Time machine.

- UTC Tempo Universale Coordinato.

Tutti i lanci in video:


Space Shuttle Missions Database - Tutti i dati sulle missioni Shuttle
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mercoledì 31 dicembre 2008

Astrologia? No grazie...

A proposito di Anno Internazionale dell’Astronomia, sarebbe ora che l’Astrologia, sedicente scienza senza alcun fondamento scientifico, venisse finalmente messa da parte.
Sono ormai millenni che il genere umano si diletta ad essere preso in giro da questa pseudoscienza, ma mentre era accettabile all’inizio della storia, al giorno d'oggi non ha più alcun senso, dato che grazie alla ricerca scientifica vera è stato ampiamente dimostrato che l’astrologia non ha nessun riscontro scientifico.

Se dal punto di vista prettamente fisico, ci troviamo con dei segni zodiacali che sono completamente sfasati rispetto alla loro posizione reale nel cielo, dall’altra è chiaramente dimostrato che gli influssi dati dai vari corpi celesti sono talmente infinitesimali da essere coperti anche solo dal computer che state usando.

Ci sono anche quelli che dicono: “Non è vero, ma gli astrologi ci azzeccano...”.
Il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale,
ha stilato, come tutti gli anni, un elenco di previsioni eseguite ad inizio anno dai più importanti astrologi: il confronto con la verità dei fatti accaduti è impietoso.
Soltanto una percentuale che va dal 10 al 20% delle previsioni si è avverato e di queste, esclusivamente quelle più generaliste che non coinvolgono direttamente personaggi. Da Hillary Clinton sicuramente presidente all’Italia campione agli europei di calcio, passando per un governo Prodi certamente “stabile e duraturo”. Se avessero detto sempre il contrario sarebbero stati acclamati come profeti!

Ma se ognuno può decidere per se stesso, è assolutamente delinquenziale che la Rai, servizio pubblico pagato da ciascuno di noi, dia voce a questi saltimbanchi e truffatori che con aria saccente declamano quello che succederà nel nuovo anno “in base a calcoli precisi”.
È un insulto all’intelligenza, una vergogna inaudita che non dovrebbe essere autorizzato. Soprattutto perché si fa leva sull’ignoranza (intesa come “non sapere le cose”) e si spingono i cittadini a rivolgersi ad una nutrita schiera di santoni e veggenti che danno speranze o illusioni in cambio di profumatissime parcelle.
In questo modo si dà un incentivo alle truffe, perché tutti gli astrologi sono truffatori.

E ricordiamoci che esiste il Premio James Randi (One Million Dollar Paranormal Challenge) messo in palio dalla James Randi Educational Foundation che è pronto a versare un milione di dollari a chi dimostra che l’astrologia, come tutte le altre “scienze” del paranormale, è una scienza esatta...

2009 Anno Internazionale dell’Astronomia.

Sta per iniziare l’anno internazionale dell’astronomia promosso dall’ONU.
Questo vuol dire che lungo il 2009 si potrà seguire una sorta di “percorso” che, attraverso una serie di appuntamenti, manifestazioni e celebrazioni, verrà posto l’accento su tutto quello che gravita nel campo degli argomenti spaziali.

L’Italia avrà una parte importante, grazie al fatto che proprio Galileo Galilei è stato il primo Astronomo che ha utilizzato uno strumento ottico per osservare il cielo.
E proprio 400 anni fa, nel 1609, è iniziata l’astronomia strumentale.

Con questa opportunità che coinvolge oltre 100 nazioni in tutto il mondo si cerca di promuovere la divulgazione scientifica e la cultura sperando che molte persone, soprattutto giovani, possano scoprire la passione per lo Spazio, la nostra Ultima Frontiera.

Il Sito ufficiale italiano.

Il Sito ufficiale internazionale.

Nell'immagine il logo italiano dell'evento.

Gli ultimi istanti dello Space Shuttle Columbia.

È stato reso pubblico l’ultimo rapporto stilato sull’incidente dello Space Shuttle Columbia, accaduto il primo febbraio 2003 durante il rientro.
L’argomento è un’analisi ultra dettagliata (di 400 pagine) in cui si approfondisce quello che accadde dopo la perdita di contatto con Terra e, soprattutto, quello che è accaduto dentro e fuori dalla navetta in quei terribili momenti in cui gli astronauti hanno lottato strenuamente per salvarsi la vita...

Dal rapporto (scaricabile qui 16 MByte) si nota che gli astronauti non avevano tutti le tute sigillate e le cinture allacciate: forse in questo caso è quasi stato un bene, dato che non avrebbero avuto scampo comunque, ma le protezioni personali a bordo di un veicolo spaziale dovrebbero essere sempre complete.
Purtroppo le tute impediscono parzialmente i movimenti e soprattutto per Comandante e Pilota diventa difficoltoso agire sui comandi. Questa è comunque una delle raccomandazioni proveniente già dal CAIB, il Columbia Accident Investigation Board che a questa pagina permette di scaricare tutte le analisi e le raccomandazioni scaturite dal gruppo di lavoro che ha studiato l’incidente.

In base all’analisi dei dati, dei filmati e dei detriti, si è capito che il Columbia ha avuto il primo guasto fatale all’interruzione del collegamento con Terra ed è stato la perdita di pressione nel circuito di controllo degli alettoni dell’ala sinistra.
Mancando quell’aiuto alla portanza, lo Shuttle ha eseguito una cabrata improvvisa (muso verso l’alto), tanto è vero che anche i motori d’assetto anteriori hanno iniziato a contrastare la manovra, senza riuscirci.
A questo punto il Columbia si trovava con il ventre verso la direzione di volo e quindi la fortissima pressione aerodinamica (eravamo ancora in aria rarefatta, ma ad una velocità di Mach 15-18) ha letteralmente strappato l’ala sinistra, indebolita dai gas incandescenti entrati al suo interno dalla falla nella protezione termica provocata 15 giorni prima dal blocco di schiuma durante il decollo.
L’equipaggio era ancora vivo e cosciente e stava ancora lottando con i comandi per cercare di trovare una soluzione, ma nei secondi successivi la Navetta rollava (iniziava una rotazione intorno all’asse longitudinale) verso sinistra ed iniziava una rapida depressurizzazione della cabina di volo. Il passo successivo è stata l’asportazione dei portelli della stiva, l’esposizione del vano di carico e il completamento di quello che viene chiamato l’Evento Catastrofico: la struttura dello scafo ha ceduto dividendo il Columbia in 3 tronconi, la coda con i motori principali, la sezione centrale con il contenuto della stiva e la sezione di prora con la cabina equipaggio.
La cabina rimase intera per altri 38 secondi prima di disintegrarsi a sua volta, ma gli astronauti a bordo erano già privi di vita, sia a causa della depressurizzazione che delle fortissime accelerazioni dovute all’Evento Catastrofico.

La scelta di pubblicare questo rapporto in questo periodo di ferie è stata dettata dal fatto che i figli degli astronauti periti, essendo a casa da scuola, possono parlare della cosa in famiglia senza eventuali stress dovuti all’ambiente scolastico.

martedì 30 dicembre 2008

Cometa record scoperta da un italiano.

Andrea Boattini 39 anni, lavora negli Stati Uniti, in Arizona, nell'osservatorio del Mount Lemmon ed ha scoperto la sua settima cometa.
Si chiama C/2008 Y1 e verrà legata al suo nome come tutte le altre.
Boattini è un astronomo che nel giro di poco più di un anno ha raggiunto questo ragguardevole risultato.
Le comete da lui scoperte sono:
C/2007 W1 Boattini - novembre 2007
C/2008 J1 Boattini - maggio 2008
P/2008 O3 Boattini - luglio 2008
C/2008 S3 Boattini - 29 settembre 2008
P/2008 T1 Boattini - 1 ottobre 2008
206P/Barnard-Boattini
C/2008 Y1 Boattini - pochi giorni fa

la penultima è stata da lui "riscoperta" dopo una prima segnalazione di Edward Emerson Barnard il 13 ottobre 1892.
Batte il record degli astronomi Francesco De Vito e Giovanni Battista Donati che a metà dell'800 hanno scoperto 6 comete.

Non cercate di vedere quest'ultima cometa in cielo dato che è decisamente poco luminosa: magnitudine 18.
A questa pagina trovate i parametri orbitali.

lunedì 29 dicembre 2008

La Cina costruisce il più grande radiotelescopio del mondo.

Si chiama FAST, Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope e sarà il più grande radiotelescopio del mondo. Supererà anche Arecibo, quello da 300 metri di diametro costruito in una vallata dell’isola di Portorico. La preparazione e lo sviluppo del progetto ha impiegato 14 anni, ma ora siamo all’inizio dei lavori di costruzione.
Il cantiere è stato aperto a Dawodang nella provincia di Ghizhou e occuperà un’ampia depressione carsica. L’entrata in servizio dell’impianto è prevista nel 2013, quando saranno anche terminati i lavori per liberare l’area circostante con lo spostamento delle 61 famiglie che vivono nella zona: a circa 60 km dall’impianto nascerà una nuova area residenziale e i terreni verranno distribuiti dal governo alle varie fattorie.
Il National Astronomical Observatory (NAO) è il primo organismo coinvolto nel progetto ed è certo che questo straordinario strumento migliorerà drasticamente la capacità di osservazione astronomica.
Questo straordinario strumento con un diametro di 500 metri non sarà costretto a puntare quasi esclusivamente lo zenith, ma utilizzando una superficie riflettente a geometria adattiva e riducendo la superficie a 300 metri di diametro potrà puntare il cielo entro un cono che dista 40° dalla verticale.
Il riflettore principale a profilo sferico sarà composto da 4'600 pannelli e la sua sensibilità sarà 10 volte superiore al già citato Arecibo.
Ad esempio, l’osservazione delle Pulsar potrà essere enormemente ampliata, passando dalle attuali 1760 ad oltre 7000, forse addirittura 10'000. Le Pulsar sono stelle che hanno permesso di confermare le onde gravitazionali, come previsto dalla Relatività Generale.
Il progetto costerà oltre 700 milioni di Yuan (72 milioni di euro) e permetterà l’utilizzo anche a scienziati e ricercatori di tutto il mondo.

domenica 28 dicembre 2008

Sonda russa in preparazione.

