo più probabile sarà il passaggio attraverso il progetto chiamato 'Flexible Path', l'esplorazione cioè di asteroidi, lune, punti Lagrangiani e questo per due motivi:
1- il grande impatto mediatico di tutte queste 'prime volte'
2- il prendere confidenza con percorrenze e permanenze nello spazio esterno progressivamente sempre più lunghe.

Insomma, ormai siamo in ballo e bisogna ballare, d'altronde se la presidenza Obama non avesse voluto ottenere delle alternative valide al Constellation, non avrebbe neanche avviato la Augustine Commission.
Ora tocca veramente al governo statunitense dare la direzione finale.

sabato 24 ottobre 2009

Notiziario.

I dati della missione LCROSS sono attualmente allo studio e man mano che vengono catalogati si stanno evidenziando in tutta la loro enormità.
Benché il controllo missione si aspettasse dei risultati visibili molto più evidenti, stanno ricavando addirittura più dati del previsto dal doppio schianto avvenuto nel cratere Cabeus. Dalle ultimissime immagini inviate dalla sonda, si è misurato il diametro del cratere prodotto dal Centaur. Con una risoluzione di meno di 2 metri, la telecamera ad infrarossi ha rilevato un diametro del cratere di 28 metri, insieme ad una miriade di dettagli di Cabeus. Ci vorranno diverse settimane per iniziare ad ottenere dei risultati tangibili.

Per un riassunto della missione usate il collegamento alla raccolta di notizie: LCROSS

Scoperto il gruppo di galassie più distante mai rilevato. Si tratta di JKCS041 che il telescopio spaziale a raggi X Chandra ha posizionato a circa 10,2 miliardi di anni luce da noi. La scoperta è stata fatta proprio grazie alla emissione X del cluster che permette di distinguere un cluster 'lontano' da una galassia 'vicina' in formazione.
Il lavoro di Chandra sta proseguendo e probabilmente questo record sarà presto battuto…

Il progetto dell'US Air Force per uno spazioplano senza equipaggio chiamato X-37B sta raggiungendo un bel traguardo: il primo volo.
Alcune voci danno per già stabilito il lancio per l'aprile 2010. L'X-37B verrà montato in cima ad un Atlas 5 e dopo aver effettuato una missione orbitale rientrerà e atterrerà come fa ora lo Shuttle, solo che non avrà equipaggio a bordo. Speriamo che sia vero e che quindi lo sviluppo degli aerospazioplani possa proseguire. Quando lo Shuttle non ci sarà più, sarà decisamente un problema riportare sulla Terra dei carichi dall'orbita e forse la scelta Shuttle non era così sbagliata. In fondo è nato come sistema universale, il camion spaziale che poteva essere utilizzato da chiunque lo chiedesse e costruito con dimensioni e capacità necessarie per i militari. Quando i militari si accorsero che costava troppo lo abbandonarono lasciando la NASA con un veicolo la cui capacità di carico era eccessiva per le normali esigenze dell'agenzia spaziale americana.
Diciamo che la soluzione sarebbero 2 veicoli riutilizzabili e molto simili: un cargo ed uno con equipaggio. Ogni lancio sarebbe così calibrato per le funzioni previste sena avere della stiva vuota…
Questo prototipo sta andando proprio in questa direzione.
Circa un anno fa ne avevo già parlato: X-37B.

In foto un'immagine artistica del veicolo.
Fonte: U.S. Air Force.

venerdì 23 ottobre 2009

Ares I-X News 5.

Ares I-X prosegue nei vari collaudi.
Giovedì ha eseguito il test dei sistemi integrati e l'avvio delle APU.
Venerdì è stato eseguito il Flight Test Readiness Review che ha dato l'OK al lancio di martedì prossimo che è previsto alle 1200 UTC (le 13:00 italiane, CET).
Domani sabato 24 ottobre ci sarà il Final Launch Countdown Simulation Certification Run con la Call To Stations alle 13:30 italiane e quindi la simulazione completa della procedura di lancio.

In foto lo Shuttle Atlantis e Ares I-X sulla due rampe dello Space Complex 39 del KSC.
Fonte: NASA.

giovedì 22 ottobre 2009

MSL nuovamente a rischio.

Ricordate il Titanio non conforme che aveva prodotto la Western Titanium? E ricordate che lo scandalo era scoppiato poco prima del lancio del telescopio spaziale Keplero avvenuto nel marzo scorso? Ebbene, quel titanio che era stato dato per conforme, ma che era rimasto senza certificazione (quindi un semplice errore burocratico), in realtà pare che sia veramente di scarso valore e quindi, oltre a problemi sui velivoli F-15, F-22, i cargo C-17 e Keplero, rischia di mettere in crisi anche il Mars Science Laboratory (battezzato "Curiosity").
Il rover che ha avuto già un sacco di problemi e rinvii, al punto da far lievitare il costo ad oltre 2,3 miliardi di dollari, dovrebbe avere diverse parti costruite dalla Western Titanium e quindi soggette a possibili rotture.
L'analisi dei componenti a rischio durerà almeno fino alla prossima estate e si spera che le parti eventualmente da sostituire non siano in punti che necessitano del disassemblaggio completo del rover, altrimenti si rischia che non si possa lanciare nell'autunno del 2011.
Speriamo bene.

STS-129 News 6.

Completata la Flight Readiness Review per l'equipaggio della STS-129 (vedi foto. Fonte NASA). I sei astronauti sono già tornati al Johnson Space Center di Houston per proseguire l'addestramento. Intanto le discussioni per quanto riguarda le precedenze dei vari lanci sono proseguite.
Ad oggi abbiamo il lancio dell'Atlas V il 14 novembre, Atlantis il 16 e il Delta IV il 20. Questo per permettere un eventuale rinvio dell'Atlas di 24 ore (che sposterebbe STS-129 al 17), mentre aprirebbe la strada a 3 possibili tentativi il 16, il 17 e il 18 novembre. Dopo la 'palla' passerebbe al Delta e STS-129 potrebbe riprovarci dal 6 al 10 dicembre (con 3 tentativi su 4 giorni). La finestra successiva sarebbe dal 2 gennaio…

Le discussioni proseguono.

mercoledì 21 ottobre 2009

La distruzione vista dal cielo.

Impressionante immagine ripresa dalla ISS mentre sorvolava l'America settentrionale. Era 1200km più a nord, ma questa foto scattata dalla Stazione rende l'idea della devastazione che sta accadendo a Terra. Il 13 settembre un fulmine provocava un incendio nello Yellowstone Park che è rimasto molto circoscritto per circa 10 giorni, fino al 23 settembre, quando copriva una superficie di circa 2 ettari. Il giorno dopo, a causa del vento che si è alzato sulla zona, la superficie interessata dall'incendio è salita a 101 ettari. La foto risale proprio a quel 24 settembre. L'incendio ha continuato a crescere fino al primo ottobre, quando si estendeva su 3700 ettari. Il vento si è attenuato progressivamente e sono iniziate le precipitazioni (anche nevose) favorendo le operazioni di spegnimento. Ad oggi gli ettari distrutti sono oltre 4000, ma il Comando dei Vigili del Fuoco prevede di spegnere tutto entro fine mese.

Queste riprese effettuate dall'orbita, siano esse fatte da un satellite automatico o 'a mano' da un astronauta. Sono molto importanti per prevedere il comportamento degli incendi e correggere gli interventi eseguiti dalle squadre di Terra.