La Complex Orbital Near-Earth Observations of Solar Activity (Coronas)partirà il 29 gennaio 2009 dal cosmodromo di Baikonur e studierà l’attività solare.
Coronas-Photon è il terzo satellite che si occuperà della nostra stella dopo Coronas-I e Coronas-F e il suo scopo principale sarà lo studio dei processi di accumulo energetico nell’atmosfera solare ed il suo trasferimento nello spazio per mezzo di particelle accelerate. Dovrà inoltre approfondire l’interazione delle particelle con il campo magnetico terrestre e le loro ripercussioni sulle tempeste magnetiche che avvengono sul nostro pianeta.

sabato 27 dicembre 2008

Notizie dalle sonde in preparazione.

Kepler, il telescopio che dovrà cercare pianeti attorno alle altre stelle, ha terminato i test di compatibilità termica, radiazioni e vibrazionale.
Mentre attende nella sede della Ball Aerospace & Technologies di essere trasportato al KSC per l’integrazione sul Delta II e il lancio del 5 marzo 2009, si stanno approfondendo le indagini sul titanio potenzialmente non certificato che sarebbe stato utilizzato per alcune componenti critiche della sonda. Il lavoro di preparazione non può essere interrotto a causa dell’avvicinarsi della data del lancio.

Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha terminato anche lui con successo i test in camera Termovuoto e si trova ancora al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland.
LRO si occuperà di mappare la superficie lunare attraverso i suoi sette strumenti scientifici presenti a bordo.
Il lancio è previsto per il 24 aprile 2009 su un vettore Atlas V.

Entrambi i veicoli verranno trasportati al KSC nel mese di gennaio 2009.

venerdì 26 dicembre 2008

Autunno su Marte.

Nell'emisfero settentrionale di Marte è iniziato l'autunno.
Il 26 dicembre 2008 corrisponde con l'equinozio.
L'autunno durerà 142 giorni terrestri e terminerà il 22 maggio 2009 con il solstizio invernale.

Con molta probabilità diverse parti della sonda Phoenix saranno già ricoperte di ghiaccio, quello stesso ghiaccio che è andata a scoprire...

2008, anno più lungo in assoluto.

Questo 2008 che sta finendo sarà l’anno più lungo in assoluto, perché oltre ad essere bisestile (quindi con il 29 febbraio) durerà anche un secondo in più.
L’U.S. Institute of Standards and Technology insieme agli altri enti per gli standard mondiali (fra cui inseriamo anche l’Istituto Galileo Ferraris di Torino, detentore dell’Ora Campione Nazionale Italiana) hanno deciso di aggiungere un secondo ai propri orologi atomici per risincronizzare la rotazione terrestre con la misura umana del tempo.
Questo secondo però non cadrà per tutti nel 2008, infatti è stato deciso di inserirlo alle 23:59:59 UTC, cioè GMT, ora di Londra (Greenwich) che sarebbe il Tempo Universale.
Qui da noi, fuso orario CET (Tempo Europa Centrale), capiterà già nel 2009, e precisamente alle 00:59:59.

Questa differenza non era mai stata rilevata fino allo sviluppo degli orologi atomici nei tardi anni ’60 del secolo scorso. È quindi stato deciso internazionalmente che i vari orologi atomici sparsi sui 5 continenti andavano aggiornati periodicamente tutti per restare in sincrono fra loro.
Dal 1972, anno di primo inserimento, sono già stati aggiunti 24 secondi, a causa del rallentamento della rotazione terrestre provocato dai moti mareali indotti dalla Luna.

Grazie agli strumenti lasciati sul nostro satellite con le missioni Apollo, è stato misurato che la Luna si allontana mediamente di circa 3,8 centimetri all’anno e quindi la durata di un’orbita tende ad allungarsi impercettibilmente. A causa di questi secondi aggiuntivi, rallenta di più la rotazione terrestre e quindi, su tempi lunghissimi, il sistema Terra-Luna tenderà a diventare come Plutone-Caronte, che mostrano vicendevolmente sempre la stessa faccia...

giovedì 25 dicembre 2008

La Russia lancia anche a Natale.

Alle 11:45 CET di oggi è partito dal cosmodromo di Baikonur un vettore Proton con 3 satelliti del sistema di localizzazione Glonass, in grado di dare una copertura dettagliata del territorio Russo.
L’orbita preliminare è stata raggiunta dopo 10 minuti dal decollo e due successive accensioni hanno portato i veicoli su un’orbita circolare, con inclinazione di 64,8° e quota di 19'200 km.
Alle 15:15 CET la missione era terminata con pieno successo e i satelliti erano nella posizione programmata.

Questa costellazione è composta di unità da 1350kg ciascuna ed è la controparte russa del sistema GPS americano. Attualmente erano 17 satelliti attivi che con i tre aggiunti oggi porta il sistema a 20 unità di cui però un elemento è solo parzialmente attivo.
La vita prevista di questo tipo di satellite è di almeno sette anni. Le attivazioni e i collaudi per i nuovi arrivati sono immediatamente iniziati e si prevede possano entrare in piena operatività all’inizio del 2009.
18 satelliti sono indispensabili per una buona copertura del territorio russo, mentre 24 è il numero per la copertura globale terrestre.
Per il 2011 la costellazione sarà completata raggiungendo il ragguardevole numero di 30 unità.

In foto il lancio natalizio con il panorama kazako coperto di neve.
Fonte: Roscosmos.

mercoledì 24 dicembre 2008

Quaranta anni fa.

Questa fotografia ripresa dai primi astronauti che hanno lasciato l'orbita terrestre, Jim Lovell, William Anders e Frank Borman a bordo dell'Apollo 8 risale alla vigilia di Natale di 40 anni fa.

Una biglia azzurra che sorge da un mondo grigio.

E' una visione emozionante, un panorama che quei tre esploratori hanno potuto vivere in prima persona mentre si trovavano assolutamente soli, a quattrocentomila chilometri da casa, quando stava per scoccare la festa di tutte le famiglie.

Seguite Babbo Natale sui radar del NORAD.

Anche quest'anno il NORAD (North American Aerospace Defense Command) segue Babbo Natale nel suo viaggio attorno al mondo.
A questo indirizzo trovate la mappa con la posizione esatta del Nostro Amico che è già in viaggio da alcune ore sulla sua slitta.
Ci sono anche vari filmati con la descrizione del percorso tracciato dai satelliti e dalle varie postazioni Radar del mondo.

Auguri a tutti!

La Russia prevede 39 lanci per il 2009.

L’ambizioso programma della Russia è di eseguire 39 lanci durante l’anno solare prossimo. I due principali centri spaziali, Baikonur e Plesetsk si impegnano ad un tour de force che comporta quasi un lancio a settimana.

Roscosmos, l’Agenzia Spaziale Russa, ha in programma diversi progetti che porteranno a questo record. Partiranno satelliti del sistema di localizzazione Glonass, lanci per il programma spaziale federale ed internazionale oltre ad un buon numero di progetti commerciali.
Solo i lanci Progress da Baikonur saranno cinque, grazie alla latitanza del nuovo ATV europeo per il 2009 e l’aumento dell’equipaggio della ISS da 3 a sei persone darà una ulteriore spinta, grazie a quattro lanci Soyuz, sempre dal cosmodromo kazako.

In tutto le previsioni sono:
- 5 Progress
- 4 Soyuz
- 2 satelliti per comunicazioni Express
- 2 Glonass
- 17 satelliti per telecomunicazioni
- 2 satelliti meteorologici
- 1 satellite per monitoraggio emergenze
- 6 satelliti per studi astrofisici sui pianeti del Sistema Solare

In foto una rampa di Baikonur.
Fonte: Roscosmos.

Coelum.

Anche su Coelum di dicembre c'è la mia rubrica di Astronautica.
Non c'è nulla di più di quello che trovate su questo blog, ma verso il fondo della rivista, è riportata la lettera di un lettore che si complimenta per le "Pillole di Astronautica" che scrivo da qualche numero. La redazione lascia aperto uno spiraglio di possibilità per un'eventuale aumento dello spazio a disposizione per l'argomento.
Se acquistate la rivista e date anche voi il vostro (spero) positivo riscontro alla Redazione penso che si potrebbe avere più dell'attuale paginetta...

martedì 23 dicembre 2008

Contratti NASA per cargo privati.

Definiti i contratti COTS (Commercial Orbital Transportation Services) per i servizi commerciali che raggiungeranno la ISS.
I vincitori sono stati Space Exploration Technologies (SpaceX) di Hawthorne in California e Orbital Sciences Corporation di Dulles in Virginia.
I contratti approvati sono da un miliardo e seicento milioni di dollari per 12 voli con vettori della SpaceX (lanciatori Falcon e moduli Dragon) e da un miliardo e novecento milioni di dollari per 8 missioni Orbital (con vettori Taurus e moduli Cygnus).
La durata dei contratti è dal gennaio 2009 al dicembre 2016 e prevede il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale di almeno 20 tonnellate di materiale per ogni viaggio.
Questa operazione è resa necessaria dal pensionamento della flotta Space Shuttle e permetterà di mantenere attivi i rifornimenti alla Stazione da parte degli USA.

Alla gara COTS ha partecipato anche PlanetSpace Corporation con il lanciatore Athena III che però è stata esclusa dall’assegnazione finale.

Una curiosità: il modulo Cygnus è costruito dalla Thales Alenia Space derivandolo dai moduli MPLM e verrà realizzato negli stabilimenti di Torino.

Eseguita una EVA russa sulla ISS.

E' durata 5 ore e 38 minuti ed è stata eseguita Yury Lonchakov e Michael Fincke.
I due astronauti sono usciti dal modulo Pirs della Stazione Spaziale ed i compiti svolti sono stati i seguenti:
1- installazione di un misuratore di campi elettromagnetici per controllare eventuali disturbi che possono colpire le Soyuz
2- installazione di due esperimenti esterni, uno dei quali non si è potuto collegare ed è quindi tornato a bordo.

Intanto la Stazione sta collaudando il sistema di rotazione dei pannelli che è stato riparato durante l'ultima missione Shuttle.
Il sistema sta funzionando alla perfezione.

Undicesimo lancio cinese dell'anno.

La Cina ha lanciato l'undicesimo razzo vettore dell'anno: un record per l'attività spaziale del grande paese. Il lancio del vettore Lunga Marcia 3A (alto oltre 50 metri) è avvenuto alle 01:54 CET di oggi, 23 dicembre, dallo Xichang Launch Center nella Cina sud-occidentale, provincia Sichuan.
Il satellite si chiama Feng Yun 2E, pesa 1'390 kg ed è una unità per servizi meteorologici con immagini in tempo reale.
Dopo 24 minuti di volo è stato inserito nell'orbita di trasferimento per il posizionamento geosincrono che avverrà nella posizione equatoriale di 115° est. Questo satellite rimpiazza il Feng Yun 2C, lanciato nel 2004 e posizionato a 105° est.

Essendo l'undicesimo lancio riuscito del 2008, la Cina ha superato con il suo Lunga Marcia anche gli Stati Uniti in numero di lanci, contando Delta 2, Atlas 5, Pegasus e Falcon 1: in tutto hanno portato a buon fine 10 missioni, ovviamente escludendo i lanci con equipaggio umano. Dal 1970 la Cina ha collezionato ben 115 lanci del Long March.

In foto il lancio.
Fonte: Xinhua.

lunedì 22 dicembre 2008

SpaceX consegna Falcon 9.

Falcon 9 CapeSpace Exploration Technologies Corp. (SpaceX) ha completato la consegna del serbatoio del primo stadio del suo lanciatore pesante, il Falcon 9.
La consegna è avvenuta alla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida dove sono immediatamente iniziati i preparativi per l'allestimento dello Space Launch Complex 40 (SLC-40) che sarà utilizzato dalla SpaceX per il lancio del potente vettore.
Il razzo del diametro di 4 metri e lungo 60 metri è stato diviso in tronconi per il trasporto e sarà riassemblato sulla rampa di lancio. La spinta iniziale è data da 9 motori Merlin 1C che hanno già avuto un collaudo complessivo negli scorsi giorni comportandosi egregiamente.
Il programma della SpaceX per il 2009 è di 4 lanci di cui i primi due dimostrativi del lanciatore pesante e del posizionamento in orbita della capsula Dragon (anch'essa presentata durante il 2008) con la possibilità di raggiungere la ISS. Si tratta di un programma ambizioso che è alla portata dell'azienda fondata da Elon Musk nel 2002.

In foto l'arrivo via terra del serbatoio.
Fonte: SpaceX.

Battesimo dell’aria per WhiteKnightTwo.

È stato effettuato ieri, 21 dicembre, il primo volo del veicolo commerciale che permetterà di viaggiare nello spazio per scopi esclusivamente turistici.
Si chiama WhiteKnightTwo e sarà il veicolo madre per lo SpaceShipTwo.
I voli saranno suddivisi in due momenti principali: la partenza da Terra con il WhiteKnightTwo che trasporta SpaceShipTwo in quota, ed il "secondo stadio" quando lo SpaceShipTwo accenderà i suoi motori, sganciandosi dall'aereo madre e salendo nello spazio.
È prodotto dalla Scaled Composites per la Virgin Galactic che ha anche intenzione di costruire lo Spaceport America nel New Mexico, dove ha già ottenuto tutti i permessi necessari sia federali che locali: la gente del luogo ha anche approvato una tassa aggiuntiva per finanziare in parte l’impresa. Evidentemente hanno molte aspettative da questa operazione.
Lo spazioporto costerà circa 200 milioni di dollari e la sua costruzione dovrebbe durare almeno fino al 2010, ma questa struttura porterà molte persone che si potranno permettere di spendere 200'000 dollari per questa avventura.

Attualmente tutte le operazioni vengono eseguite al Mojave Air and Space Port, in California. Il primo volo è iniziato alle 8:17 del mattino ora locale (PST) ed è terminato alle 9:17.

La Scaled Composites è l’azienda che nel 2004 ha vinto l’Ansari X Prize di 10 milioni di dollari grazie allo SpaceShipOne che è stato il primo veicolo commerciale a raggiungere lo spazio, superando quel limite di 100 km di quota che è stabilito come margine dell’atmosfera.
Attualmente sono in preparazione 5 SpaceShipTwo e 2 WhiteKnightTwo ed ogni viaggio trasporterà 7 persone: 5 passeggeri e due piloti.

In foto il velivolo dalla forma molto particolare a doppia carlinga.
Foto: Scaled Composites/Virgin Galactic.

Tornado su Marte.

Ecco tre spettacolari immagini riprese dal Mars Reconnaissance Orbiter e precisamente dal Mars Color Imager, una delle fotocamere della sonda.
Le prime due rappresentano due tornado, mentre la terza visualizza una potente tempesta di sabbia.
I tornado sono stati fotografati in cima a vulcani spenti, mentre la tempesta sta avanzando su un territorio costellato di canyon. La polvere sollevata dalla grande tempesta sale molto nell’atmosfera provocando la formazione di nubi di ghiaccio, esattamente come avviene sulla Terra quando il pulviscolo fa da “seme” per la formazione dei microscopici cristalli di ghiaccio che compongono le nuvole.

Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS (Malin Space Science Systems).

domenica 21 dicembre 2008

Sesto lancio dell’Ariane 5.

Eutelsat ha utilizzato ieri l’ormai affidabilissimo vettore Ariane 5 per portare in orbita ben due satelliti per telecomunicazioni.
L’operazione, finanziariamente pericolosa per una singola azienda, ha ricevuto l’ok grazie soprattutto all’affidabilità del vettore europeo che ha reso “accettabili” i rischi legati ad un eventuale doppio fallimento.
Il lancio, che era il sesto del 2008 per questo vettore, è avvenuto ieri 20 dicembre alle 23:35:07 CET dal Guiana Space Center di Kourou, dopo un primo problema che ha stoppato il countdown a 10 secondi dall’accensione; il team responsabile del decollo ha risolto l’inghippo entro i sessanta minuti della finestra di lancio e il nuovo liftoff è potuto avvenire con soli 44 minuti di ritardo sul previsto.
La missione è durata 32 minuti e l’Ariane 5 ha depositato nell’orbita di iniezione al trasferimento geostazionario il suo prezioso carico composto dai satelliti Hot Bird 9 (4'880 kg – 64 transponder) e W2M (3'463 kg – 30 transponder), che serviranno Europa, Nordafrica e Medio Oriente per trasmissioni radiotelevisive, posizionandosi rispettivamente a 13° e 16° Est.
La vita media prevista per questi due veicoli è di circa 15 anni.

Il prossimo lancio dell’Ariane 5 è previsto per il 12 febbraio con i satelliti Hot Bird 10 di Eutelsat e il NSS 9 della SES New Skies.
Arianespace ha in programma di effettuare ben 8 lanci durante il 2009, cosa che comporterebbe un record.
Questo è stato 42° lancio dell’Ariane 5 ed il 28° consecutivo andato a buon fine.

In foto, il lancio.
Fonte: Arianespace.

L'Enterprise non ha più la sua voce.

Majel Barrett, moglie del "creatore" di Star Trek, Gene Roddenberry, e si è spenta all'età di 76 anni.
Conosciuta da tutti come interprete dell'infermiera Chapel nella serie Classica e di Luwaxana Troi (madre della consigliera Betazoide Deanna Troi in TNG), ha però dato la voce ai computer di tutte le astronavi e di tutte le serie.

E' un altro tassello del mito Star Trek che ci lascia e a tutti noi appassionati (Trekkers) rimane un senso di perdita che si aggrava sempre di più: dopo la morte di Gene Roddenberry, "The great bird of the Galaxy", sono già passati fra i più anche DeForest Kelley (il dott. McCoy) e James Doohan (Scotty).

Addio Majel e grazie di tutto.

Foto: Wikipedia.

sabato 20 dicembre 2008

Solstizio invernale 2008.

Il solstizio invernale che stabilisce l'inizio dell'inverno astronomico e il giorno più corto dell'anno (quindi la notte più lunga) è previsto, come consuetudine, il 21 dicembre e precisamente alle 12:04 del Tempo Universale, equivalenti alle 13:04 Italiane (CET).

Buon inverno a tutti e, dato il periodo, Buone Feste!

Il rinvio di MSL apre la via a SDO.

Dopo la decisione del rinvio di due anni della missione del Mars Science Laboratory, la United Launch Alliance si è trovata con uno slot di lancio libero nell’autunno 2009.
È quindi stato assegnato quello slot dell’Atlas 5 alla missione Solar Dynamics Observatory: la partenza è quindi stabilita fra l’8 ottobre e il 6 novembre 2009 dalla Cape Canaveral Air Force Base. Il controllo missione sarà al Goddard Space Flight Center.