Fonte: NASA.

martedì 20 ottobre 2009

Ares I-X News 4.

Rollout sotto i riflettori per Ares I-X questa mattina, con partenza alle ore 1:39 locali e terminato alle 9:17, sempre della Florida.
Il lungo vettore ha ora raggiunto la sua posizione finale, quella che lo vedrà partire il prossimo 27 ottobre per il suo volo test di 2 minuti che sta diventando, probabilmente, l'unico volo che vedremo di questo tipo di missile.

La missione sarà molto semplice: lancio con salita nominale per 124 secondi, ad un'altezza di circa 45 km spegnimento del booster, separazione fra i due stadi e rientro a Terra ad una distanza di circa 250 km dalla torre di lancio.
I dati di telemetria di tutte le fasi saranno trasmessi a Terra in tempo reale e verranno poi esaminati con cura per cercare i possibili miglioramenti nell'avionica del velivolo.
Il punto più critico del vettore sono le oscillazioni di spinta che potrebbero tradursi in eccessive sollecitazioni indotte nell'equipaggio. Uno degli scopi di questo lancio sono proprio le sollecitazioni, peccato che il booster utilizzato sia un esemplare standard quattro segmenti invece di un cinque segmenti che dovrebbe essere utilizzato nella versione finale di Ares. La diversa lunghezza della camera di combustione potrebbe portare ad un sensibile aumento delle sollecitazioni.

In foto Ares I-X sul Pad 39/B.
Fonte: NASA.

lunedì 19 ottobre 2009

STS-129 News 5.

Oggi sono giunti al Kennedy Space Center i sei componenti dell'equipaggio di Atlantis per sottoporsi al Terminal Countdown Demonstration Test. O meglio, avrebbero dovuto arrivarne sei, ma sono arrivati solo cinque dato che Leland Melvin è dovuto rientrare a Houston per un problema al suo aereo. Sta comunque raggiungendo i suoi compagni al KSC con un altro velivolo.

Intanto il lancio è stato spostato al 16 novembre (alle 1928 UTC, le 20:28 italiane), lasciando la precedenza al lancio del vettore Atlas V dal Test Range di Cape Canaveral. Di conseguenza si sta ancora trattando per avere un secondo tentativo il 17 novembre nel caso che, per qualsiasi motivo, si dovesse rinviare.
La prima conseguenza è che il TCDT in programma verrà eseguito solo parzialmente, in modo da completarlo nei primi giorni di novembre, dopo il lancio di Ares I-X.

Alle 0400 UTC (le 6 italiane) di domattina è previsto proprio il rollout di Ares I-X che durerà fra le 8 e le 10 ore.

In foto l'arrivo al KSC degli astronauti a bordo dei Jet T-38 NASA.
Fonte: NASA.

domenica 18 ottobre 2009

Ares I-X News 3.

Tutto è pronto per il rollout di Ares I-X verso il pad 39/B.
Il viaggio verso la torre modificata avverrà martedì o mercoledì, a seconda di quanto tempo ci vorrà a completare il test del TVC (Thrust Vector Control).
Per la prima e ultima volta potremo vedere uno Shuttle ed un vettore Ares contemporaneamente in rampa.
Momento storico questo, perché segnerebbe una sorta di passaggio del testimone dal vecchio programma al nuovo: purtroppo non è tutto così semplice, dato che lo Shuttle deve ancora eseguire 6 lanci, mentre il prossimo Ares che salirà in rampa, lo farà almeno nel 2015, sempre se si saranno trovati soldi e se il programma Constellation non verrà cancellato dalle scelte derivanti a seguito della Augustine Commission.

Comunque godiamoci questo lancio previsto per il 27 ottobre.
Il rollout di martedì (il giorno dopo eventualmente alla stessa ora) è previsto per le 0401 UTC (cioè 00:01 EDT e 06:01 CEST).

In foto il vettore riposa nella High Bay 3 del Vehicle Assembly Building al Kennedy Space Center. Notate che le piattaforme di servizio sono le stesse dello Shuttle e Ares è stato inserito nella posizione occupata da un booster.
Fonte: NASA.

Lancio Atlas 5 da Vandenberg.

Tra poco, alle 18:18 CEST, diretta del lancio del Satellite Meteorologico Militare DMSP F18 dalla base Californiana di Vandenberg.
Il vettore è un Atlas V con upper stage Centaur.
Qui la diretta webcast.
Ulteriori info in arrivo.

Il booster Atlas V ha un diametro di 3,75m ed una lunghezza di 32m. Il motore principale è un RD-180 (singolo motore a due camere) alimentato a kerosene e ossigeno liquido. La spinta al decollo è di 387 tonnellate ed il volo dell'intero vettore è controllato dall'avionica dello stadio Centaur.
Il Centaur, secondo ed ultimo stadio, ha un diametro di 3m ed è lungo 12,6m. E' propulso da un singolo motore RL10A-4-2 che genera 10 tonnellate di spinta alimentato con idrogeno ed ossigeno liquidi.
Il lancio è gestito da ULA, United Launch Alliance.

Sequenza di verifica GO/NO GO completata.
Tutte le postazioni riportano l'OK per il lancio.

Countdown ripartito.
Pressurizzazione dei serbatoi eseguita.

Meno di 2 minuti al lancio.
Sequenziatore automatico di lancio avviato.

Questo è il 600esimo lancio di un vettore Atlas.
- 1 minuto.

Partito!

Ci vorranno 18 minuti per raggiungere l'orbita prevista.

85" di volo. Superata la velocità Mach 1. Il motore passa a piena potenza.

2'25" il vettore pesa ora la metà rispetto al momento del decollo.

3'20" Il volo prosegue secondo i piani. Motore al 92%.

4'10" BECO (Booster Engine Cut Off)

4'20" Sgancio booster

4'27" Accensione motore Centaur

4'40" Apertura del Fairing (del carico)

8'00" La missione prosegue su parametri nominali. Tutti i sistemi sono OK.

16'20" MECO 1 (Main Engine Cut Off) per il Centaur.

18'20" Separazione del satellite. Missione terminata.
Ora tocca ai motori propri del satellite il posizionamento preciso sull'orbita prevista.
Il Centaur eseguirà ora una serie di test per verificare alcune possibilità per questo stadio orbitale, fra le quali ci sarà l'uscita dal campo gravitazionale terrestre con il posizionamento in un'orbita eliocentrica.

L'orbita finale sarà polare eliosincrona (inclinazione 99°) ad una quota di 857km.
E' un satellite Defense Meteorological Satellite Program e raccoglierà informazioni meteo, oceanografiche e geofisiche del nostro pianeta.

Qui trovate ulteriori informazioni ed il video del lancio.
Nel bel video si vede la potenza del motore dell'Atlas che spazza il pad da tutta la nebbia che lo avvolge.

Nell'immagine in alto il poster di missione.
In foto la fitta nebbia che avvolgeva il pad di lancio, coltre che si limitava a coprire quasi esclusivamente fino all'altezza della torre di servizio.
Fonte: ULA.

sabato 17 ottobre 2009

Phoenix Mars Lander News.