Il satellite, del peso al lancio di 3100kg, dovrà osservare l’atmosfera solare e studiarne l’influenza sul nostro pianeta.
I tre strumenti principali sono:
- Atmospheric Imaging Assembly (AIA)
- ExtremeUltraviolet Variability Experiment (EVE)
- Helioseismic and Magnetic Imager (HMI)
Il funzionamento simultaneo di questi tre sistemi di rilevazione potrà darci la variazione della situazione solare con una precisione mai riscontrata prima e una qualità delle immagini dieci volte superiore alla TV ad alta definizione.

La sonda alta quattro metri e mezzo e con base di due metri per due sarà gestita da un sistema di puntamento automatico e disporrà di un trasmettitore di dati continuo verso Terra da 130 megabit al secondo. Sarà posta su un’orbita geosincrona inclinata per poter avere il collegamento fisso con la stazione di Terra di White Sands, nel New Mexico. I dati inviati quotidianamente saranno equivalenti a circa mezzo milione di canzoni mp3, ogni giorno!
L’energia a bordo sarà assicurata da un sistema di pannelli fotovoltaici di 6,25 m di larghezza.

Inutile dire che per tutto il team di SDO sarà un fantastico Natale, grazie a questa definizione sicura della data di lancio.

Nell'immagine una raffigurazione artistica della sonda.
Fonte: NASA.

venerdì 19 dicembre 2008

Contratto SkyMed 4 alla Boeing.

La Boeing Company ha ottenuto il contratto per il lancio del quarto ed ultimo satellite italiano della serie COSMO-SkyMed (Constellation of Small Satellites for Mediterranean basin Observation).
Costruiti dalla Thales Alenia Space Italia, come primo appaltatore per l’ASI, effettueranno quindi la chiusura della costellazione grazie ad un vettore della Boeing, e precisamente un Delta II in configurazione 7420-10 (7 per serie 7000 con motore RS-27A, 4 razzi booster, 2 per secondo stadio con motore Aerojet AJ10, 0 per assenza del terzo stadio e 10 per l’ogiva da 10 piedi).
Non è una grande novità, in quanto già gli altri tre satelliti del gruppo sono stati lanciati dalla Boeing, ma è una conferma del buon lavoro fatto dal colosso aerospaziale lungo i 17 mesi del progetto, fra il giugno 2007 e l’ottobre 2008.
Questo lancio è previsto nel 2010 dalla base aerea statunitense di Vandenberg e tutta l’assistenza a Terra e per le operazioni sarà data dalla United Launch Alliance, gestita dal gruppo Boeing-Lockheed Martin.

Il programma COSMO-SkyMed è un servizio di osservazione del nostro pianeta e riprende immagini con un radar in banda X ad apertura sintetica per rilevazioni con qualsiasi situazione meteorologica. È controllato dal ministero della difesa italiano in collaborazione con i comitati civile, scientifico e militare.
Ha già dato degli aiuti concreti nelle ultime sciagure naturali, come il terremoto in Cina.

Nell'immagine una rappresentazione artistica dei satelliti.
Fonte: ASI.

mercoledì 17 dicembre 2008

Potenziale problema sulla ISS.

Il manipolatore Dextre (Special Pourpose Dexterous Manipulator - SPDM) ha una falla di progettazione.
Questa estensione per il braccio robotico principale della Stazione Spaziale Internazionale, portato a bordo dalla missione STS-123, è uno dei fiori all'occhiello dell'industria canadese (come le varie braccia meccaniche della stessa ISS e degli Shuttle) e permetteva di eseguire operazioni estremamente precise di movimentazione, assemblaggio e assistenza alle EVA.
Purtroppo è stato appurato, durante degli studi a Terra, che la linea di alimentazione è potenzialmente a rischio e il pericolo è che rimanga bloccato proprio sul braccio principale, impedendone l'utilizzo.

Lo SSRMS (Space Station Remote Manipulation System) è il braccio che ha praticamente "costruito" tutta la stazione, mettendo insieme i vari pezzi che gli Space Shuttle portavano man mano in orbita. Dextre era la "mano" del braccio che aggiungeva tutta la destrezza necessaria ai lavori generici.
In pratica, a causa di questo potenziale guasto, il rischio è che la "mano" resti bloccata in cima al braccio impedendone tutte le altre operazioni, prima fra tutte il montaggio in posizione dell'ultimo set di pannelli solari che dovrebbe arrivare sulla ISS a febbraio con il Discovery/STS-119.

Per ora sono in corso ulteriori studi sul problema e si eviterà accuratamente di utilizzare Dextre fino a che non si sia trovata una soluzione all'anomalia.

In foto Dextre montato in cima al braccio robotico della stazione.
Fonte: NASA.

martedì 16 dicembre 2008

Nuovo lancio cinese.

È partito dal Taiyuan Satellite Launch Center alle 04:22 CET di ieri, lunedì 15 dicembre a bordo di un vettore Chang Zheng 4B, il satellite Yaogan 5.
Posto in un’orbita eliosincrona (che sorvola il territorio sempre alla stessa ora locale) è un satellite di sorveglianza, sviluppato dalla China Academy of Space Technology.
Ufficialmente serve per il controllo civile del territorio, ma fonti non ufficiali ne danno un uso anche militare e precisamente di spionaggio.
È stato solo il decimo lancio cinese di quest’anno su 15 previsti, ma le operazioni sono state rallentate dal devastante terremoto del maggio scorso.

In foto: il lancio.

Phoenix News.

No, purtroppo non ha richiamato, ma i lavori sui suoi dati sono in pieno svolgimento.

Il terreno artico di Marte in cui ha scavato Phoenix è molto freddo e molto secco. Ma su scala temporale lunga, i cicli climatici potrebbero aver reso il sito più temperato ed il suolo avrebbe potuto essere abbastanza umido da modificare la propria chimica con variazioni che permangono durante i periodi freddi.
Phoenix ha trovato indizi che aumentano la certezza che il movimento del vapore d’acqua attraverso il terreno fra l’atmosfera ed il sottostrato ghiacciato avvenisse regolarmente e fosse in qualche modo alimentato dalle alte temperature. In questo modo, quando l’asse di rotazione di Marte era più inclinato di adesso, si sarebbero avuti periodi in cui il terreno si inumidiva.
Il team della missione che ha raccolto informazioni per cinque mesi, ha portato queste scoperte ad un meeting dell’American Geophysical Union.
Peter Smith della University of Arizona ha detto: “Abbiamo nevicate dalle nubi e brina sulla superficie, con ghiaccio a pochi centimetri di profondità e terreno asciutto nel mezzo. In un clima più temperato, diversi milioni di anni fa, il ghiaccio potrebbe essere stato più in profondità, ma la brina superficiale avrebbe potuto sciogliersi e bagnare il terreno”.
Senza grandi lune come la Terra per stabilizzane la rotazione, Marte attraversa periodicamente dei cicli durante i quali la sua inclinazione aumenta superando anche quella terrestre. Durante questi periodi così inclinati il Sole salirebbe molto di più nel cielo sui poli di quanto non lo faccia adesso e la zona in cui è disceso Phoenix ha certamente avuto tiepide estati.
Ray Arvidson della Washington University in St. Louis ha aggiunto: “Il ghiaccio che si nasconde nel sottosuolo attorno alla sonda non è un deposito lasciato da qualche antico oceano, ma è in equilibrio con l’ambiente circostante. I cambiamenti climatici provocati dalla variazione dell’asse di rotazione avvengono su una scala compresa fra centinaia di migliaia e milioni di anni. Sarà successo dozzine di volte negli ultimi 10 milioni di anni che sottili strati di acqua fossero attivi nel suolo e probabilmente accadrà altrettante volte nei prossimi 10 milioni di anni.

Strutture a zolle come quelle trovate nei campioni di terreno raccolti è uno degli indizi degli effetti dell’acqua. L’esame microscopico del terreno mostra particelle individuali, caratteristiche di polvere e sabbia battute dal vento, ma la compattezza del suolo era tale da non corrispondere con i modelli previsti. E non è cementato in modo durissimo, si sbriciolerebbe nelle nostre mani, ma questa coesione in zolle ci dice che qualcosa fa da leggero collante dando una certa coesione alle sabbie.
Questo effetto cementante potrebbe risultare da molecole d’acqua che aderiscono alle superfici delle particelle di suolo o potrebbe derivare dalla deposizione dei sali del terreno trasportati dall’acqua, come il perclorato di magnesio o il carbonato di calcio.

La sonda di conduttività elettrica ha inoltre rilevato che le proprietà elettriche cambiano consistentemente con l’accumulo di molecole d’acqua sulla superficie del terreno durante i cicli quotidiani di giorno/notte.
C’è uno scambio fra l’atmosfera ed il ghiaccio sottosuperficiale, con la formazione di uno strato di molecole d’acqua che quando misurato si trova esattamente dove ce lo aspettiamo.
In questo modo il team è ancora più motivato a ricercare altre conferme delle proprie teorie per spiegare l’evoluzione marziana durante le varie fasi di un ciclo di variazione dell’inclinazione dell’asse del pianeta.

lunedì 15 dicembre 2008

Nuovo sito ASI.

Attivato ieri, il nuovo sito dell'Agenzia Spaziale Italiana si presenta con molti contenuti ed un menù di navigazione decisamente facile ed intuitivo da utilizzare.
Oltre alle notizie sono presenti molti dati ed informazioni sulle missioni italiane e sulle varie iniziative che l'Agenzia promuove.
Completano l'opera una parte multimediale con foto e video.

Un enorme grazie all'ASI per questa cura con cui divulga le scienze spaziali e rendendoci partecipi delle attività che svolge permette di sapere come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti.
I nostri soldi.

www.asi.it

domenica 14 dicembre 2008

Problemi per il titanio di Kepler.