Il 26 ottobre inizia la primavera nell'emisfero nord di Marte e il JPL inizia a prepararsi per tentare di contattare Phoenix Mars Lander. Dato che l'illuminazione su ciò che resta dei pannelli non è ancora ottimale, il team attenderà gennaio per i test di comunicazione, considerando anche la permanenza del Mars Reconnaissance Orbiter in condizioni di safe-mode. MRO si occupava dei compiti di ripetitore per i segnali scambiati con Terra, ma da quando è in crisi ha dovuto lasciare tutta l'incombenza a Mars Express che deve anche, ovviamente, mantenere i collegamenti con i rover Spirit ed Opportunity. Ci aspetta ancora qualche mese di attesa durante i quali potete ripercorrere tutta la missione di Phoenix con il mio libro...

Nell'immagine il logo della missione.
Fonte: JPL.

STS-129 News 4.

Completato il rollout verso la torre di servizio, il lancio di STS-129 rimane fissato per il 12 novembre, ma ci sono altri due lanci previsti in quel periodo che potrebbero ritardare la partenza di Atlantis facendo slittare la missione fino a dicembre. Il 14 novembre è previsto il lancio di un Atlas V e il 18 un Delta IV.
Dato che tutti i decolli sono previsti nella zona di Cape Canaveral, occorre rispettare delle finestre temporali che vanno circa da un giorno prima a d un giorno dopo il lancio. Se in tutto questo mettiamo il 'beta cutout' per l'illuminazione solare sulla ISS che va dal 20 novembre al 5 dicembre, vediamo subito che nel caso di un rinvio del 12 novembre si salterebbe direttamente al 6 dicembre.
Le trattative sulle precedenze sono in corso…

I quattro sistemi di sicurezza che controllano il pad di lancio per eventuali fulmini (CWLIS - Catenary Wire Lightning Instrumentation System, LIVIS - Lightning Induced Voltage Instrumentation System, CGLSS - Cloud to Ground Lightning Surveillance System e le telecamere OTV - Operational Television) hanno rilevato 2 fenomeni elettrici nella giornata del 14 ottobre, uno sul pad ed uno sul serbatoio del Water Sound Suppression Sysytem. Anche per questo le squadre di assistenza sono al lavoro.

In foto un momento del Rollout.
Fonte: NasaTV.

giovedì 15 ottobre 2009

Lanciata Progress.

È partita questa mattina alle 0114:37 UTC dalla rampa 1/5 del Cosmodromo di Baikonur la capsula Progress M-03M (35P) che arriverà il 17 ottobre sulla ISS. Attraccherà al molo nadir del modulo Pirs, quello appena liberato qualche giorno fa dalla Soyuz TMA-14 il 18 ottobre alle 0141 UTC.
Il veicolo lungo otto metri trasporta due tonnellate e mezza di materiali fra cui le cose più importanti sono:
- 863kg di propellente per la Stazione
- 250kg di propellente per manovre durante la fase ormeggiata
- 417kg di acqua
- 53kg di ossigeno
- 823kg di carico secco, comprendente ricambi, supporto vitale ed equipaggiamenti.

Trovate ulteriori informazioni e lo stupendo video del lancio qui.

In foto il lancio.
Fonte: Roscosmos.

mercoledì 14 ottobre 2009

Notiziario.

Completato il rollout, Atlantis si trova ora sul launch pad 39/A pronto per queste ultime settimane di preparazione al lancio.

E' previsto per stanotte alle 0114 UTC il lancio del cargo Progress 35P.
Partirà dal Cosmodromo di Baikonur quando in Italia saranno le 3:14.

Le immagini di Hubble hanno 'promosso' l'asteroide Pallas a protopianeta.
La superficie non uniforme, con la possibilità che siano presenti crateri da impatto, la forma tondeggiante e comunque la possibilità che sia una struttura dinamica lo fa assomigliare più ad un quasi-pianeta che ad un grosso sasso misto a ghiaccio.

Martedì scorso la band degli U2 ha fatto il CAPCOM per la ISS. Come si vede nella foto qui allegata (Fonte: U2), Bono e The Edge si sono accomodati alla postazione del CAPsule COMmunicator e si sono intrattenuti con l'equipaggio della Stazione Spaziale. Oltre all'ISS Mission Control Center hanno visitato anche le altre installazioni del Johnson Space Center di Houston.

martedì 13 ottobre 2009

Notiziario.

Atlantis è pronto per il rollout verso il pad 39/A. Il personale addetto al trasporto sarà chiamato al lavoro alle 2 locali di domattina e alle 6 (le 10 UTC, le 12 in Italia) inizierà lo spostamento vero e proprio. Il percorso fra il Vab e la torre di lancio è di circa cinque chilometri e mezzo e durerà almeno sei ore.

Completata la missione del satellite TDRS-1, il primo dei Tracking Data and Relay Satellite che hanno assistito tutte le missioni Shuttle fungendo da ripetitori orbitali. Un ultimo guasto ha messo fuori uso uno degli amplificatori in banda Ku ed è quindi giunta l'ora di lasciare il posto. Il 21 ottobre verrà acceso un'ultima volta il motore principale per spostare il veicolo fuori dall'orbita geostazionaria innalzando la traiettoria di circa 300km e posizionandolo nel cimitero orbitale.
Lanciato il 4 aprile 1983 dallo Space Shuttle Challennger durante la STS-6, ha subito il guasto dello stadio inerziale che doveva portarlo in orbita GEO ed è rimasto a circa 16000 km dalla destinazione. Il controllo missione in circa sei mesi è poi riuscito a portarlo nella sua posizione nominale.
Ora, dopo oltre 25 anni di servizio, è giunta l'ora di pensionare la Regina dei satelliti di Tracking.

Nel cosmodromo di Baikonur stanno terminando i preparativi per il nuovo modulo da spedire sulla ISS. Il Mini Research Module, MRM-2, è pronto per essere inserito nel vettore Soyuz che lo lancerà verso la Stazione il 10 novembre. Il suo uso principale sarà di compartimento stagno e modulo di attracco, ed è il primo modulo russo inviato sulla ISS da otto anni a questa parte. Al suo interno conterrà 900kg di materiali per la Stazione. Sarà posizionato sul portello di zenith del modulo Zvezda, esattamente contrapposto al modulo Pirs e del quale dovrebbe prendere il posto. Pirs dovrebbe essere sganciato ed eliminato nel 2012, quando un nuovo laboratorio russo sarà lanciato verso la Stazione, anche se quest'ultima previsione non è ancora definitiva.

A proposito di impatti sulla Luna, guardate cos'ha scovato LRO. Il cratere prodotto il 4 febbraio 1971 dallo schianto del terzo stadio del razzo Saturno che ha lanciato la missione Apollo 14. il cratere del diametro di 35 metri ha una colorazione molto chiara rispetto alla zona in cui si trova ed ha intorno a lui una raggiera di materiali eiettati dall'urto che arriva fino a 1500 metri di distanza. Il potente impatto ha prodotto una serie di onde d'urto nella struttura selenica e i vari sismografi posizionati dalle missioni precedenti hanno potuto registrare dei dati utili per lo studio della struttura interna del nostro satellite.
La velocità dell'impatto è stata di circa 9000km/h e la sua massa era di quasi 13'900kg: l'esplosione risultante è stata l'equivalente di 10 tonnellate di tritolo. La vibrazione risultante durò per oltre tre ore dando origine alla definizione di 'rimbombo lunare', che fece credere a più di uno studioso che la Luna potesse essere cava...

Nella foto vedete il cratere dell'impatto al centro.
Fonte: NASA.

lunedì 12 ottobre 2009

Notiziario.

Oggi è il Columbus Day, cioè 517 anni fa, Cristoforo Colombo scopriva le Americhe.
Un ricordo ed un saluto all'esploratore che ha avuto il coraggio di spingersi verso l'ultima frontiera dell'epoca, come i nostri astronauti si spingono fuori dall'atmosfera terrestre.

L'asteroide 2004 MN4 del diametro di circa 820 metri, meglio conosciuto come 'Apophis', è entrato nell'immaginario collettivo come il corpo celeste dell'apocalisse. Nei primi calcoli effettuati alla sua scoperta, risultava che avrebbe dovuto colpire la Terra venerdì 13 aprile 2029. Osservazioni successive hanno portato la percentuale di intercettazione al 2,7% posizionando Apophis su un livello 4 della scala Torino* che misura (da 0 a 10) la pericolosità degli impatti meteorici. Le analisi proseguirono e scongiurarono definitivamente un impatto nel 2029, ma proseguendo la traiettoria, ecco ricomparire il possibile impatto, esattamente 7 anni dopo, il 13 aprile 2036. Si parte subito da probabilità d'impatto molto basse, 1 su 45'000, e un ultima correzione proprio di questi giorni, eseguita grazie al telescopio dell'Università delle Hawaii a Mauna Kea, l'ha portata a 1 su 250'000.
Il successivo passaggio nei pressi della Terra avverrà nel 2068, con una probabilità di impatto di 1 su 300'000.

Terrestri, dormite sonni tranquilli!

* La Scala Torino è stata creata dal Professor Richard P. Binzel del dipartimento di Scienze Planetarie del MIT (Massachusetts Institute of Technology). La prima versione, chiamata "Indice di pericolosità degli oggetti NEO", è stata presentata nel corso di una conferenza alle Nazioni Unite nel 1995. Una versione modificata è stata poi presentata nel Giugno 1999 nel corso di una conferenza internazionale svoltasi a Torino dedicata agli oggetti NEO. I partecipanti hanno approvato la nuova versione, e scelto di chiamarla "Scala Torino", riconoscendo lo spirito di cooperazione internazionale mostrato nella conferenza negli sforzi globali nel comprendere il rischio posto dagli oggetti NEO. Nel 2005 è stata diffusa una versione in parte riscritta per permettere di comunicare meglio al grande pubblico il grado di rischio. Fonte: Wiki.

Il rover marziano Opportunity deve aver sviluppato un fiuto speciale per i meteoriti: a quasi settecento metri dal "Block Island", ha trovato un'altra roccia spaziale chiamata "Shelter Island" che quasi sicuramente è un frammento della precedente. Oppy è così testimone di un evento che tre miliardi di anni fa ha diviso questi due pezzi di roccia mentre attraversavano l'atmosfera marziana che all'epoca doveva essere molto più densa.
Ovviamente il rover si è fermato per analizzare anche questo meteorite di quasi 50 cm di larghezza.

In foto "Shelter Island".
Fonte: NASA/JPL.

domenica 11 ottobre 2009

Rientrata Soyuz TMA-14.

Una Soyuz russa con a bordo il comandante Gennady Padalka, l'ingegnere di volo Michael Barratt e il fondatore del Cirque du Soleil, Guy Lalibertè, ha mollato gli ormeggi dalla Stazione Spaziale Internazionale ed ha toccato Terra in Kazakhstan questa mattina, 11 ottobre.
Scendendo sotto un grande paracadute bianco-arancio, il modulo di rientro della Soyuz TMA-14 ha effettuato una precisa frenata a razzo alle 0432 UTC (10:32 locali) per adagiarsi a Terra dopo 50 minuti di discesa dall'orbita.
Le forze speciali di recupero russe e americane erano pronte a fornire assistenza ai cosmonauti appena rientrati ed in sei minuti dal contatto con la steppa kazaka avevano già aperto il portello della capsula, pronti ad estrarre l'equipaggio. Pochi minuti dopo le immagini video mostravano i tre reduci dallo spazio comodamente adagiati sulle sdraio e con le classiche coperte termiche per l'ambientazione dopo i giorni passati nelle atmosfere sintetiche dei veicoli spaziali. Lalibertè indossava il suo classico naso rosso da clown, mentre Padalka rosicchiava una mela chiacchierando con Barratt e con il personale di supporto.

Per Padalka e Barratt, partiti il 26 marzo, il touchdown ha chiuso una maratona durata 199 giorni in orbita, periodo che ha visto l'equipaggio della Stazione Spaziale passare da tre a sei membri effettivi. Padalka è un veterano che ha già effettuato una missione sulla vecchia stazione spaziale russa MIR e questa è stata la sua seconda expedition sulla ISS, portando il conto dei giorni passati nello spazio a 586. ha così raggiunto il sesto posto nella classifica degli astronauti con il maggior numero di giorni nello spazio.

Lalibertè è un miliardario canadese e dovrebbe aver pagato 35 milioni di dollari per passare nove giorni sulla ISS come turista. È partito il 30 settembre con i cosmonauti Maxim Suraev e l'ingegnere di volo NASA Jeffrey Williams, che sono rimasti sulla Stazione come componenti della Expedition 21, composta di sei elementi.

Padalka, Barratt e Lalibertè hanno lasciato il modulo Pirs della ISS alle 0107 UTC di questa mattina, domenica 11, con Padalka, comandante, seduto nel seggiolino centrale, Barratt, ingegnere di volo sul seggiolino a sinistra e Lalibertè su seggiolino di destra.
"Buona fortuna, Gennady" ha augurato Suraev via radio mentre la Soyuz si allontanava "Siete una meraviglia sullo sfondo del nero dello Spazio. È fantastico, non ho parole!".
"È sempre stupendo, lo so bene" ha risposto Padalka.
"Buona fortuna a tutti voi", ha aggiunto Suraev "viaggiate bene e fate un atterraggio nominale. Spero che stiate bene dopo il rientro e che domani possiate già correre una volta tornati a Terra."
"OK Max, vi auguriamo una buona permanenza a bordo della Stazione" ha risposto Padalka "ci rivediamo in primavera. E ricordati: se hai delle domande chiamami tranquillamente, sai come trovarmi!".

La Soyuz TMA-14 ha eseguito la frenata deorbitante di quattro minuti e 24 secondi alle 0340 UTC, esattamente in orario, rallentando così di 413 km/h e uscendo dall'orbita.
Il modulo propulsivo inferiore e il modulo orbitale superiore si sono poi separati dal modulo di rientro appena dopo le quattro UTC e tre minuti dopo è iniziato il rientro vero e proprio scendendo sotto la quota di 100km, convenzionalmente stabilita come il limite dello Spazio, ma anche quella a cui l'atmosfera inizia ad essere percepibile. La sequenza di separazione è avvenuta nominalmente permettendo così alla capsula di seguire una traiettoria normale e non quella 'balistica' molto più ripida e con sollecitazioni maggiori.

L'atterraggio ad Arkalyk, il Kazakhstan è stato molto tranquillo, anche se una brezza tesa ha rovesciato la capsula appena dopo il touchdown e l'ha trascinata per alcuni metri.

A bordo della ISS il posto di comandante è passato a Frank De Winne, astronauta della European Space Agency. È la prima volta che la Stazione viene comandata da un astronauta ESA.