La missione del telescopio spaziale Kepler del costo di 450 milioni di dollari potrebbe essere in pericolo.
Il lancio della sonda è previsto per marzo 2009 con un vettore Delta II dal Kennedy Space Center (KSC) e questo veicolo è stato soprannominato ‘scopritore di pianeti’, infatti la sua specialità sarà la fotometria planetaria.
È stato identificato che alcuni supporti dei componenti interni sono stati forniti dalla Western Titanium che è stata inquisita per la fornitura di Titanio non certificato ad aziende che producono parti degli aviogetti militari. In particolare sono coinvolti i velivoli F-15, F-22 e C-17 dell’U.S.Air Force e, purtroppo, la sonda Kepler.
Si tratta di un’azione federale con un’incriminazione ben precisa che ha raggiunto la Western Titanium nella sede di San Diego e quattro suoi dirigenti il 4 dicembre scorso: l’accusa è la falsificazione delle certificazioni di qualità del titanio fornito e quindi truffa ai danni dello Stato con potenziali problemi ai velivoli (e rischio di perdita di vite umane) e “guasti catastrofici” alla costosissima sonda della NASA.
È uno scandalo molto grave perché coinvolge direttamente lo Stato americano e sappiamo bene che in questi casi da quelle parti non si scherza.

Per l’ente spaziale sono in corso delle analisi per capire se la mancanza di certificazione è una conseguenza della bassa qualità dei materiali o se in realtà è stata solo una ‘leggerezza burocratica’. È comunque necessario sapere al più presto se la preparazione di Kepler può continuare o no.

Misurata con precisione la dimensione di un esopianeta.

Un team di astronomi dell’Institute for Astronomy della University of Hawaii, guidato da John Johnson, ha utilizzato una nuova tecnica per misurare in modo molto preciso la dimensione di un pianeta orbitante una stella lontana. Hanno utilizzato una fotocamera così sensibile che potrebbe rilevare il passaggio di una farfalla notturna davanti ad una finestra illuminata da 1600 km di distanza.
Quando il pianeta ‘WASP-10 b’ attraversa il disco della sua stella, WASP-10 posta a 300 anni luce da noi e di magnitudine 12,7, la luminosità della stella diminuisce. In questo modo gli scienziati possono eseguire la misurazione precisa delle dimensioni del pianeta.
La fotocamera, montata sul telescopio da 2,2 metri installato sul monte Mauna Kea, nelle isole Hawaii, misura la leggera diminuzione di luminosità che avviene quando un pianeta passa nella linea di visione della stella rispetto alla Terra. Questi transiti planetari permettono agli studiosi di misurare i diametri dei mondi al di fuori del sistema solare.
Ormai conosciamo oltre 330 pianeti extrasolari nella Via Lattea, ma di pochi riusciamo ad ottenere una misurazione precisa dei transiti. Questo team ha concentrato gli studi sul pianeta ‘WASP-10 b’ che sembrava dovesse avere un diametro insolitamente grande. E sono riusciti a misurare questo diametro con grande precisione, la più alta mai raggiunta, scoprendo inoltre che è uno dei più densi pianeti conosciuti.
L’astronomo John Tonry ha progettato la fotocamera conosciuta con il nome OPTIC (Orthogonal Parallel Transfer Imaging Camera), che è poi stata costruita dall’Institute for Astronomy. L’elemento chiave è un nuovo tipo di sensore, una matrice a trasferimento ortogonale, la stessa utilizzata per il Pan-STARRS 1.4 Gigapixel Camera, la più grande fotocamera digitale del mondo. Questi sensori sono simili ai CCD utilizzati nelle tradizionali fotocamere digitali, sia per uso scientifico che commerciale, ma sono più stabili e raccolgono una quantità maggiore di luce, cosa che permette maggiore precisione.
Questo nuovo tipo di sensore sta cambiando il modo di studiare i pianeti ed è l’ideale per i transiti planetari, soprattutto per la rilevazione dei transiti dei pianeti più piccoli: con una precisione di 1 su 2000 gli scienziati hanno i mezzi per misurare i transiti di pianeti di dimensione terrestre.
I pianeti più grandi intercettano più luce della superficie stellare e causano delle diminuzioni maggiori nella luminosità degli astri. Il diametro di ‘WASP-10 b’ è di poco maggiore rispetto a quello di Giove, ma ha una massa ben 3 volte maggiore il che significa una densità tripla rispetto a Giove. Dato che l’interno può progressivamente degenerare, i pianeti gioviani hanno un raggio costante su una vasta gamma di masse diverse.
La precisione fotometrica è circa tre/quattro volte maggiore di quella dei normali sensori CCD e due/tre volte dei migliori CCD. Siamo a livelli comparabili ai più recenti risultati ottenuti dall’Hubble Space Telescope per stelle della stessa luminosità.

Come già detto WASP-10 è una stella a circa 290 anni luce di distanza (90 parsec) e si trova nella costellazione di Pegaso. Il pianeta, scoperto il primo aprile di quest’anno dal team SuperWASP (Wide Angle Search for Planets), ha diametro pari a 1,29 diametri gioviani, massa di 3,06 masse gioviane, periodo orbitale di 3,1 giorni terrestri e raggio orbitale di cinque milioni e mezzo di chilometri. La temperatura di ‘WASP-10 b’ supera i 1000°C proprio a causa della sua vicinanza alla stella.

sabato 13 dicembre 2008

Il Mars Reconnaissance Orbiter completa la sua missione primaria.

MRO ha completato con pieno successo la sua missione primaria di due anni inviando a Terra oltre 73 terabit di dati, più di tutte le vecchie missioni marziane messe assieme.
E questo record è destinato ad essere battuto regolarmente grazie all’estensione di due anni che è stata approvata per questa sonda, grazie alla quale è stata ripresa oltre il 40% della superficie di Marte ad una definizione mai raggiunta prima. Fondamentale è stato anche l’appoggio dato alle altre missioni, come Opportunity per la supervisione dall’orbita (MRO è su viaggia a circa 300 km di quota) o Phoenix con la determinazione del miglior luogo di discesa e il mantenimento dei contatti radio con Terra durante la missione attiva.
Attualmente la sonda sta aiutando a determinare il miglior luogo di atterraggio per il futuro Mars Science Laboratory il cui lancio è previsto per il 2013.
I dati ricevuti hanno permesso di seguire l’evoluzione della meteorologia marziana e lo studio dei venti durante 700 giorni, inoltre ha permesso di evidenziare le prove dell’azione di antiche acque sulla superficie del pianeta rosso. Dopo gli indizi fotografici ripresi dall’orbita (con scogliere, letti e delta fluviali) e le certezze rilevate dalla superficie (con Phoenix e le sue analisi) ora sappiamo per certo che un tempo su Marte era presente una grande quantità di acqua allo stato liquido e molta è ancora presente come vapore nell’atmosfera e nel sottosuolo in forma ghiacciata.
Ma le sue rilevazioni hanno permesso di creare una mappa dettagliata della distribuzione di minerali di almeno il 60% della superficie e centinaia di profili del sottosuolo, comprese le calotte polari.
Stupende immagini in 3D della superficie, fotografie spettacolari di Opportunity sul bordo del cratere Victoria e quello scatto incredibile della sonda Phoenix mentre scende su Marte appesa al suo paracadute...

Insomma, dall’ottobre 2006 il Mars Reconaissance Orbiter ha superato di gran lunga quello che i suoi ideatori si erano proposti di ottenere.
E siamo tutti impazienti di vedere quali altre meraviglie ci riserverà in futuro.

Nell'immagine una rappresentazione artistica della sonda.

venerdì 12 dicembre 2008

Endeavour giunge a casa.

Alle 14:44 locali (le 20:44 italiane) lo SCA con il suo prezioso carico toccava il suolo (foto) sulla Shuttle Landing Facility segnando il ritorno alla base della navetta che ha completato la STS-126.
Nei prossimi giorni l'Endeavour tornerà nell'Orbiter Processing Facility per la consueta manutenzione fra una missione e la successiva.
La preparazione sarà per la eventuale STS-400, missione di soccorso per Atlantis durante la STS-125 se si verificassero dei problemi gravi.
Il lancio di STS-125 è previsto per il 12 maggio 2009.

giovedì 11 dicembre 2008

STS-126 News 16.

Endeavour, saldamente agganciato sul 747 Shuttle Carrier Aircraft della NASA sta eseguendo il rientro in Florida, ma dopo la partenza di mercoledì e la pausa di giovedì, il viaggio è stato allungato di un giorno e si prevede il nuovo decollo di venerdì 12 dalla Barksdale Air Force Base in Louisiana e l'arrivo sulla Shuttle Landing Facility non prima delle 20 CET dello stesso giorno.

Trovata Anidride Carbonica su un pianeta extrasolare.