La ISS vede ora a bordo, oltre a De Winne, Roman Romanenko, Suraev, Williams, Nicole Stott ed il canadese Robert Thirsk. La missione di Atlantis di novembre porterà a Terra Stott, arrivata con l'ultima STS. Romanenko, Thirsk e De Winne rientreranno il primo dicembre, lasciando l'equipaggio a 2 unità per alcuni giorni sotto il comando di Williams ed iniziando così la Expedition 22, fino a quando, il 21 dicembre, verranno lanciati Oleg Kotov, Timothy Creamer e il giapponese Soichi Noguchi.

Per giovedì 15 è intanto previsto il lancio di un nuovo Cargo Progress, il 35P.

Nelle tre foto, nell'ordine, il momento del Touch-down, la capsula che viene trascinata dal vento mentre gli elicotteri d'appoggio si stanno avvicinando ed infine i tre cosmonauti mentre vengono visitati e festeggiati a Terra.
Fonte: Roscosmos.

sabato 10 ottobre 2009

Notiziario.

Previsto per stanotte il rientro della Soyuz TMA-14 con a bordo Padalka, Barratt e Lalibertè.
Gli ormeggi verranno mollati alle 0107 UTC, l'accensione di frenatura avverrà alle 0340 UTC, mentre l'atterraggio nelle steppe del Kazakhstan avverrà alle 0431 UTC.
Diretta come sempre su NasaTV.

Le notizie sulla missione LCROSS continuano ad arrivare e nonostante siano piene d'entusiasmo per l'ottima riuscita delle operazioni, c'è una sorta di delusione 'strisciante' che coinvolge un po' tutti. Dalle previsioni e simulazioni ci aspettavamo una sorta di fuochi d'artificio spaziali, invece tutti gli avvenimenti sono accaduti nell'infrarosso o nell'ultravioletto lasciando con l'amaro in bocca tutti coloro che osservavano 'visivamente' l'evento. Comunque i dati stanno ancora confluendo verso il gruppo di investigazione della missione e molto probabilmente gli studi e le analisi proseguiranno per diverse settimane.

Nell'immagine doppia vedete in alto la fotografia ripresa dal telescopio Hale con ottica adattiva da 5,1 metri di diametro di Mount Palomar esattamente 15 secondi dopo lo schianto del Centaur. Il campo visivo inquadrato è circa 71km con una definizione di 180 m/pixel. Cabeus, il cratere dove sono avvenuti gli impatti è la zona scura dietro al monte chiaro al centro e non evidenzia nessun tipo di pennacchio di materiale. (Fonte: Caltech/Mount Palomar/Antonin Bouchez).
Quella inferiore è invece ripresa nell'istante dell'impatto e si vede il puntino chiaro al centro con due elaborazioni: la prima (a sx) è l'ingrandimento della distruzione del Centaur mentre quella a dx è ripresa nel medio infrarosso ed evidenzia un discreto lampo di calore. (Fonte: NASA).


Atlantis è stato assicurato al sistema ET+SRB e si stanno eseguendo le prove di tenuta delle connessioni. Il rollout verso il Pad di lancio avverrà mercoledì 14, il giorno dopo rispetto a quando inizialmente previsto.

venerdì 9 ottobre 2009

LCROSS, lo schianto sulla Luna.

La missione LCROSS è stata un successo.
Almeno così sembra!
Mi spiego meglio. Durante la fase di avvicinamento a bordo della sonda erano montati diversi strumenti, fra cui anche delle telecamere. Le immagini giunte a Terra dalle telecamere non hanno visualizzato nessuna nube di polveri derivante dall'impatto del Centaur. Gli strumenti, fra cui anche i preziosissimi spettrometri, hanno invece registrato molti dati che dovranno essere analizzati durante i prossimi giorni. Anche i telescopi a Terra hanno rilevato dati spettrali, ma non segni di nuvole di detriti nel visibile.

In sostanza quello che è stato detto nella conferenza stampa delle ore 1400 UTC è che gli scienziati non sono sicuri di cosa abbia visto la sonda. L'unico dato curioso è stato un flash nella banda del Sodio, totalmente inatteso.

Anche Lunar Reconnaissance Orbiter ha ripreso l'evento eseguendo una rotazione di 81° per inquadrare la zona. Nel punto più vicino è passata a 76,5km dal punto dell'impatto. Lo strumento LAMP (che è uno spettrometro ultravioletto) ha rilevato l'emissione di materiali e i dati ricevuti sono già sotto analisi. Il Diviner (un radar altimentro per immagini) ha anche rilevato il nuovo cratere.

Insomma, lo scopo della missione, cioè raccogliere dei dati, è stato raggiunto. Ora ci vorrà molto tempo per organizzarli ed analizzarli tutti.

Ecco il video degli ultimi sei minuti di LCROSS.

giovedì 8 ottobre 2009

Notiziario.

Gli studi sul nuovo tipo di propulsore chiamato VASIMR (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket) stanno proseguendo e dopo i test già eseguiti a luglio le sperimentazioni sono ora arrivate ad un motore da 200kW.
La tecnologia è basata sul plasma ionizzato ad altissima temperatura che viene mantenuto circoscritto ed accelerato grazie a dei campi magnetici generati da una induttanza superconduttiva.
l'obiettivo degli studi è quello di installare sulla ISS un motore di questo tipo per utilizzarlo per il controllo della quota di volo. Esiste già un contratto con la NASA per l'installazione nel 2013 di un motore VF-200 derivato dal prototipo VX-200 testato in questi giorni. Il carburante necessario per un anno di reboost è circa 7,5 tonnellate. Con questo motore si ridurrebbe a 0,3 tonnellate: l'unico problema è trovare i kW mancanti. I pannelli della Stazione generano 110kW e quindi all'appello ne mancano 90 oltre al funzionamento base della ISS.

Tutto pronto per il termine della missione LCROSS.
Inizio della diretta su NasaTV confermato per le 1015 UTC (12:15 italiane). Il primo impatto (il Centaur) avverrà alle 13:31 italiane e 4 minuti dopo si schianterà anche la sonda. Negli Stati Uniti sono stati organizzati oltre 50 raduni di appassionati per seguire insieme l'evento. Inoltre vi sono 19 osservatori terrestri, 5 in orbita terrestre ed uno in orbita lunare che seguiranno lo 'spettacolo'.

Il telescopio spaziale Spitzer ha scoperto un enorme anello intorno a Saturno. Si tratta di una gigantesca ciambella che giace su un piano inclinato di 27° rispetto al piano degli altri e si estende fra i 6 e i 18 milioni di chilometri da Saturno. Probabilmente la sua esistenza è legata alla luna Febea che transita proprio nell'anello e la curiosa caratteristica di un'altra luna, Iapeto, di avere un emisfero chiaro ed uno scuro, troverebbe risposta il questo materiale molto tenue che però a lungo andare potrebbe aver colorato quella luna.

Nell'immagine la struttura del nuovo anello con la posizione dei vari satelliti.
Fonte: NASA.

Lancio Delta 2.

È partito oggi 8 ottobre dalla base aerea di Vandenberg il vettore Delta 2 che ha portato in orbita il satellite per il telerilevamento WorldView-2.
Il satellite del peso di 2800kg avrà una vita di sette anni ed è stato inserito su un'orbita eliosincrona con nodo discendente alle 10:30 del mattino (cioè passa sul terreno sempre a quell'ora) e si trova a 770km di quota con periodo di 100 minuti.
Il lancio è avvenuto dal pad 2W alle 1851 UTC ed il vettore era in configurazione 7920-10C.
Il veicolo ha a bordo una telecamera pancromatica più 8 multispettrali: rosso, verde, blu, vicino infrarosso, rosso estremo, "coastal", giallo e vicino infrarosso 2. l'energia di bordo è data da 3200W di pannelli solari e batterie per 100Ah. La memoria di bordo è di 2199 Gigabit e ad ogni orbita può raccogliere fino a 524 Gigabit.