L’Hubble Space Telescope ha rilevato il diossido di carbonio nell’atmosfera di un pianeta che orbita attorno ad un’altra stella. Questa scoperta è un passo importante verso l’individuazione delle tracce chimico-biologiche della vita extraterrestre.
Il pianeta di dimensioni gioviane chiamato HD 189733b è troppo caldo per ospitare la vita, ma le osservazioni di Hubble sono la dimostrazione che la chimica di base per la vita può essere rilevata sui pianeti che orbitano attorno ad altre stelle. I composti organici possono anche essere un sottoprodotto dei processi vitali e la sua identificazione su un pianeta di tipo terrestre potrebbe essere la prima evidenza di vita al di fuori della Terra.
Le precedenti osservazioni di HD 189733b effettuate da Hubble e dallo Spitzer Space Telescope hanno rilevato vapore d’acqua, mentre alcuni mesi fa Hubble ha individuato tracce di metano.
Questi dati sono in realtà in conflitto fra loro dato che l’alta temperatura dell’atmosfera del pianeta, misurata fra i 700 e i 950°C dovrebbe causare la reazione fra acqua e metano. Ciò significa che non è ancora tutto chiaro nelle dinamiche atmosferiche.
Eric Smith, scienziato del programma Hubble Space Telescope alla NASA ha detto: “Hubble è stato concepito principalmente per osservazioni del distante universo, ma sta aprendo una nuova era nell’astrofisica e sulle scienze planetarie comparative. Questi studi atmosferici inizieranno a determinare la composizione e i processi chimici che avvengono su mondi distanti che appartengono ad altri sistemi stellari. Il futuro di questa recente frontiera è estremamente promettente e ci aspettiamo di scoprire molte altre molecole nelle atmosfere degli esopianeti”.
Mark Swain, un ricercatore del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, ha utilizzato la fotocamera per il vicino infrarosso e lo spettrometro multi-oggetto per studiare la luce infrarossa emessa dal pianeta che si trova a 62,9 anni luce (19,3 parsec) di distanza da noi. I gas presenti nell’atmosfera assorbono alcune lunghezze d’onda della luce che proviene dal caldo pianeta e raggiunge la Terra. Swain ha così identificato il monossido e il diossido di carbonio, grazie alle impronte spettrali tipiche di questi due gas. E questa è stata la prima volta che l’estrazione dello spettro nel vicino infrarosso viene eseguita su un esopianeta.
Swain ha aggiunto: “Il motivo principale del nostro orgoglio è stata la presenza dell’Anidride Carbonica perché sotto le giuste circostanze, si potrebbe collegare la sua presenza all’attività biologica, esattamente come avviene sulla Terra. Il fatto di poterne rilevare la presenza e stimarne l’abbondanza, diventa significativo se visto a lungo termine come campionatura delle varie tipologie di pianeti per capire se potrebbero ospitare la vita”.
Questo tipo di osservazione ottiene i migliori risultati se viene eseguita su pianeti con l’orbita posta di taglio rispetto alla Terra in modo da passare ciclicamente davanti e dietro la loro stella. Il pianeta HD 189733b passa dietro alla sua stella ogni 2,2 giorni e l’eclisse permette di sottrarre la luce della sola stella da quella del sistema stella + pianeta ottenendo così il solo segnale luminoso del pianeta per poter effettuare l’analisi chimica spettroscopica dell’atmosfera.
“È anche possibile utilizzare l’eclisse del pianeta per testare il lato diurno che contiene la parte più calda dell’atmosfera”, ha detto Guatam Vasisht del Jet Propulsion Laboratory. “Stiamo iniziando a trovare la diversa distribuzione delle molecole fra il lato diurno e quello notturno”.
E questa possibilità ha permesso di disegnare una mappa termica del pianeta (immagine allegata): per la prima volta si ha la mappa di un pianeta extrasolare.
Questa dimostrazione delle potenzialità dell’osservazione nel vicino infrarosso, sono decisamente incoraggianti per gli astronomi che preparano l’uso del James Webb Space Telescope dopo il suo lancio che avverrà nel 2013. Grazie all’uso del nuovo telescopio, questi segnalatori biologici saranno in grado di evidenziare la presenza spettroscopica delle condizioni adatte alla vita su pianeti di tipo terrestre. E il telescopio Webb potrà darci delle misurazioni molto più precise.

mercoledì 10 dicembre 2008

Lancio canadese.

L’azienda Ciel Satellite Group ha annunciato il lancio del “Ciel II” per mercoledì 10 dicembre alle 14:43 CET dal Cosmodromo di Baikonur nel Kazakhstan.
Il lancio avverrà utilizzando un vettore Proton/Breeze M della International Launch Services e posizionerà il satellite, costruito dalla Thales Alenia Space, in orbita geosincrona a 129 gradi Ovest, fornendo i propri servizi al Nord America.
Il Ciel II è il più grande satellite basato sulla classe Spacebus, utilizza il modello 4000 C4 e pesa 5'592 kg al lancio. La sua vita operativa prevista è di 15 anni.
La Ciel Satellite Group ha ottenuto dalla Industry Canada la posizione di 129° Ovest nell’ottobre 2004 e da quella posizione intende coprire la maggior parte del mercato nordamericano in collaborazione con DISH Network, uno dei principali acquirenti dei sevizi.
Ciel II verrà controllato dal nuovo Satellite Operations Centre approntato alla SED Systems di Saskatoon nella provincia del Saskatchewan, in Canada.
La potenza disponibile a bordo è di 10,6 kW utilizzabile per il sistema di transponder, composto da 32 unità operanti in banda Ku che amplieranno la scelta di canali in alta definizione.
L’arrivo del satellite in Kazakhstan è avvenuto il 9 novembre e da allora i lavori di preparazione al lancio stanno proseguendo senza intoppi.

Aggiornamento.
Lancio avvenuto in perfetto orario e completato con successo.

martedì 9 dicembre 2008

Rinviato il lancio dell’Ariane.

Il lancio dell’Ariane 5 previsto il 10 dicembre fra le 22:35 e le 23:45 CET è stato rimandato al 20 dicembre fra le 22:51 e le 23:50, sempre CET.
La base di lancio sarà la solita di Kourou nella Guiana francese e il vettore deve portare in orbita due satelliti per telecomunicazioni da porre in orbita geosincrona: l'HOT BIRD TM-9 e il W2M della Eutelsat.
Il motivo del rinvio sono le manifestazioni di protesta che stanno coinvolgendo la Guiana a causa del costo dei carburanti troppo elevato.
Kourou è ad una cinquantina di chilometri dalla città di Cayenne, sulla costa atlantica del Sud America ed è principalmente utilizzato per il lancio di satelliti geostazionari, ma la sua posizione permette di inserire i satelliti su qualsiasi orbita.
Nel 2009 sarà lanciato per la prima volta da Kourou un vettore Soyuz che riuscirà a trasportare in orbita un carico maggiore rispetto a quello delle solite basi di lancio, grazie alla posizione equatoriale di questo poligono.

lunedì 8 dicembre 2008

STS-126 News 15.

Nuovo rinvio del viaggio di ritorno per Endeavour confermato.
La partenza è ora prevista alle 15:29 CET di mercoledì (6:29 PST).
L'arrivo dovrebbe avvenire giovedì, ma tutto dipende da un fronte freddo che potrebbe interferire con la rotta del 747 ritardandolo ulteriormente.

In foto la navetta mentre veniva montato il cono aerodinamico sui motori.

Lancio sperimentale di un razzo ibrido.

La Cina ha lanciato venerdì 5 dicembre il suo primo razzo a propellente ibrido dal poligono di lancio Jiuquan Satellite Launch Center. Dopo un volo di un quarto d’ora circa, il vettore è stato paracadutato a Terra e recuperato per la prosecuzione degli studi.
Il razzo chiamato Beihang-2, lungo 3417 mm e di 220 mm di diametro, ha raggiunto una quota di 3000 metri ed ha toccato il suolo a circa 1200 metri dal punto di lancio.
Il progetto del razzo è di 15 studenti e laureati della Scuola di Astronautica dell’Università di Aeronautica ed Astronautica di Pechino.
Il propulsore è studiato in modo da avere un sistema che miscela liquido e solido creando un sistema di spinta economico e intrinsecamente sicuro in quanto non può esplodere.

Il motore ibrido è già stato usato dallo SpaceShipOne della Scaled Composites, ma è una novità assoluta per la Cina.

domenica 7 dicembre 2008

STS-126 News 14.

La partenza per il rientro di Endeavour al KSC era prevista per oggi, ma un ritardo con la predisposizione dei dispositivi di aggancio ha provocato uno slittamento del trasporto.
La partenza è prevista per le 6:30 PST (15:30 CET) dalla base di Edwards in California, dove è atterrata la navetta.
La prima tappa sarà la Davis Monthan Air Force Base, in Arizona.
Dopo una sosta di circa 2 ore il "doppio veicolo" ripartirà per raggiungere la Altus Air Force Base in Oklahoma e lì trascorrerà la notte.
Alle 07:10 CST (14:10 CET) di martedì, il 747 SCA (Shuttle Carrier Aircraft) partirà alla volta della Columbus Air Force Base nel Missouri dove dopo una nuova sosta di poco più di 2 ore partirà per l'ultimo tratto che lo porterà in Florida sulla Shuttle Landing Facility.

Nella prima foto lo Shuttle viene imbragato nel sistema di sollevamento che lo depositerà sul 747 per il viaggio.
Nella seconda un dettaglio divertente: uno dei piloni di aggancio fra il 747 e lo Shuttle che riportano le istruzioni per il posizionamento della navetta.
"Agganciare l'Orbiter qui. Nota: lato nero in basso".

Aggiornamento.
Nuovo rinvio di 24 ore per problemi meteo.

Lancio militare Russo.

È partito il 2 dicembre scorso in modo molto “riservato” con un vettore Molnia-M, il satellite militare russo d’allerta avanzata Cosmos 2446 di classe US-K “Oko”.
Il decollo (prima immagine) è avvenuto alle 06:00 CET dalla rampa n°2, sito 16 del cosmodromo di Plesetsk ed il satellite è entrato con pieno successo in un’orbita di tipo Molniya (orbita altamente ellittica da 3000km x 40’000km inclinata a 63,4° e con periodo di 12 ore) alle 06:56.
Questo tipo di orbita viene utilizzato per il controllo continuo del territorio con allarmi istantanei, entro 20 secondi, in caso di lanci missilistici potenzialmente ostili (nella seconda immagine allegata si vede la proiezione sulla Terra dell’orbita). Ogni satellite ha una copertura di circa sei ore sulla zona controllata e quindi con 4 satelliti si potrebbe avere una copertura continua. In realtà i veicoli attivi di questo tipo sono molti di più, soprattutto per ragioni di ridondanza.