Ulteriori informazioni sono presenti nel Notiziario di ieri, mentre altre notizie, compreso il video del lancio, sono presenti qui.

Nell'immagine una rappresentazione artistica del satellite.
Fonte: DigitalGlobe.

mercoledì 7 ottobre 2009

Notiziario.

Avete presente la foto di ieri dove Atlantis veniva sollevato dalla gru ultratecnologica del VAB? Bene, arrivando a mezza altezza del VAB la gru si è guastata bloccando l'orbiter in quella scomoda posizione… Fortunatamente i tecnici sono già riusciti a riparare il guasto e le operazioni di mating con il serbatoio sono riprese.

E' previsto per domani 8 ottobre il lancio del satellite WorldView 2 dalla base di Vandenberg in California. Il vettore dovrebbe staccarsi dalla rampa SLC-2Wfra le 1838 e le 1852 UTC (20:38-20:52 CEST) con un bel 100% di meteo favorevole. WorldView 2 è un veicolo per l'osservazione terrestre che sarà posizionato su un'orbita a 800km di quota e potrà fare fotografie su 8 diverse bande cromatiche con una definizione a Terra di 45cm.

Ares I-X ha superato il test di avvio di tutti i componenti di bordo. Durante le nove ore di collaudo sono stati provati tutti i sistemi di controllo, volo, navigazione, rilevazione dei dati e trasmissione. A parte piccoli problemi di poco conto, tutti i sistemi hanno risposto come dovuto.
Ora è tutto pronto per il rollout verso la rampa 39/B del 19 ottobre e al lancio, previsto per il 27 ottobre.

L'entusiasmo alla NASA per l'Ares è molto alto, basta vedere lo striscione piazzato sull'incastellatura che protegge il grande razzo. Del resto è comprensibile dato che erano anni che un vettore così alto non si vedeva nel VAB…
Fonte: NASA.

martedì 6 ottobre 2009

Notiziario.

Rollover completato per Atlantis. Mentre lo Shuttle verrà issato per l'aggancio sul serbatoio, nell'OPF (baia 1) inizieranno i preparativi per organizzare l'hangar ad accogliere Atlantis al suo ritorno: la STS-132 del maggio 2010 segnerà l'ultima missione per questo orbiter.

In foto Atlantis viene sollevato dalla gru del VAB (che ha una precisione di movimento dell'ordine del mezzo millimetro) per le operazioni di 'mating', accoppiamento con il serbatoio ET. Sotto di lui il transporter costruito dalle Industrie Cometto di Borgo San Dalmazzo (Cuneo).
Fonte: NASA.


Problemi per il nuovo vettore militare Minotaur 4. Il lancio inaugurale previsto per il 22 ottobre è stato rinviato indefinitamente. Doveva portare in orbita il satellite SBSS (Space Based Space Surveillance), un progetto da 800 milioni di dollari della U.S. Air Force. Lo Space and Missile Systems Center della stessa USAF ha rilevato dei potenziali problemi con il terzo e quarto stadio del nuovo vettore che deriva direttamente dai missili balistici intercontinentali della serie Peacekeeper. Erano previsti ben quattro lanci in tre mesi, due dalla base di Vandenberg (torre SLC-8) in California e due dal Kodiak Launch Complex (torre LP-1), in Alaska.
Attualmente tutto il programma è slittato a data da destinarsi.

Iniziata ufficialmente la missione di GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), il satellite aerodinamico che viaggiando su un'orbita molto bassa (250 km), intercetta alcuni strati rarefatti della nostra atmosfera. Per mantenere l'orbita così bassa è dotato di un motore a ioni che compensa la resistenza dell'aria e misurerà con una precisione mai raggiunta il campo gravitazionale terrestre.

Vedere la ISS a occhio nudo! – Ottobre.

Ecco la tabella per i passaggi visibili della ISS nei nostri cieli.
Siamo in un periodo mattutino che al 7 novembre diventerà serale grazie alle inclinazioni combinate dell’orbita della Stazione con quella terrestre. Periodo tranquillo per la Stazione: il prossimo avvenimento (dopo il rientro della Soyuz TMA-14 del 10 ottobre) sarà la separazione del modulo giapponese HTV il 30 ottobre. Per lo Shuttle occorre attendere novembre.

Legenda:
Data.... del passaggio
Mag..... Magnitudine visuale della stazione (sottostimata)
Ora..... CEST del culmine del passaggio - sorge ca. 2' prima e tramonta ca. 2' dopo
Alt..... Altezza angolare massima in gradi dall'orizzonte (es. zenith 90°, polare 40-45°)
Az...... Azimuth, direzione in base ai punti cardinali

Data ..... Mag .. Ora ....... Alt. .Az.

10 Ott ... 0.0 .. 07:16:02 .. 14 .. SE
12 Ott .. -0.2 .. 06:28:56 .. 14 .. SE
13 Ott .. -2.0 .. 06:52:40 .. 38 .. SE
14 Ott .. -0.5 .. 05:41:45 .. 14 .. SE
14 Ott .. -3.3 .. 07:16:35 .. 74 .. NNO
15 Ott .. -2.2 .. 06:05:26 .. 39 .. SE
16 Ott .. -3.4 .. 06:29:19 .. 72 .. NNO
17 Ott .. -0.2 .. 05:20:08 .. 16 .. ENE
17 Ott .. -2.3 .. 06:53:21 .. 33 .. NNO
18 Ott .. -1.3 .. 05:43:19 .. 28 .. NE
18 Ott .. -1.7 .. 07:17:30 .. 23 .. N
19 Ott .. -2.0 .. 06:06:25 .. 31 .. N
20 Ott .. -1.6 .. 06:30:05 .. 23 .. N
21 Ott ... 0.1 .. 05:21:01 .. 11 .. NE
21 Ott .. -1.4 .. 06:54:14 .. 21 .. N
22 Ott .. -0.6 .. 05:43:58 .. 16 .. NNE
22 Ott .. -1.6 .. 07:18:22 .. 24 .. N
23 Ott .. -1.3 .. 06:06:54 .. 20 .. N
24 Ott .. -1.5 .. 06:30:46 .. 24 .. NNE
25 Ott ... 0.3 .. 04:21:19 .. 10 .. NE
25 Ott .. -2.2 .. 05:54:45 .. 38 .. NNE
25 Ott ... 0.3 .. 04:21:19 .. 10 .. NE
25 Ott .. -2.2 .. 05:54:45 .. 38 .. NNE
26 Ott .. -0.7 .. 04:44:17 .. 19 .. NE
26 Ott .. -3.4 .. 06:18:34 .. 88 .. NE
27 Ott .. -2.1 .. 05:07:16 .. 37 .. NE
28 Ott .. -3.5 .. 05:30:47 .. 89 .. N
29 Ott ... 0.4 .. 04:21:59 .. 10 .. E
29 Ott .. -2.3 .. 05:54:21 .. 31 .. SO
30 Ott .. -0.4 .. 04:45:10 .. 16 .. ESE
30 Ott .. -0.9 .. 06:17:41 .. 11 .. SO
31 Ott .. -0.7 .. 05:08:26 .. 15 .. SSE


Questo è l’inizio del successivo periodo (serale).
07 Nov .. -0.1 .. 19:29:40 .. 10 .. SO


Permane la possibilità di osservare la ISS durante i passaggi diurni.
Fatemi sapere se riuscite a vederla o se vi potrebbe interessare una tabella di transiti.

Dati salvo “reboost” o modifiche orbitali e ottimizzati per il nord Italia.

In foto il passaggio fra le nuvole ripreso da Vittorio Morgia la sera dell’8 settembre. Fotocamera Sony DSC-H9, ISO 200 con esposizione di 30 sec.
Un grazie a Vittorio per la foto.

lunedì 5 ottobre 2009

LCROSS è agli sgoccioli.

Siamo alla stretta finale per la missione LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) che dopo tre anni di preparazione, quattro mesi di viaggio nello spazio e oltre 79 milioni di dollari d'investimento, vedrà venerdì il completamento della sua missione che durerà solo quattro minuti.
Le ultime stime danno l'impatto nel cratere Cabeus alle 1135:45 UTC del 9 ottobre ed in quel momento la sua missione sarà esaurita. In quei quattro minuti dovrà analizzare tutto ciò che potrà al massimo delle sue possibilità, perché il razzo Centaur che l'ha spinta sulla sua orbita si sarà già schiantato e avrà alzato un pennacchio di materiale lunare, pronto da essere analizzato 1000 volte al secondo e tutti i dati dovranno essere inviati immediatamente a Terra. Su LCROSS sono anche presenti cinque telecamere per analizzare anche visivamente la superficie che circonda il punto dell'impatto. Una ulteriore telecamera riprenderà la discesa in tempo reale a diversi frame al secondo. I due veicoli saranno distanti circa 650km. Il Centaur del peso di circa 2,7 tonnellate colpirà la superficie lunare a più di 9000km/h sollevando 350 tonnellate di materiale che arriverà ad oltre 50'000m di quota e si spargerà su una superficie di una cinquantina di chilometri di raggio. Nessun appello, nessuna alternativa e nessuna seconda possibilità.

È anche stata indetta una campagna osservativa in cui siamo tutti invitati a cercare di vedere e riprendere l'impatto e il conseguente pennacchio. La NASA dice che sarà sufficiente un telescopio di 10-12 pollici per vedere la nuvola di materiale sollevato, proprio perché sarà così esteso.

Dita incrociate per il successo di questa missione.

Nell'immagine una simulazione del momento in cui la sonda lavorerà a pieno ritmo.
Fonte: NASA.

domenica 4 ottobre 2009

Shuttle News.

STS-129.
Atlantis è pronto per il Rollover di martedì 6 ottobre verso il VAB. Lo hanno già piazzato sul trasportatore che lo trasferirà nell'enorme edificio dove si assemblavano già i giganteschi Saturno V che hanno portato l'uomo sulla Luna. Le varie procedure finali sono state completate, compreso il gonfiaggio dei pneumatici e la verifica del centro di gravità dell'orbiter.
La STS-129 può così fare questo passo che la porta fuori dalla baia 1 dell'OPF verso il VAB e quindi l'integrazione sullo stack composto da ET-133 e i due SRB.

STS-130.
Mentre continuano le verifiche sui 340 microfori rilevati sui condotti dei propellenti degli SSME dell'Endeavour, nella baia 2 dell'OPF si prosegue la preparazione della missione che il 4 febbraio porterà sulla ISS il Nodo 3 e Cupola. Nel VAB si sta intanto iniziando l'assemblaggio degli SRB per questa missione e alla Michoud Assembly Facility di New Orleans stanno concludendo l'assemblaggio dell'ET-134. Il 17 ottobre verrà caricato sulla chiatta di trasporto e portato al KSC.
Il 19 ottobre è prevista l'installazione dei motori nell'Endeavour e dato che uno di quelli previsti è stato inviato alla Pratt & Whitney Rocketdyne di Canoga Park, proprio per il problema dei microfori, verrà sostituito con un altro già pronto.

STS-131.
Anche uno dei motori del Discovery ha evidenziato i microfori (lo SSME-3), almeno 200, e per domani (lunedì 5 ottobre) è previsto l'inizio dello smontaggio dei motori dall'orbiter. Sarà necessaria una verifica della distribuzione dei microfori confrontandone la posizione con quelli rilevati sul motore dell'Endeavour. Le prime analisi hanno evidenziato che la causa potrebbe risiedere nel nastro adesivo usato per fissare il tappo che viene inserito nella gola del motore durante gli spostamenti. Il collante di questo adesivo contiene piccole quantità di zolfo e i residui che rimangono attaccati, reagendo con il nichel dell'ugello durante le altissime temperature del lancio, potrebbe innescare dei fenomeni di corrosione che sfocerebbero in queste micro cricche. I lavori stanno comunque proseguendo anche nella baia 3 dell'OPF, anche se il lancio non è così vicino, essendo previsto per il 18 marzo 2010. Anche l'ET-135 è al 50% della preparazione e la consegna al KSC è prevista per il 23 dicembre.

Le due immagini provengono dal Jake Garn Simulation and Training Facility del Johnson Space Center di Houston e mostrano due momenti degli addestramenti per la STS-131, all'interno del Full Fuselage Trainer e dello Shuttle Mission Simulator, copie esatte di un orbiter per permettere agli astronauti di familiarizzare con le varie componenti degli Shuttle. Nella foto superiore vedete Alan Poindexter (a dx), il comandante e Dorothy Metcalf-Lindenburger (a sx) specialista di missione all'interno della cabina di pilotaggio, o ponte superiore. L'altra è ripresa nel ponte inferiore e raffigura Naoko Yamazaki (a sx), Stephanie Wilson (al centro) e Clayton Anderson (a dx).
Da notare gli incredibili spazi a disposizione degli astronauti all'interno degli Space Shuttle. Ci credo che quando parlano delle capsule le definiscono "secchi di bulloni"!

sabato 3 ottobre 2009

Daily News.

Il primo astronauta che ha utilizzato Twitter dallo Spazio ha superato il milione di persone che lo seguono sul social network dei messaggi lampo.
Mike Massimino, @Astro_Mike su Twitter, ha superato questo invidiabile traguardo nei giorni scorsi e la sua avventura spaziale raccontata in prima persona e in diretta dallo Spazio è stato un successo tale da consigliare la NASA ad autorizzare anche altri astronauti ad utilizzare questi nuovi media che permettono di raggiungere la gente in tempo reale.
Attualmente, oltre a Massimino, ci sono su Twitter:
@Astro_Nicole Nicole Stott presente sulla ISS
@Astro_Jeff Jeff Williams appena giunto sulla stazione
@Astro_Jose Jose Hernandez primo astronauta bilingue su Twitter che ha volato sulla STS-128
@Astro_Tim Tim Kopra appena rientrato dallo Spazio
@Astro_127 Mark Polansky che ha volato sulla STS-127
@Astro_Sandy Sandra Magnus veterana NASA
@ShuttleCDRKelly Mark Kelly che si sta addestrando per comandare lo Shuttle e il fratello gemello @StationCDRKelly Scott Kelly che dovrà comandare la ISS
Per avere una visione d'insieme è sufficiente andare su @NASA_Astronauts.