Il sistema di allarme rapido si chiama SPRn (in russo Sistema di Allerta per Attacchi Missilistici) e i compiti dei satelliti US-K “Oko” sono simili agli US-KMO “Prognoz”.
Queste classi di satelliti sono in funzione dal 1975 e si avvalgono di otto stazioni di terra disseminate sul territorio dell’ex Unione Sovietica:
1. Pechora (Azerbaigian)
2. Minguetchaour (Azerbaigian)
3. Mukachevo (Ucraina)
4. Sebastopoli (Crimea)
5. Goulchad (Kazakistan)
6. Irkutsk (Russia)
7. Murmansk (Russia)
8. Baranovichi (Bielorussia)
Il Centro di Comando del sistema è a Solnechnogorsk, una cinquantina di km a nord di Mosca. I satelliti sono controllati dalle stazioni di Kourilovo ad una cinquantina di chilometri a sud di Mosca e di Komsomolsk in Turkmenistan.

Intorno alla metà degli anni ’80 del secolo scorso, l’URSS ha raggiunto il record di 8 lanci all’anno per i satelliti di questo tipo ed il motivo principale era la breve vita operativa, dato che l’orbita Molniya li obbliga ad attraversare le fasce di Van Allen ben quattro volte al giorno.

sabato 6 dicembre 2008

Manovre per Messenger.

La sonda che ha già inviato a Terra delle spettacolari fotografie del pianeta Mercurio, è ad uno dei punti di svolta della missione. E si tratta esattamente di quello!
Ieri 5 dicembre la Messenger ha iniziato una Deep Space Maneuver, manovra nello spazio profondo, di 4,5 minuti che ha variato la sua velocità rispetto al Sole di 219 m/s. La sua distanza dalla Terra era di 237,9 milioni di chilometri e la sua attuale velocità è di 30.99 km/s. La manovra verrà terminata l’8 dicembre con un’ulteriore correzione di 28 m/s.

Il piano di volo di Messenger (vedi immagine NASA) è decisamente complesso in quanto la difficoltà sta nel dissipare l’energia cinetica che si accumula “scendendo” verso il Sole.
Questi i voli radenti con i vari pianeti.
3 agosto 2004: lancio da Terra.
2 agosto 2005: Terra.
Correzione di rotta 1.
24 ottobre 2006: Venere.
5 giugno 2007: Venere.
Correzione di rotta 2.
14 gennaio 2008: Mercurio.
Correzione di rotta 3.
6 ottobre 2008: Mercurio.
Correzione di rotta 4 (quella attuale).
29 settembre 2009: Mercurio.
Correzione di rotta 5.
18 marzo 2011: ingresso in orbita attorno a Mercurio, diventando il primo satellite artificiale del pianeta.

venerdì 5 dicembre 2008

Viaggiare nel tempo con una Supernova.

Quando una persona guarda il cielo notturno, può vedere stelle, pianeti e galassie che galleggiano in un mare di oscurità.
Il movimento dei pianeti e le variazioni stagionali delle costellazioni sono stati sempre gli stessi per migliaia d’anni. Ma cosa accadrebbe se il cielo cambiasse in una notte ed una nuova stella più luminosa di tutte apparisse? Sarebbe stato annotato questo nuovo astro se fosse successo nel sedicesimo secolo?

Alcuni mesi fa, astronomi del telescopio Subaru, il National Astronomical Observatory of Japan, sono "tornati indietro nel tempo" ed hanno osservato la luce proveniente dal quel Nuovo astro che venne visto in origine da Tycho Brahe l’11 novembre 1572 e da moltissime altre persone.
Quello che ha visto Brahe come una stella in Cassiopea, più luminosa di Venere, è stato un raro evento che si verifica quando una stella muore in una esplosione chiamata Supernova. Studiò la luminosità ed il colore della nuova stella fino al marzo dell’anno dopo quando scomparve dalla vista. I resti di questo spettacolare evento sono chiamati i resti della supernova di Tycho.

Un team di astronomi internazionali ha recentemente completato uno studio a Subaru che si concentra sugli “echi di luce” generati dalla supernova di Tycho per determinare la sua origine e il tipo esatto. E per fare questo vengono anche messi in relazione con i resti che vediamo adesso. Un “eco di luce” è l’informazione luminosa proveniente dalla supernova originale che viene riflessa dalle polveri delle nubi interstellari che circondano la nova e raggiungono la Terra diversi anni dopo l’evento originale. Esattamente come in uno spettacolo di fuochi d’artificio possiamo guardare direttamente le esplosioni in cielo, o la luce generata dalle stesse che illumina le case attorno al campo di tiro. In questo caso la differenza di percorso sarà di 436 anni luce. L’utilizzo degli “echi di luce” permette una sorta di viaggio nel tempo perché consente di percepire esattamente la luce che vide Tycho Brahe e ci permette di vedere il comportamento della supernova dall’interno della nostra galassia fin dal suo inizio.

Il 24 settembre scorso, usando il Faint Object Camera and Spectrograph (FOCAS) dell’osservatorio di Subaru, dagli “echi di luce” sono state estratte le informazioni spettrali degli atomi presenti durante l’esplosione della supernova del 1572. I risultati mostrano un chiaro assorbimento di silicio a ionizzazione singola e l’assenza dell’emissione H-alfa dell’idrogeno. Questi dati sono tipici per una supernova di categoria Ia, osservata al massimo della sua luminosità.
Durante gli studi, gli astronomi hanno esaminato le teorie dei meccanismi delle esplosioni e la natura del progenitore della supernova.

Per una supernova di tipo Ia, la stella originaria dovrebbe essere tipicamente una nana bianca in uno stretto sistema binario e mentre i gas della stella compagna si accumulano sulla nana bianca, questa si comprime progressivamente e alla fine si avvia una potente reazione nucleare interna che degenera nel cataclisma che rappresenta l’esplosione supernova. Resta la discussione aperta riguardo alcune supernove rilevate recentemente con luminosità più alta o più bassa dello standard per comprenderne il meccanismo di innesco. Argomento questo studiato in dettaglio dal team di Subaru.
Le loro scoperte dimostrano una esplosione asferica ed asimmetrica che mette limiti ai modelli di esplosioni per i futuri studi. In più, le comparazioni spettrali eseguite con le esplosioni di tipo Ia rilevate al di fuori della nostra galassia, dimostrano che la supernova di Tycho appartiene alla maggioranza delle nove di classe Ia normale e di conseguenza è la prima Supernova di classe Ia classificata con precisione come appartenente alla nostra galassia. Questa scoperta è importante perché le Ia sono la prima fonte nell’Universo degli elementi pesanti e giocano un ruolo importante per l’indicazione delle distanze cosmologiche, potendo essere utilizzate come punto di riferimento luminoso, possedendo un livello di luminosità che è sempre costante per questo tipo di supernova.
Queste osservazioni hanno determinato un metodo per utilizzare gli “echi di luce” spettroscopicamente per studiare le esplosioni supernova che occorsero centinaia di anni fa. Altro pregio degli "echi di luce" è la ricostruzione spaziale tridimensionale dell’esplosione studiandola da diverse angolazioni. Nel futuro questo aspetto 3D accelererà lo studio delle esplosioni a partire dalla struttura spaziale che attualmente è impossibile per le supernove che esplodono al di fuori della Via Lattea.

Fonte: Subaru Telescope, National Astronomical Observatory of Japan - © NAOJ.

giovedì 4 dicembre 2008

Venere si svela.

Se guardato attraverso gli occhi particolari della sonda Venus Express, il pianeta Venere si trasforma e per mezzo di strumenti sensibili agli infrarossi e agli ultravioletti permette di oltrepassare la sua coltre di nubi turbolente.
Questa tecnica consente di confrontare le immagini del pianeta riprese su varie lunghezze d’onda fornendo agli scienziati un potente strumento per lo studio delle condizioni fisiche e delle dinamiche atmosferiche di questo vicino della Terra.
L’osservazione ultravioletta evidenza diversi dettagli ad alto contrasto, causati da un misterioso componente chimico dell’atmosfera che assorbe la luce ultravioletta, creando zone chiare e scure. Rivela anche la struttura delle nubi e il comportamento dinamico delle stesse, mentre l’infrarosso ci comunica le temperature e la quota superiore della copertura nuvolosa.
Con i dati di Venus Express, gli scienziati hanno imparato che le aree equatoriali di Venere, che appaiono scure in luce ultravioletta, sono zone con temperature relativamente alte dove i moti convettivi trasportano in alto dei materiali scuri. Come contrasto, le regioni alle medie latitudini sono zone dove le temperature diminuiscono con la quota e raggiungono il minimo alla cima della coltre nuvolosa, impedendo di fatto ogni rimescolamento. Queste fasce di aria fredda sono chiamate collari freddi e appaiono luminose nelle immagini ultraviolette.
Le osservazioni nell’infrarosso sono state usate per creare una mappa dell’altitudine delle nubi. Sorprendentemente le nuvole nelle fasce tropicali scure e nelle fasce delle medie latitudini sono poste circa alla stessa quota di 72 km. A 60° sud lo spessore delle nubi inizia a diminuire raggiungendo i 64 km in corrispondenza di un enorme uragano presente al polo
Le immagini infrarosse si sovrappongono a quelle ultraviolette dando le proporzioni delle forze in gioco. L’occhio del ciclone al polo sud non coincide con il polo vero e proprio, ma tutta la struttura larga circa 2000 km ruota attorno ad esso con un periodo di circa 2,5 giorni terrestri.
Lo studio è stato condotto da D. Titov con il suo gruppo di lavoro ed ha rivelato che queste temperature variabili e le condizioni dinamiche della coltre nuvolosa sono la causa dello schema ultravioletto globale.
Resta il mistero sulla sostanza che crea le zone ad alto contrasto nell’ultravioletto, ma gli studi proseguono.

Queste scoperte sono state possibili soprattutto grazie a due strumenti di Venus Express: lo spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), fornito dall’ASI, che opera nelle bande fra visibile e infrarosso e VMC (Venus Monitoring Camera), che opera nella banda ultravioletta.

Nel diagramma allegato si vede lo schema del profilo atmosferico venusiano.
Fonte: Titov/ESA.

Rinviato il Mars Science Laboratory.

Il Mars Science Laboratory, il massiccio rover che sarebbe dovuto partire ad ottobre del 2009 per raggiungere Marte ha subito un rinvio del lancio all'autunno 2011.
Questo ritardo è causato da una serie di collaudi e test che sono necessari per assicurare il buon esito della missione e dieci mesi non avrebbero permesso di approfondire completamente tutti i vari aspetti della missione stessa. Una valutazione dei progressi degli ultimi tre mesi di lavoro hanno definitivamente consigliato il rinvio.
Il MSL è un rover che nasce dall'esperienza accumulata con le varie missioni e specialmente con i due MER, Spirit ed Opportunity.
Gli apparati scientifici di bordo hanno una massa dieci volte superiore rispetto a quella dei MER ed anche le dimensioni sono proporzionalmente maggiori (prima immagine: confronto fra MER a sinistra, MSL a destra ed il piccolo Sojourner al centro - NASA/JPL). Tutto questo concentrato di tecnologia fa in modo che il MSL sia la missione scientifica più avanzata mai realizzata dall'uomo.
Quattro diverse possibili zone d'atterraggio sono state identificate e sono tutte caratterizzate da indizi di un'antica attività da parte dell'acqua.
Questo straordinario veicolo, grazie alle sue generose dimensioni ed alle sue caratteristiche di potenza elettrica disponibile (sarà alimentato da un RTG, un generatore termoelettrico a radioisotopi) potrà coprire grandi distanze e quindi eseguire esperimenti su un grande numero di terreni diversi.
Anche il suo sistema di atterraggio sarà fuori dal comune: è composto da un meccanismo chiamato Sky Crane, letteralmente "gru del cielo".
Dopo la fase di rientro atmosferico, l'apertura dei paracadute e l'abbandono dello scudo termico, la parte superiore del veicolo accende dei retrorazzi per rimanere sospesa ad una certa altezza dal suolo e lascia calare dal cielo il rover a terra per mezzo di una gru, depositandolo e allontanandosi successivamente per evitare danni al rover stesso (seconda immagine).
Il rinvio di due anni è necessario per minimizzare il tempo di viaggio, infatti circa ogni due anni la distanza Terra-Marte raggiunge un minimo durante il quale la finestra di lancio ottimale dura solo poche settimane.
L'ulteriore punto a sfavore è l'aumento dei costi della missione: con 400 milioni di dollari aggiuntivi, la spesa per MSL arriverà alla bella cifra di 2,2 miliardi di dollari.

I geyser di Encelado.

Gli scienziati stanno continuando le ricerche sulle cause che generano i geyser su Encelado, luna di Saturno. Questi grandi pennacchi che si elevano dal polo sud del satellite appaiono formati da polveri e particelle di ghiaccio. La causa scatenante di questi geyser è ancora allo studio grazie all’enorme aiuto della sonda Cassini che continua la sua ricerca di indizi.
Il nocciolo della questione è capire se i pennacchi provengono da una fonte sotterranea di acqua liquida. Alcune teorie offrono modelli dove i getti vengono provocati da meccanismi che non coinvolgono l’acqua liquida. Il team di Cassini sta lavorando alacremente per risolvere il mistero.
La causa di questi getti è una questione di primaria importanza per le scienze planetarie a causa dell’acqua che può essere coinvolta nel processo e che dimostrerebbe la presenza teorica delle condizioni favorevoli allo sviluppo della vita.
Un modello recente descrive uno scenario in cui questi getti sono violente esplosioni di ghiaccio che vaporizza quando viene esposto all’ambiente spaziale da fratture causate dalle forze mareali lungo la regione delle “strisce tigrate” (“tiger stripe”) sul polo sud del satellite. La risonanza orbitale con Dione, un altro satellite, che porta esattamente all’esecuzione di 2 orbite quando Dione ne compie una, stabilizza l’orbita, ma amplifica questi effetti.

Altre teorie (sostenute anche da Candice Hansen, scienziata del JPL che si occupa di immagini ultraviolette) sollevano dubbi sulla cosa perché il fenomeno dovrebbe diminuire quando Encelado, lungo la sua orbita, è nel punto più lontano da Dione. Le osservazioni effettivamente non danno riscontri al fenomeno, ma le nuove scoperte attribuiscono i getti ad una sorgente di acqua liquida dall’interno della luna.
Dal 2005 al 2007 il team della Hansen ha condotto esperimenti osservando le occultazioni stellari effettuate dai pennacchi di Encelado. Durante le occultazioni sono stati eseguiti degli esami spettrografici per misurare la densità e la concentrazione di acqua nei getti. Questi dati avrebbero dovuto confermare che i getti erano più densi nel 2005 che nel 2007, quando le fratture avrebbero dovuto essere in procinto di chiudersi. I dati hanno invece dimostrato l’esatto contrario, con una densità doppia nel 2007 rispetto al 2005. Nonostante le due misurazioni avessero geometrie molto differenti, è stato dimostrato che la teoria non è stata confermata.
Hansen ha aggiunto che le nuove osservazioni di Cassini supportano un modello matematico sviluppato nel 2007 che ipotizza le aperture superficiali come condotti che incanalano il vapore da una fonte liquida sulla superficie e la scaricano all’esterno a velocità folli.
Gli autori di questo modello teorizzano che solo temperature vicine al punto di fusione del ghiaccio d’acqua potrebbero soddisfare la presenza di un numero così alto di particelle di ghiaccio nei pennacchi. La situazione sarebbe simile al lago Vostok presente sotto la coltre ghiacciata antartica, dove l’acqua liquida esiste al disotto del ghiaccio. Nel caso di Encelado i cristalli di ghiaccio condenserebbero dai vapori che sfuggono verso lo spazio attraverso fratture nel ghiaccio superficiale. L’acqua resterebbe liquida al disopra della superficie rocciosa a causa dei movimenti geologici del satellite.

Cosa causi e controlli i getti rimane quindi incerto, ma ci potranno essere presto ulteriori indizi, dato che Encelado è il primo obiettivo della missione estesa di Cassini, chiamata Equinox Mission. La presenza di acqua liquida all’interno di Encelado potrebbe avere enormi implicazioni per i futuri studi astrobiologici che potrebbero rilevare la vita anche nei corpi ghiacciati del sistema solare esterno.

La missione Cassini-Huygens è un progetto in cooperazione fra NASA, ESA e l’ASI. Il JPL ha progettato, sviluppato, assemblato e gestisce il Cassini orbiter.

In foto un'immagine dei geyser in controluce (NASA).

martedì 2 dicembre 2008

Phoenix, chiusi i collegamenti.

Dopo quasi un mese di verifiche quotidiane per controllare se Phoenix era ancora in grado di comunicare, la NASA ha deciso di interrompere definitivamente l’uso degli orbiter per chiamare il lander ed attenderne la risposta.
Come previsto la diminuzione della luce solare diurna ha lasciato Phoenix senza l’energia necessaria per mantenere cariche le batterie.
L’ultima comunicazione ricevuta dalla sonda è stato un breve segnale giunto via Mars Odyssey il 2 novembre.
“La variabilità meteorologica di Marte è stata la causa della perdita di contatto con la sonda”, ha detto Chris Lewicki, Mission Manager al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California. “Speravamo che una nuova variazione nel meteo locale potesse permetterci di ristabilire i contatti”.
Il termine degli sforzi per ascoltare eventuali segnali per mezzo di Odyssey e del Mars Reconaissance Orbiter è stato stabilito con la congiunzione eliaca, soprattutto per l’impossibilità nel comunicare con il pianeta rosso che si trova dietro al Sole.
L’ultimo ascolto in assoluto è stato il 30 novembre scorso, quando Odyssey è passato sulla verticale di Phoenix alle 0:49 CET, cioè esattamente alle 16:26 locali del Sol 182.
Era un momento pianificato da tempo, infatti corrispondendo con l’inizio della congiunzione eliaca ha decretato il termine definitivo delle speranze di ricevere informazioni. Al termine della congiunzione il Sole delle pianure settentrionali di Marte non sarebbe più stato certamente sufficiente per il funzionamento della sonda.

STS-126 News 13.

Dopo il rientro di domenica, l'equipaggio ha lasciato la base Dryden Flight Research Center (vedi foto) a bordo degli aviogetti T-38 della NASA per raggiungere Houston per la chiusura della missione.
Endeavour intanto viene preparato per il montaggio in groppa allo SCA, Shuttle Carrier Aircraft, il Boeing 747 che si occuperà di riportarlo in Florida al Kennedy Space Center dove verrà portato nell'officina, l'Orbiter Processing Facility, per iniziare la preparazione alla prossima missione.
Il viaggio dovrebbe avvenire non prima di domenica prossima 7 dicembre.

lunedì 1 dicembre 2008

Lancio cinese.

Lanciato questa mattina alle 5:42 CET dal Jiuquan Satellite Launch Center il satellite cinese Yaogan-4 con un vettore Chang Zheng-2D.
Gli scopi di questo satellite sviluppato dalla China Academy of Space Technology sono il monitoraggio del pianeta per scopi scientifici, umanitari e per il controllo e prevenzione dei disastri naturali.
Si ipotizza che il satellite disponga anche di un radar ad apertura sintetica per usi militari, come lo erano i suoi predecessori, ma la notizia non è confermata.

E' stato il 114esimo lancio cinese ed il terzo di quest'anno dalle rampe di Jiuquan.

In foto il lancio - fonte ChinaDaily.cn