Quinto anniversario per l'Ansari X-Prize, il concorso che mise il palio 10 milioni di dollari per chi avrebbe costruito un veicolo privato in grado di portare almeno tre persone nello Spazio, inteso come il superamento dei 100km di quota. Il veicolo doveva poter effettuare due voli simili entro due settimane e quando, il 4 ottobre 2004, lo SpaceShipOne della Scaled Composites/Virgin Galactic (gestita dalla Mojave Aerospace Ventures di Paul Allen e Burt Rutan) toccò Terra per la seconda volta vincendo il premio, si era avviata un'industria che sta muovendo masse di denaro a nove zeri e nei prossimi anni entrerà nella fase completamente operativa.
Lo SpaceShipOne si trova ora allo Smithsonian National Air & Space Museum vicino allo Spirit of St. Louis di Charles Lindbergh a ricordo perenne della pietra miliare che rappresenta nella storia del volo umano.

In foto la SpaceShipOne agganciata sotto il velivolo madre, il White Knight mentre viene trasportata in quota per un volo.
Fonte Scaled Composites.


La NASA ha indetto un concorso fra le scuole medie statunitensi per lo sviluppo di un sistema di riciclo e recupero dell'acqua per la futura implementazione nelle colonie lunari. Potranno partecipare gruppi di 6 studenti con un professore e il termine è fissato per il febbraio 2010.
Il primo premio è composto da un viaggio al Kennedy Space Center con la visita privilegiata a tutte le installazioni di studio, controllo, sviluppo e manutenzione e quindi una 'full immersion' nel dietro le quinte della esplorazione spaziale.

venerdì 2 ottobre 2009

ISS News.

La Soyuz TMA-16 è giunta sulla International Space Station. L'attracco è avvenuto alle 0835 UTC di questa mattina, 2 ottobre. Il dispositivo di ormeggio automatico ha fatto egregiamente il proprio dovere agganciando la capsula russa al molo di poppa del modulo Zvezda. Dei nove astronauti presenti a bordo della ISS, tre rientreranno a Terra l'11 ottobre, lasciando il comando della Stazione a Frank De Winne, primo comandante Europeo.

Alla NASA hanno discusso sulle procedure in caso di pericolo d'impatto sulla ISS. Dopo la brutta avventura del 13 marzo, quando a causa di un detrito in avvicinamento, il comandante Fincke (che potrete incontrare all'AstronautiCON a novembre) ha dovuto dare l'ordine di evacuazione chiudendo tutti i portelli stagni, si è verificata una situazione curiosa. Il Controllo Missione di Houston diceva che gli astronauti, una volta entrati nella Soyuz, dovevano chiudere il portello, mentre dal Controllo Missione di Mosca dicevano che dovevano "prepararsi alla chiusura". In realtà il portello è poi rimasto aperto, anche per dare una possibile via di fuga nel caso che il detrito colpisse proprio la Soyuz.
Dopo le necessarie scuse degli americani per l'ingerenza in casa russa (sia la Soyuz che il lato dove si trovava la capsula erano russi), è stato spiegato che in realtà il lasciare aperto il portello non è stata la manovra più logica. In base ai calcoli, la probabilità che un detrito possa colpire la capsula Soyuz è infinitesimale (1 su 1'840'000) e il tempo medio di depressurizzazione di un modulo colpito è di 3 minuti, rispetto ai 5 minuti necessari per rendere sicura una chiusura del portello. Alla luce di questi fatti verrà stesa una procedura per gestire le emergenze sulla Stazione.

Nell'immagine la posizione delle varie capsule ormeggiate alla Stazione.
Fonte: NASA.

Lancio Ariane.

Sulla scia di un'invidiabile serie di successi, è partito ieri sera dalla base di Kourou il quinto Ariane V di quest'anno. Il lancio è avvenuto alle 2159 UTC ed ha portato in orbita un satellite per telecomunicazioni spagnolo ad alte prestazioni e un veicolo tedesco per le comunicazioni militari.
La salita è durata 25 minuti e i due satelliti sono stati inseriti nella prevista traiettoria di trasferimento verso l'orbita geosincrona.

Il primo, Amazonas 2, è costruito dalla EADS Astrium basandosi sul bus Eurostar E3000 e nei suoi 5400kg comprende 54 transponder in banda Ku e 10 in banda C. Si posizionerà a 61° ovest e, grazie al fatto che è il più potente satellite posseduto dall'operatore HISPASAT, coprirà tutte le Americhe, dall'Alaska alla Terra Del Fuoco.

Il secondo COMSATBw 1 è il primo di due veicoli per le Forze Armate Tedesche sviluppati per potenziare l'architettura del sistema di comunicazioni. Costruito dalla Thales Alenia Space sul bus 3000B, pesa 2400kg ed ha 4 transponder SHF, 4 UHF e verrà posizionato nello slot geostazionario dei 63° est.

È stato il 33° lancio riuscito consecutivo per l'Ariane 5 e nel frattempo si sta preparando il prossimo lancio, previsto per il 29 ottobre.

Ulteriori informazioni e il video del lancio qui.

In foto il lancio.
Fonte: Arianespace.

giovedì 1 ottobre 2009

Daily News.

Qualche speranza sta affacciandosi all'orizzonte della Sea Launch, dopo il fallimento annunciato nei mesi scorsi. Alcuni possibili finanziatori sarebbero disposti a far riemergere l'azienda entro il primo trimestre del 2010 e quindi permetterle di riprendere le attività entro la fine dell'anno prossimo. La sussidiaria Land Launch sta invece continuando il proprio lavoro ed ha infatti un paio di lanci previsti entro la fine di questo 2009. Attualmente le operazioni di lancio della Sea Launch sono sospese ed iniziano le prime defezioni: Eutelsat deve porre in orbita un satellite entro fine anno e quindi si dovrà rivolgere alla International Launch Services, concorrente di Sea Launch.

Alcune simulazioni eseguite sulle condizioni atmosferiche del pianeta COROT-7b, pianeta roccioso extrasolare del quale è stato scoperto anche un compagno ad agosto, COROT-7c, sono giunte alla conclusione che a causa delle altissime temperature presenti sulla superficie del pianeta (si parla di 2300°C) siamo di fronte ad una superficie fluida ed in 'ebollizione', dove i composti a più basso punto di fusione possono evaporare. A causa di questi fenomeni di evaporazione, potrebbe crearsi una situazione simile alle nubi terrestri, ma su scale differenti. Questi vapori di sostanze contenute nelle rocce che evaporano, potrebbero, una volta giunte in quota, condensarsi spontaneamente creando una sorta di grandine di pietre che pioverebbe nelle zone di transizione con la faccia scura del pianeta. A causa della sua estrema vicinanza al proprio sole (solo 2,5 milioni di chilometri circa), COROT-7b si comporterà come la nostra Luna, mostrando sempre la stessa faccia alla stella COROT-7. Sono risultati molto fantascientifici, ma la probabilità che la realtà sia decisamente sorprendente esiste.
L'universo potrebbe riservarci parecchie sorprese!

Curiose formazioni a forma di ragno sul polo sud di Marte. La foto allegata (fonte NASA/JPL) mostra una immagine ripresa dalla fotocamera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter il 23 agosto scorso. Queste formazioni, tipicamente profonde da 1 a 2 metri potrebbero essere create dallo scioglimento della copertura di anidride carbonica che si verifica alla fine dell'inverno e, risalendo dal fondo dello strato di ghiaccio, il gas tende a creare queste formazioni, con una dinamica inversa a quello che normalmente succede con l'acqua.